Il popolo rumeno torna al voto per scegliere il Presidente della Repubblica

Questa di novembre sarà la seconda e ultima chiamata dei cittadini rumeni alle urne nel ciclo elettorale del 2019. Dopo le elezioni europarlamentari del 26 maggio, questa è la volta del Presidente della Repubblica


Durante le elezioni europarlamentari del 26 maggio scorso si sono creati momenti di grande tensione dovuti alle lunghissime code formatesi davanti ai seggi, non solo in Italia ma in tutti i paesi ove vi sono notevoli concentrazioni di cittadini rumeni. In tale occasione hanno potuto esprimere il diritto al voto mediamente 1.500 rumeni per seggio elettorale, un numero bassissimo considerata la reale affluenza al voto in tale giorno.

Si stima che, nei seggi elettorali all’estero, mediamente 3 rumeni su 4 non hanno potuto esprimere il diritto al voto, pur presentandosi al seggio e atteso più meno 6/7 ore in coda.

Questo è stato il risultato di una mal organizzazione delle istituzioni rumene, le quali non avevano messo a disposizione un numero adeguato di seggi elettorali all’estero.

Reduci da questa esperienza, numerose organizzazioni civiche e politiche hanno intrapreso azioni di collaborazione con le istituzioni italiane per stimare, sia la popolazione rumena residente, sia anticipare un’eventuale disponibilità delle istituzioni a concedere ai cittadini rumeni spazi per lo svolgimento delle prossime elezioni.

Una fra le organizzazioni politiche che più si è data da fare in questo senso è l’alleanza USRPLUS 2020, la quale ha presentato progetti per l’apertura di nuovi seggi elettorali alle autorità rumene presenti sul territorio italiano, come Consolati e Ambasciate. I progetti hanno incluso oltre alla proposta di spazi per i seggi elettorali anche supporto di personale. 

Ad oggi, la lista del 21 Ottobre 2019 presentata dal Ministero degli Esteri rumeno comprende 835 (contro i 441 delle scorse elezioni europarlamentari) seggi elettorali all’estero di cui 143 in Spagna (contro i 50), 142 in Italia (contro i 76), 80 in Germania (contro i 25), 72 nel Regno Unito (contro i 29), 50 in Francia (contro i 17), paesi questi notoriamente al alta densità di residenti rumeni. In Toscana sono stati resi disponibili 10 seggi elettorali contro i 5 delle europarlamentari.

Inoltre, l’introduzione del controllo elettronico in tempo reale della presenza al voto SIMPV, del voto per corrispondenza e del registro elettorale permanente estero per votare in un seggio elettorale all’estero, rappresentano ulteriori misure volte prevenire le formazione di code e a snellire il lavoro della commissione nel seggio. 

Per quel che riguarda il contatto con gli elettori, già da Settembre l’alleanza USRPLUS 2020 ha avviato numerosi incontri, sia all’estero che in Romania, con il suo candidato alle presidenziali Dan Barna, giovane imprenditore di 44 anni. Oltretutto, riconfermato alla guida del partito USR durante il Congresso tenutosi metà Settembre 2019. Egli è un personaggio entrato sulla scena politica nel 2017, quando l’allora governo tecnocratico guidato da Dacian Ciolos (alla guida de partito PLUS) lo ha chiamato nella sua équipe dei fondi europei. 

L’ingaggio si è basato sulla lunga esperienza e competenza di Dan Barna nella redazione e rendicontazione di progetti europei nel settore privato. Pertanto a differenza dei candidati di tutti gli altri partiti, non è mai stato un uomo politico prima del 2017. Questo fa di lui sia una persona competente, che nel settore privato ha dimostrato di saper creare valore e di muovere l’economia, oltre ad essere un personaggio nuovo sulla scena politica.

Questo connubio risulta di notevole importanza per dare un cambiamento di rotta alla classe politica rumena che, in passato, nei migliori dei casi ha tenuto fermo il processo di sviluppo della Romania.

Tra gli incontri organizzati dall’alleanza USRPLUS 2020, il successivo si terrà proprio a Firenze domenica prossima, 3 novembre, presso l'hotel Adriatico (in via Maso Finiguerra 9) dalle 15.30 alle 18.30, momento in cui l’invitato Vlad Botos (europarlamentare neoeletto) avrà modo di presentare il programma presidenziale di Dan Barna e incontrare i cittadini rumeni.

Per quanto concerne strettamente le elezioni presidenziali, secondo la Legge rumena 370/2004 è designato Presidente della Repubblica il candidato che nella prima turnazione ha raggiunto la maggioranza dei voti degli elettori iscritti nel registro elettorale permanente rumeno. Questo significa che su circa 18milioni di iscritti, almeno il 50% + 1 voto qualifica la maggioranza, ovvero in prima turnazione un candidato deve ottenere almeno 9milioni di voti per essere designato Presidente della Repubblica.

Se questo non si verifica, si organizza la seconda turnazione, il ballottaggio, a distanza di due settimane tra i primi due candidati più votati nella prima turnazione.

Sulla base di una consequenziale decisione di Governo, i cittadini rumeni residenti all’estero hanno a disposizione adesso 3 giorni per votare per ciascuna delle due turnazioni, mentre per chi vota in Romania il giorno sarà uno solo, la domenica.

Questo, insieme al raddoppio dei seggi elettorali all’estero e il controllo elettronico dei dati attraverso il sistema SIMPV, dovrebbe permettere a tutti i cittadini di votare senza che si creino più i disagi delle europarlamentari.

Le elezioni all’estero partono quindi venerdì 8 novembre dalle ore 12.00 fino alle ore 21.00, per proseguire poi sabato 9 novembre dalle ore 07.00 alle ore 21.00 e in fine domenica 10 novembre dalle 07.00 alle 21.00; mentre la seconda turnazione inizia venerdì 22 novembre e continua fino a domenica 24 novembre negli stessi orari della prima turnazione.

Per votare sarà sufficiente essere maggiorenni e presentarsi muniti di un documento d’identità in corso di validità.

Alessandro Rella