GE Oil & Gas annuncia investimenti da 600 milioni di dollari in Italia

Un Centro di Eccellenza in Toscana per turbine a gas e compressori centrifughi di nuova generazione. Enrico Rossi: “Un bel giorno per il Paese”. Il segretario generale Uil Cantini: "Adesso lavoriamo insieme per guidare il cambiamento"


Firenze, 31 gennaio 2016– Investimenti per oltre 600 milioni di dollari in Italia nell’arco di un quinquennio. È questa la prospettiva dell’intesa siglata oggi a Firenze da GE Oil & Gas alla presenza del Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi, del Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, del Presidente e AD di General Electric Jeff Immelt, del Presidente e AD di GE Italia Sandro De Poli, del Presidente e AD di GE Oil & Gas Lorenzo Simonelli edel Presidente di Nuovo Pignone Massimo Messeri. Grazie agli investimenti previsti nell’intesa firmata oggi, che saranno destinati alla ricerca, allo sviluppo e all’innovazione tecnologica in Italia, GE Oil & Gas consolida la propria presenza nel Paese e rafforza la collaborazione con il tessuto accademico, industriale ed economico delle Regioni in cui opera. In particolare la Toscana, dove si trova la sede più importante della divisione GE Oil & Gas-Nuovo Pignone, presente anche in Lombardia, Calabria e Puglia.

GE opera in Italia da circa 100 anni e la tappa di oggi conferma il nostro forte impegno ad investire e far crescere il nostro business in questo Paese”, ha affermatoJeff Immelt, Presidente e CEO di General Electric. “L’intesa di oggi è la riprova delle elevate competenze della forza lavoro locale e rafforza ancora di più la ricerca e lo sviluppo in Italia di tecnologie innovative nel settore oil & gas destinate a tutto il mondo”.

Già nelle scorse settimane, Avio Aero, business di GE Aviation, aveva siglato un protocollo d’intesa con il Ministero dello Sviluppo Economico, che prospetta 200 milioni di euro di investimenti nell’arco di quattro anni nelle regioni Piemonte, Campania e Puglia, dove Avio Aero ha i principali insediamenti produttivi e impiega circa 4.000 persone. L’investimento annunciato oggi, pari a 600 milioni di dollari, vedrà GE Oil & Gas impegnata nei prossimi cinque anni nella realizzazione in Toscana di un centro di eccellenza globale nel settore dell’oil & gas, che impegnerà 500 figure altamente qualificate, sia GE che appartenenti al mondo accademico, della ricerca e delle PMI. L’obiettivo è non solo aumentare del 50% gli attuali volumi produttivi in Italia e incrementare il fatturato di 1,7 miliardi di dollari in 5 anni, ma anche, con il sostegno del Governo e di Regione Toscana, formare una nuova generazione di ingegneri specializzati nella progettazione di tecnologie d’avanguardia e nell’industrializzazione territoriale. Il tutto con benefici concreti in termini di innovazione e produttività sia per il mondo della ricerca, che per le realtà imprenditoriali locali. Il programma, chiamato Galileo, prevede lo sviluppo di turbomacchine (turbine a gas e compressori centrifughi) con una potenza compresa dai 5 ai 65 MW e di tecnologie innovative di digitalizzazione per l’intero ciclo di vita dei prodotti, per ottimizzarne le prestazioni e la vita operativa. Grazie al “GE Store”, la creazione di sinergie tra i vari business di General Electric, GE Oil & Gas potrà avvalersi inoltre dell’uso di materiali di derivazione aeronautica per permettere lo studio di macchine sempre più leggere e di dimensioni ridotte per l’industria del petrolio e del gas. Gli investimenti saranno supportati dall’adozione di nuove tecnologie digitali per la velocizzazione dei processi e il miglioramento delle prestazioni, in linea con la trasformazione Digital Industrial intrapresa da GE a livello globale e in pieno accordo con l’impegno promosso dal Governo italiano per favorire la trasformazione digitale del nostro Paese.

