Giani ricorda commosso Paolo D'Elia

"Nella mia lunga esperienza come uomo della pubblica amministrazione fiorentina e regionale, Paolo rappresenta il dirigente, l’ingegnere capo, come lui amava farsi chiamare, di maggiori capacità e straordinario esempio per i suoi colleghi". Il cordoglio di Nardella


Firenze – “La scomparsa di Paolo d'Elia lascia il vuoto di un’amarezza e dispiacere profondo che voglio trasmettere alla moglie Giuliana, che lo ha accompagnato dedicandosi a lui per tutto il decorso di questa malattia rara che ne ha inibito l’azione e poi la parola per lunghi anni”. Così il presidente Eugenio Giani esprime il cordoglio per la morte di Paolo D'Elia all'età di 82 anni.


“Nella mia lunga esperienza come uomo della pubblica amministrazione fiorentina e regionale, Paolo rappresenta il dirigente, l’ingegnere capo, come lui amava farsi chiamare, di maggiori capacità e straordinario esempio per i suoi colleghi”, continua il presidente ricordando le tante “opere pubbliche sono passate dall’indirizzo politico alla possibilità di realizzazione grazie al suo impegno e capacità tecnica e organizzativa. Infrastrutture fondamentali come la tramvia inizieranno l’iter il 17 maggio 1993 quando Paolo dirigeva i lavori pubblici del Comune di Firenze. Insieme a lui ricordo nel 1994 le riunioni a Venezia nell’abitazione del professore Ricci per confrontare progetti e modelli del Palazzo di Giustizia che oggi è in funzione a San Donato di Novoli. E ancora l’edilizia scolastica, l’emissario in riva destra e sinistra d’Arno connesso al depuratore di San Colombano, la ristrutturazione del Forte Belvedere e dell’Istituto d’Arte di Porta Romana. Tutti interventi che, in misura maggiore o minore portano la sua firma e la sua responsabilità”.

Giani lo ricorda come “Straordinario nel carattere e per la disponibilità umana, coinvolgente con i suoi sottoposti e rassicurante per gli amministratori politici. L’amore per Firenze e per il suo Municipio si era trasmesso in una dedizione al lavoro che poche volte ho visto. Aveva voluto rivendicare anche la nascita della Canottieri Comunali, la società sportiva che lo ha visto presidente. Questo amico carissimo e dirigente pubblico eccezionale ha lasciato il segno nella vita e nella storia della città di Firenze” conclude.

“Ci ha lasciato Paolo D’Elia, nostro dirigente per lunghi anni e grande appassionato sportivo, uomo di grande umanità e competenza che ha sempre messo l’interesse pubblico avanti a sé”. Lo afferma il sindaco Dario Nardella dopo la morte di Paolo D’Elia. “In Comune - continua il sindaco - ancora molti lo ricordano per le tante opere pubbliche che hanno portato la sua firma e di cui ha seguito l’iter con scrupolo e professionalità. Lascia un ricordo indelebile anche alla Canottieri Comunali dove aveva ricoperto la carica di presidente. Alla famiglia giungano le condoglianze mie personali e di tutta l’amministrazione”.

Redazione Nove da Firenze