Il XXX Premio Pieve Saverio Tutino al medico che ha raccontato il genocidio in Rwanda

Folla ieri per la giornata dedicata ai diari della Grande Guerra


FOTOGRAFIE — È il maggio del 1994: Gaddo Flego è un giovane medico che, da poco tornato in Italia dal Ciad, decide di partire, insieme a Medici Senza Frontiere, per il Rwanda. La sua memoria di questa esperienza nel Paese africano devastato da una sanguinosissima guerra civile - che ha portato al genocidio della popolazione Tutsi - si è aggiudicata il XXX Premio Pieve Saverio Tutino. Il riconoscimento è stato consegnato questo pomeriggio sul palco di Pieve Santo Stefano (Arezzo), al termine della manifestazione che ha visto, come ospite d’onore il regista Ettore Scola, al quale l’Archivio dei Diari ha attribuito il Premio Città del Diario 2014. La memoria scritta da Gaddo Flego ha conquistato la giuria nazionale che lo ha decretato vincitore.


Folto il pubblico ad accogliere il regista Ettore Scola, al quale è stato attribuito il Premio Città del Diario, riconoscimento che l’Archivio riserva ogni anno a esponenti del mondo della cultura che, nella loro carriera, si sono distinti per il contributo offerto alla conservazione della memoria collettiva.

Durante il pomeriggio è stata inaugurata anche la "Stanza di Rabito", nuovo spazio espositivo che si trova all'interno del Piccolo museo del diario (palazzo Pretorio) e realizzata da dotdotdot. Presenti il sindaco di Pieve Santo Stefano Albano Bragagni, l’onorevole Marco Donati, l’assessore alla Cultura della Regione Toscana Sara Nocentini, l’arcivescovo della diocesi di Arezzo, Cortona e Sansepolcro Riccardo Fontana, la responsabile dell’Area patrimonio storico della Fondazione Telecom Italia Anna Rosa Galassi, il direttore generale per le biblioteche, gli Istituti culturali e il diritto d’autore del Mibact Rossana Rummo.

Nella giornata di ieri, interamente dedicata alle commemorazioni del centenario dallo scoppio della Grande Guerra, il pubblico ha partecipato a tre eventi dedicati al rapporto tra ricerca storica, emozioni e riflessione sul presente attraverso il ponte emotivo che si può creare tra i giovani di oggi e quelli che hanno combattuto nelle trincee del fronte italo-austriaco. In mattinata la presentazione del progetto La Grande Guerra i diari raccontano, con il quale è stato realizzato un database in cui sono contenute le più belle testimonianze sulla Grande Guerra conservate a Pieve Santo Stefano, tra cui anche il Diario di un soldato toscano nella Grande guerra, pubblicato on line da Nove da Firenze nel 2000. Nel pomeriggio la presentazione del libro Avanti sempre. Emozioni e ricordi della guerra di trincea 1915-1918 di Nicola Maranesi, che è andato alla ricerca degli stati d’animo vissuti dai combattenti, setacciando i diari, le memorie e gli epistolari conservati presso il fondo inedito “Guerra Mondiale 1914-18” dell’Archivio di Pieve. La sera le due repliche dello spettacolo teatrale Milite ignoto quindicidiciotto di Mario Perrotta, che a sua volta ha tratto ispirazione dalle testimonianze della Grande Guerra custodite presso l'Archivio dei diari.

Redazione Nove da Firenze