La sigla di questo protocollo è un passo ulteriore e quanto mai significativo nella nostra strategia di investimenti in Italia, il Paese dove nascono le nostre competenze e che ha sempre rappresentato per GE Oil & Gas un centro fondamentale per le attività di ricerca e sviluppo” - ha dichiarato Lorenzo Simonelli, Presidente e AD di GE Oil & Gas. “Ringraziamo le Istituzioni – Centrali e Locali – per averci supportato al meglio in un progetto ambizioso quanto strategico per la nostra azienda, grazie al quale potremo sviluppare nuove tecnologie e macchine più efficienti, leggere e competitive al servizio dell’industria globale dell’oil & gas”.

Il rapporto tra Toscana e General Electric si è rafforzato in questi ultimi anni come testimoniato dai sempre più massicci investimenti dell'azienda e dall'incidenza della propria attività sul Pil regionale, pari al 4,6% - ha dichiarato Enrico Rossi, Presidente della Regione Toscana. Senza poi dimenticare che GE in Toscana - sulla base di uno studio condotto da Irpet - dà lavoro, tra dipendenti diretti e quelli dell'indotto, a circa 34 mila persone. La collaborazione tra Regione e GE Oil & Gas si sviluppa infatti su più fronti: da progetti di ricerca ed innovazione, in collaborazione con il sistema universitario e PMI locali, a laboratori congiunti e sperimentali (es. SestaLab), interventi formativi, investimenti produttivi negli stabilimenti di Firenze e Massa Carrara, e fino a piattaforme logistico-industriali come quelle nel cantiere di Avenza, nel retroporto di Livorno e ci auguriamo presto anche nel rinnovato porto di Piombino. L'intenzione di GE di consolidare in Toscana, attraverso il progetto presentato oggi, un punto di riferimento mondiale per il settore dell'oil & gas, conferma la bontà delle nostre scelte e dimostra la volontà di GE di volersi legare ancor più alla nostra regione, attratta da un contesto accogliente e competitivo, da una forza lavoro qualificata e coesa nonché, mi sia consentito, anche da istituzioni locali credibili ed affidabili”.

Il protocollo siglato oggi rappresenta una prima intesa tra tutti i soggetti firmatari ed ha lo scopo di verificare la fattibilità, anche in termini di co-finanziamento, del progetto stesso. Successivamente potrà essere integrato da ulteriori accordi con altre Regioni e coinvolgere organismi di ricerca pubblici e privati, PMI e start up innovative. Entro tre mesi dalla firma, le parti si impegnano a sottoscrivere un Accordo di Programma quadro per il quinquennio 2016-2020. Il protocollo d’intesa firmato nelle scorse settimane da Avio Aero e dal Ministro dello Sviluppo Economico, prospetta 200 milioni di euro di investimenti nei prossimi 4 anni in Piemonte, Puglia e Campania, le regioni dove sono impiegati i circa 4.000 dipendenti italiani dell’azienda. Gli investimenti nell’innovazione dei processi produttivi mirano a tenere alta la competitività tecnologica degli stabilimenti di Avio Aero, mentre gli investimenti in Ricerca & Sviluppo garantiranno all’azienda di espandere il proprio ruolo nei programmi aeronautici del futuro. Avio Aero produce, infatti, componenti strategici per un trasporto aereo sempre più sostenibile ed eco-compatibile attraverso nuove tecnologie, come l’additive manufacturing, una tipologia di stampa 3D. Nello stabilimento Avio Aero a Cameri (Novara), ad esempio, si producono componenti aeronautici realizzati con una speciale lega intermetallica - il TiAl – che ne riduce significativamente peso e consumi, così da renderli adatti a motori di prossima generazione come il GE9X, che sarà montato sul Boeing 777X, il velivolo da 400 passeggeri la cui entrata in servizio è prevista per il 2020. Sempre su questo programma, lo stabilimento di Pomigliano d’Arco (Napoli) avrà un ruolo significativo nella produzione di alcune parti e nell’assemblaggio dell’intera turbina di questo motore, con nuove linee di produzione dedicate. In Puglia Avio Aero e il Politecnico di Bari stanno per dare vita a un nuovo laboratorio, l'Apulia Development Centre for Additive Repair, per sviluppare procedure di riparazione per componenti di motori aeronautici mediante tecnologie innovative basate anche su sistemi laser. Le procedure di riparazione sviluppate e ottimizzate nel laboratorio verranno poi industrializzate, a partire dal 2018, nello stabilimento Avio Aero di Brindisi e utilizzate per il recupero di componenti in servizio, allungando il ciclo di vita dei motori aerei. Le nuove attività impegneranno 10 ricercatori che si aggiungeranno ai 40 già attivi nell'Energy Factory Bari (EFB), il laboratorio nato nel 2010 tra gli stessi partner, per sviluppare tecnologie innovative nell'aerospazio e nell'energia. Sempre in ambito di Ricerca & Sviluppo, Avio Aero collabora con il consorzio toscano formato dall’Università di Pisa e da due aziende del territorio, Catarsi e AM Testing, al progetto GeTFuTuReche ha lo scopo di verificare le prestazioni di un’innovativa trasmissione meccanica.

