Sesto Fiorentino: inaugurata la nuova sede di Villa Donatello

Una struttura innovativa, attiva nella prevenzione e aperta al territorio locale. Il Consigliere regionale Paolo Marcheschi (Fdi), presente all’inaugurazione, si è rammaricato perché a Firenze non si è fatto niente per trattenere un fiore all’occhiello della sanità toscana. Convegno ieri a Empoli per presentare la futura struttura di hospice. Il Capogruppo di Forza Italia Maurizio Marchetti: «Sul caro tariffe in libera professione da Rossi solita politica degli annunci»


Firenze, 27 ottobre 2018- È stata inaugurata ufficialmente questa mattina la nuova sede della clinica Villa Donatello, di proprietà del Gruppo Unipol, in via Attilio Ragionieri 101 a Sesto Fiorentino (zona Firenze Castello). Una struttura innovativa, fortemente attiva nella prevenzione, che vuol rappresentare un nuovo modello di clinica aperta, accessibile per il territorio e tutte le sue realtà: cittadini, aziende, enti pubblici e privati, associazioni e società sportive. All’evento hanno preso parte Sua Eminenza Rev.ma Cardinale Giuseppe Betori, il Sindaco di Sesto Fiorentino, Lorenzo Falchi e il Presidente del Consiglio Regionale, Eugenio Giani.

“Il trasferimento da piazzale Donatello a questa nuova struttura è frutto di un’attenta valutazione delle necessità della popolazione - ha dichiarato Lorenzo Bifone, Presidente di Villa Donatello -. La sede storica, tuttora aperta per le prestazioni ambulatoriali di prossimità, stava infatti riscontrando delle difficoltà nella gestione di un crescente numero di pazienti, nell’accoglierli con quel livello di comfort e di qualità del servizio che ha sempre caratterizzato Villa Donatello.”

“Il Gruppo Unipol dimostra da sempre un grande impegno per lo sviluppo e la valorizzazione economica e sociale dei territori del nostro paese in cui opera, anche attraverso la professionalità e la qualità dei servizi Salute forniti ai cittadini- ha affermato Gian Luca Santi, Direttore Generale Area Immobiliare, Società Diversificate del Gruppo Unipol–. La clinica Villa Donatello ne è un esempio visto che, sotto la gestione del nostro gruppo, ha dimostrato una rinnovata energia per attrarre le migliori professionalità della medicina locale ed ha ulteriormente rafforzato la sua posizione come punto di riferimento della sanità privata a Firenze. Ne è conseguita una crescita della domanda che ci ha portato alla scelta di individuare un nuovo spazio, in grado di rispondere alle richieste del territorio e garantire alla clinica uno sviluppo di lungo termine.”

La nuova struttura dispone di 8 sale operatorie, 128 posti letto, 32 ambulatori, attrezzature all’avanguardia quali un angiografo, un robot per la chirurgia urologica, tre laser per la chirurgia oculistica, una risonanza magnetica di ultima generazione, un mammografo digitale ed un ecografo avanzatissimo per la diagnosi prenatale. La struttura è facilmente raggiungibile in auto, con l’autobus e con il treno metropolitano sia da Firenze che dai comuni della Piana, fino a Prato e Pistoia. Si trova in un contesto gradevole e rilassante, dispone di parcheggi, di un bar, mentre sono previste prossimamente le aperture di un negozio di ottica e di una parafarmacia.

“La nuova sede ci consentirà di dare corpo ad un nuovo modello di sanità privata - ha affermato Alberto Rimoldi, Amministratore Delegato di Villa Donatello -. Alla qualità medica ed infermieristica, da sempre vanto di Villa Donatello, la nuova struttura unirà, grazie alla sua logistica pensata ad hoc, l’ulteriore sviluppo di percorsi sanitari che consentiranno di seguire il paziente dalla diagnosi alla cura, alla riabilitazione, al follow-up con team di professionisti fra loro coordinati in una visione unitaria dei bisogni del paziente. Oggi infatti – ha aggiunto Rimoldi - una casa di cura non deve essere più solamente una struttura che fornisce servizi di comfort alberghiero ai medici ed ai loro clienti, ma deve investire in tecnologie e servizi, nei rapporti con il territorio, la società civile, la ricerca.”

