Ieri la manifestazione contro la guerra in Nord-Est Siria

Sabato pomeriggio disagi per il corteo in solidarietà con il popolo curdo. Regione e Anci Toscana chiedono una mobilitazione nazionale per il Kurdistan


FIRENZE– Migliaia di persone in piazza oggi a Firenze contro la guerra di Erdogan nel Nord della Siria. per portare all'attenzione internazionale la crisi umanitaria. Armi chimiche, centinaia di civili uccisi, centinaia di migliaia di profughi di guerra. Il concentramento dei partecipanti era alle 15:00 in piazza Santa Maria Novella con partenza del corteo alle 15.30. Si è verificato anche un tentativo di entrare nella stazione ferroviaria, respinto da cariche della polizia. Poi i manifestanti hanno proseguito il corteo sino a piazza della Signoria. In solidarietà alla resistenza della Siria del Nord-Est il Rise Up 4 Rojava Firenze annuncia che continuerà a scendere in piazza finché questa guerra non verrà fermata.

Venerdì Fridays for Future Firenze aveva protestato davanti alla sede della Leonardo Fin Meccanica. a Leonardo è infatti una delle ditte, made in Italy, che rifornisce di armi ed elicotteri da guerra il governo di Erdogan.

Una lettera con le firme del presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi e di Matteo Biffoni presidente di Anci (l'Associazione che raggruppa i Comuni italiani) Toscana è stata indirizzata ai colleghi del livello nazionale, cioè al presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini e a quello di Anci Nazionale, il sindaco di Bari Antonio Decaro. La richiesta di Rossi e Biffoni è che le Regioni e l'Anci organizzino una giornata nazionale di mobilitazione in favore del Kurdistan siriano.

"Siamo molto preoccupati – scrivono i due amministratori toscani – per le notizie che continuano a giungere dal nord della Siria. L'offensiva delle forze armate turche decisa unilateralmente dal presidente Erdogan contro le popolazioni del Kurdistan siriano sta provocando gravi ripercussioni sul piano umanitario sociale e politico ed infligge ai civili sofferenze peggiori di quelle già causate da un conflitto che dura da anni e vanifica i risultati raggiunti in particolare grazie la sacrificio dell'esercito popolare curdo nella lotta contro il terrorismo islamista. Mette anche in pericolo un'esperienza di convivenza laica e democratica, come quella del Rojava, fondata su un'idea di giuastizia sociale e di tutela dei diritti delle donne e dell'ambiente".

Nella lettera si ricorda poi che il presidente Rossi ha incontrato pochi giorni fa il padre di Lorenzo Orsetti, il combattente italiano nell'esercito curdo, ucciso dall'Isis. In quell'occasione la Regione ha annunciato che invierà aiuti umanitari e sanitari nel Rojava, invitando nel contempo le istituzioni locali a mobilitarsi per esprimere il proprio dissenso nei confronti dell'operazione militare condotta dalla Turchia.

"In questi giorni – prosegue la lettera firmata da Rossi e Biffoni – tanti cittadini hanno partecipato a manifestazioni di solidarietà con il popolo curdo chiedendo alla comunità internazionale, all'Unione europea e ai suoi Stati membri di adoperarsi per la cessazione dell'offensiva. A questa partecipazione si sono uniti molti consigli comunali e regionali. Ciò dimostra come la questione curda e i valori di solidarietà ed uguaglianza che essa esprime hanno scosso la coscienza civile e e la sensibilità di tante persone nel nostro Paese".

E' per tutte queste ragioni che il presidente della Regione Toscana e quello di Anci Toscana chiedono che adesso si dia luogo ad una giornata di mobilitazione che abbia carattere nazionale.

Redazione Nove da Firenze