Azzinari, da Cosenza a Parigi: il valore della ricerca

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Ringrazio l’amico lettore Andrea, che ci ha mandato le foto di una sua opera da stimare. Si tratta di un olio e gesso su tela di cm 80x60 di Franco Azzinari, datato 1971.

Franco Azzinari nasce in un paese della provincia di Cosenza nel 1949 ed a seguito della morte precoce dei suoi genitori, già nei primi anni ‘60 decide di lasciare la sua terra e girare l’Europa per inseguire il suo sogno di diventare pittore.

Per alcuni anni si trasferisce a Parigi, seguendo le orme dei maestri impressionisti, dove si forma come pittore ed in seguito, attorno ai 24 anni, torna in Italia e si stabilisce in Liguria.

Sicuramente la sua formazione parigina e l’influenza dell’Impressionismo caratterizzeranno la sua produzione artistica che, a partire dagli anni ‘80, assumerà quei connotati che lo hanno reso noto e lo hanno fatto apprezzare dai collezionisti e mercanti italiani e non solo.

Azzinari attualmente vive e lavora tra Milano e Riccione, ma continua a viaggiare in tutto il mondo, sia per seguire le sue mostre, sia per cercare nuove ispirazioni ed influenze per i suoi dipinti.

Il dipinto in oggetto è sicuramente molto particolare, una visione di un luogo impervio, circondato da rocce puntute e caratterizzato da una serie di ossa animali, mentre due avvoltoi imperano sulla scena. Un soggetto molto difficile, realizzato all’età di 22 anni, probabilmente influenzato da una serie di pensieri negativi, specialmente se pensiamo al drammatico passato recente di quel giovane pittore.

La pittura che ha fatto così tanto apprezzare Azzinari è assai diversa da quella che ritroviamo in questo dipinto, cupo e privo dei dettagli che si ritrovano normalmente nei suoi paesaggi, sicuramente immaturo ed in piena fase di ricerca.

I dipinti realizzati tra gli anni ‘60 e ‘70 sono di più varia tipologia, molto distanti dalla successiva ricerca degli anni ‘80, che lo accompagna tutt’ora, il paesaggio è presente ma in modo totalmente diverso, si possono ritrovare personaggi, nature morte e qualsivoglia altro soggetto che in quel momento ispirava il giovane Azzinari.

Veniamo adesso alla stima dell’opera in oggetto:

partendo dal presupposto che l’opera sia autentica e pertanto stimandola come tale, analizzate le caratteristiche relative alle misure, la tecnica ed il supporto, mettendo a paragone questo dipinto con altri simili nel soggetto e nella datazione, posso asserire che il valore varia tra i 200 ed i 300 €.

Se il soggetto del dipinto, con le stesse dimensioni, fosse stato un suo classico paesaggio anni ‘90, lo avremmo potuto stimare tra i 1.200 ed i 1.500 €.

Purtroppo l’epoca ed il soggetto assai duro a livello di commerciabilità, influiscono molto sul valore finale. 

Giacomo Ferri