Quello della “clinica aperta” è infatti il concetto alla base della nuova struttura, la mission del nuovo corso di Villa Donatello. Per questo, il prossimo 10 novembre, è stato organizzato un open day con oltre 200 visite gratuite per tutti coloro che vorranno prenotarsi e, successivamente, è prevista una giornata dedicata a tutte le società sportive del territorio che operano a livello giovanile. Inoltre, sono in fase di sviluppo alcune iniziative di prevenzione e cura insieme con la Fondazione ANT e la Fondazione Tommasino Bacciotti. Infine, sono in via di definizione degli incontri periodici con la popolazione per offrire informazioni, consulenze e controlli per aiutare i cittadini nella cura della propria salute. Fra i nuovi servizi, che rafforzano il concetto di clinica aperta a supporto dei pazienti, compare un servizio di assistenza domiciliare integrata, la possibilità di ricevere direttamente a domicilio qualsiasi referto, nonché il Fast Aid, ovvero un ambulatorio ad accesso rapido per supportare il pronto soccorso nel seguire alcuni “codici bianchi”.

Oggi Firenze perde un pezzo importante della Sanità, un fiore all’occhiello nelle cure, nell’assistenza medica e nelle specializzazioni. Il Governatore Rossi ha favorito il trasferimento di un presidio fiorentino storico d’eccellenza in un comune che da sempre ostacola lo sviluppo di Firenze”. Così il consigliere regionale Paolo Marcheschi (Fd) commenta, con rammarico, il trasferimento di Villa Donatello dal capoluogo toscano a Sesto Fiorentino. “Grandi sono anche le responsabilità del Pd di Renzi e Nardella che non riusciti a trovare soluzioni alternative per trattenere a Firenze Villa Donatello –aggiunge Marcheschi- I fiorentini si ritrovano privi di un servizio sanitario di livello che per decenni ha fatto da stampella anche alla Sanità pubblica”.

Un momento di approfondimento per conoscere meglio quella che sarà una nuova struttura a servizio di tutti i Comuni della ex Asl 11, quindi Empolese Valdelsa e Valdarno Inferiore. L’Hospice, una struttura specialistica di ricovero che può accogliere temporaneamente o definitivamente i pazienti che si avvalgono del servizio di cure palliative.

«Un nuovo servizio che migliora la qualità della vita delle famiglie dei malati. Si tratta di un importante arricchimento dei servizi del nostro territorio, fino a questo momento privo di hospice – sottolinea Brenda Barnini, sindaco di Empoli e presidente della SdS Empolese Valdarno Valdelsa, in apertura del convegno che si è svolto al Cenacolo degli Agostiniani ieri pomeriggio-. Un investimento che rafforza la rete delle cure palliative e affianca all’attività domiciliare una struttura specialistica di ricovero per l’accoglienza temporanea o definitiva dei pazienti presi in carico con lo scopo di mantenere la miglior qualità e dignità della vita».

Nascerà a Empoli, nella trasformazione dell’attuale Residenza Sanitaria Assistenziale) di Via Volta. Il nuovo Hospice ha come finalità la presa in carico del paziente in un ambiente confortevole, dove poter creare un clima simile a quello vissuto nella propria casa con la famiglia, consentendo di proseguire le cure con trattamento assistenziale nelle 24 ore. Al convegno erano anche presenti: Enrico Sostegni, consigliere regionale della Toscana; Daniele Mannelli, direttore dipartimento Rete Sanitaria Territoriale Asl Toscana Centro; Franco Doni, direttore Società della Salute Empolese Valdelsa Valdarno; Piero Morino, direttore coordinamento Cure palliative Asl Toscana Centro, e Sabrina Pientini, direttore Cure palliative e Hospice Empoli-Prato-Pistoia. I lavori di trasformazione della struttura di via Volta, termineranno nei primi mesi del 2019 e, una volta collaudata e arredata, il complesso sarà pronto per essere utilizzato in base alla nuova destinazione, avrà 10 posti letto. Nei mesi estivi la RSA è stata regolarmente aperta, ed è stata poi chiusa per permettere l’avvio dei lavori. I Servizi Sociali dell’Asl Toscana Centro hanno incontrato le famiglie degli ospiti della RSA per informarli sul progetto e con esse hanno concordato l’inserimento degli anziani in altre strutture, facilitando il contesto familiare e le abitudini di vita in modo da rendere meno traumatico possibile il passaggio in altro ambiente. Gli spostamenti sono stati effettuati gradualmente tenendo conto delle singole situazioni e dei bisogni assistenziali di ciascun ospite.