La storia di Avio Aero è un racconto tutto italiano che vede il nostro ingegno e la nostra tecnologia affermarsi con successo sulla scena internazionale” - ha dichiarato Riccardo Procacci, Presidente e AD di Avio Aero, presente alla cerimonia di oggi a Firenze. “Il protocollo d’intesa firmato con il MiSE e la prospettiva di investimento nelle regioni Piemonte, Puglia e Campania si inserisce a pieno titolo nella nostra strategia di crescita attraverso l’innovazione e lo sviluppo tecnologico. Questo consentirà ai nostri stabilimenti produttivi di continuare a essere un polo industriale strategico per il Paese e allo stesso tempo proiettato su un palcoscenico globale”.

General Electric è presente in Italia dal 1921 e conta 12.400 dipendenti che operano in nove divisioni di business, attive in diversi settori tecnologici strategici per lo sviluppo del Paese, dall’energia ai trasporti, alla cura della salute. Con 25 sedi distribuite su tutto il territorio nazionale, 3 centri di Ricerca & Sviluppo e un Centro di Formazione Manageriale, GE Italia ha integrato e valorizzato a livello internazionale la tradizione e l’esperienza di importanti realtà che hanno fatto la storia dell’industria italiana. GE Oil & Gas – Nuovo Pignone conta in Italia circa 5400 dipendenti, distribuiti su cinque siti produttivi a Massa, Firenze, Bari, Vibo Valentia e Talamona. In Italia GE Oil & Gas ha inoltre un cantiere per l’assemblaggio di grandi moduli industriali ad Avenza (Carrara).

"Non possiamo che accogliere come una buona notizia il fatto che una grande azienda come General Eletric torni a investire in Toscana". Queste le parole del segretario generale della Uil Toscana Francesca Cantini "In un momento di crisi ogni sforzo fatto verso lo sviluppo e la creazione di posti di lavoro è da premiare - aggiunge Cantini - Tuttavia ci aspettiamo che in questo processo di potenziamento vengano coinvolti, a tutti i livelli, anche i lavoratori e i loro rappresentanti. Solo così, tutti insieme, possiamo davvero pensare di creare le condizioni necessarie per guidare e gestire un cambiamento che non è più rimandabile nel nostro Paese". "L'augurio è di poter lavorare insieme nell'interesse generale - conclude Cantini - Cercando di estendere le buone pratiche e le buone relazioni trasindacato e azienda anche nella gestione degli appalti esterni. È questo un punto su cui riflettere e agire".

Redazione Nove da Firenze