«No perché tra il dire e il fare quando uno governa ci sarebbe di mezzo il deliberare. E in effetti noi di atti conseguenti all’annuncio con cui il governatore Rossi edizione 2014 affermava di essere in procinto di scrivere alle aziende ospedaliere e sanitarie affinché i tariffari dei professionisti in libera professione si contenessero entro i 200 euro non ne abbiamo trovati. Invece abbiamo trovato le tariffe con punte ancora di 300 euro e passa non solo a Firenze, come riportato proprio stamani da alcune cronache locali, ma anche altrove. Motivo? Semplice! Sull’intramoenia le aziende incassano molto più di quanto non accada con il ticket ordinario. Le liste d’attesa, a livelli spesso incompatibili con le esigenze di cura delle persone, sospingono di fatto il paziente, per ottenere la prestazione, verso la libera professione. E lì si paga, le aziende rimpinguano i loro bilanci e che interesse dovrebbero mai avere ad invitare i loro medici, spesso fior di professionisti e autentici luminari, ad abbassare i tariffari? Nessuno. E a contenere le liste d’attesa? Zero. E Rossi ad emanare linee guida in questo senso? Nulla. Solo che mentre i medici hanno diritto a farsi pagare, i governatori non hanno a nostro avviso quello di prendere in giro la gente sulla salute. E’ la solita politica degli annunci, col governatore che ha voluto solleticare il consenso in vista delle regionali 2015 per poi non dare seguito alcuno alle sue enunciazioni». Il quadro della situazione è così ricostruito dal Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti che, fresco di rassegna stampa, si è preso la briga di andarsi a sfogliare di persona i tariffari per la libera professione intramuraria nelle aziende ospedaliero universitarie della Toscana. Il metodo: «Mi sono limitato all’orbita delle visite specialistiche – spiega – e ho circoscritto la ricerca alle aziende ospedaliero universitarie, visto che per le aziende sanitarie nel mezzo a cambiare le carte in tavola è intervenuta la riforma sanitaria Rossi-Saccardi di fine 2015. Careggi a Firenze, Cisanello a Pisa, Le Scotte a Siena sono invece aziende rimaste col medesimo assetto. E quindi che ho fatto? Ho cercato». I risultati eccoli qui: «Professionisti che soprattutto in prima visita sforano il tetto dei 200 euro non mancano di certo in nessuna delle tre aziende, anche se al banale sfoglio manuale mi pare che al policlinico delle Scotte di Siena ciò avvenga in misura più bassa che negli altri due ospedali universitari. Fatto sta che Careggi non è la sola azienda dove professionisti visitano con tariffe anche sopra i 300 euro, altro che 200. Se a Siena si fa notare la visita immunoterapia oncologica a 301 euro, con altri picchi ad esempio sulla psichiatria (252 euro) e sull’oncologia (251,66 euro), a Pisa trovo prime visite a 302,93 per la chirurgia o 302,43 euro per la cardiologia, con controlli a 201,40 euro. Queste le punte, ma non mancano visite chirurgiche a 252 euro, 248 (però è compresa anche l’ecografia), 218,19 euro. A Firenze, Careggi ha ad esempio sulle visite di chirurgia un’offerta variegata con punte tariffarie di 220 euro in una forbice che può però divaricarsi anche fino a 65 euro. Visite oncologiche anche fino a 248 euro che possono arrivare, a seconda del medico scelto, fino a 298 per una visita reumatologica».

Redazione Nove da Firenze