Forza e Cuore: continua la raccolta fondi per gli ospedali di Firenze

Sangue: il grazie dell'assessore Saccardi ai donatori. Aumentano le richieste di cure ai malati oncologici e servono un’infermiera e nuovi presidi. Un'azienda pesciatina contribuisce acquista un ventilatore polmonare portatile di ultima generazione


Rocco Commisso, la sua famiglia e tutta la Fiorentina ringraziano tutti coloro che hanno permesso di tagliare un traguardo eccezionale. In meno di 72 ore è stata già raggiunta e superata la cifra di 500.000 euro, un obiettivo incredibile ottenuto grazie all’immensa generosità di Firenze e dell’intera Famiglia viola. Un grazie particolare anche a tutti gli amici americani, di Mediacom e non solo, che in questo periodo difficile per Firenze e per l'Italia, hanno mostrato tutto il loro affetto e la loro vicinanza.

“Questo è un risultato davvero fantastico ma non inaspettato per me perché so bene quanto è grande il cuore della Famiglia viola. Sin da quando mi ha accolto la prima volta a Firenze, in un periodo più sereno, mi sono convinto che la nostra Famiglia Viola si sarebbe unita e avrebbe mostrato una straordinaria generosità in tempi di estrema difficoltà. Voglio ringraziare tutti, chiunque abbia donato, anche con una piccola somma perché c’è bisogno del sostegno di tutti per uscire da questa orribile situazione. Un grazie speciale alla famiglia di Mediacom ed ai suoi amici americani per il loro tempestivo e generoso sostegno durante questa crisi senza precedenti in Italia” – queste le parole del Presidente Rocco Commisso.

La raccolta non si ferma ma continuerà ancora perché le strutture ospedaliere, i medici e tutti coloro che sono in prima linea contro questo terribile virus hanno bisogno di sostegno, di materiali e di un aiuto economico. L’auspicio è che tutti possano continuare a donare. Solo uniti sarà possibile vincere questa battaglia.

Anche che ChiantiMutua ha aperto una sottoscrizione a favore della Fondazione Santa Maria Nuova Onlus di Firenze e dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Senese "Santa Maria alle Scotte", che si stanno adoperando con particolare impegno per fronteggiare la situazione di emergenza che sta stravolgendo le vite di tutti, mettendosi al servizio di tanti ospedali della regione. Il ricavato sarà destinato all’acquisto di strumenti e apparecchiature che andranno a migliorare la dotazione di chi, con coraggio e instancabile impegno, è in prima linea per cercare di sconfiggere il nemico del momento.

Per fronteggiare l’emergenza sanitaria che sta interessando l’Italia ed il mondo intero, l’Associazione Gabriele Borgogni scende in campo al fianco dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi con una raccolta fondi che permetterà alla struttura sanitaria toscana di acquistare respiratori, ecografi, emogasanalizzatori, monitor, saturimetri, maschere, caschi che verranno messi a disposizione del reparto di terapia intensiva e del Pronto Soccorso. Per donare basta collegarsi alla piattaforma di crowdfunding GoFundMe selezionando il progetto “Insieme contro il Coronavirus” Si possono anche fare bonifici bancari a: Associazione Gabriele Borgogni Onlus IBAN IT71K0867302801046000460366, inserendo nella causale: SCONFIGGIAMO IL CORONAVIRUS INSIEME. I fondi raccolti saranno direttamente ed interamente devoluti all’ospedale per l'acquisto delle attrezzature di cui necessitano. Per maggiori informazioni: Valentina Borgogni 339.7219980

"Voglio iniziare con un enorme grazie a tutti i donatori di plasma e sangue, alle associazioni della donazione e a tutti gli operatori del Sistema trasfusionale toscano. Nei giorni scorsi, difficilissimi per tutti, abbiamo rivolto un invito ai nostri donatori e la risposta è stata “impressionante” e ha permesso non solo di ricostituire le scorte regionali, ma anche di assicurare la compensazione interregionale per le aree più in difficoltà". L'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi ringrazia i donatori per la grande generosità dimostrata in questi giorni. In una sola settimana, in Toscana siamo passati da un saldo tra unità prodotte/raccolte di +65 a +500, e questo grazie sia all’aumento delle donazioni, sia al blocco degli interventi programmati deciso dalla nostra regione. La stessa cosa è avvenuta anche a livello nazionale e infatti si è passati da un saldo negativo di -1886 a un saldo positivo di +13.793 unità. "Noi tutti - ha proseguito l'assessore - dobbiamo essere orgogliosi di questi risultati, che costituiscono la base di partenza del lavoro delle prossime settimane, in cui saremo chiamati ad assicurare la disponibilità di sangue e plasma necessari per l’attività dei nostri ospedali". L’invito dell'assessore ai donatori è pertanto quello di programmare e prenotare le donazioni, contattando telefonicamente le associazioni oppure i Servizi trasfusionali, per permettere una raccolta programmata, che consenta di avere scorte stabili, per garantire terapie costanti e adeguate, e di superare l’emergenza legata al Coronavirus senza altri momenti di crisi e garantire scorte sufficienti nel medio-lungo periodo, soprattutto in vista della piena ripresa delle attività ospedaliere. "Ricordo - aggiunge - che le trasfusioni sono un Livello essenziale di assistenza, che deve essere garantito, e pertanto la donazione del sangue e degli emocomponenti è inclusa tra le situazioni di necessità di cui al Dpcm, di conseguenza sono consentiti gli spostamenti dei donatori che si recano presso le sedi di raccolta pubbliche e associative. Una specifica circolare della direzione generale della prevenzione sanitaria del Ministero della Salute ricorda anche che, analogamente, sono consentiti gli spostamenti del personale associativo operante sul territorio nazionale presso le unità di raccolta associative". "Utilizzando una metafora sportiva, direi che quello che ci aspetta è un lavoro da mezzofondisti più che da sprinter - conclude l'assessore - Desidero terminare ringraziando gli operatori che, come tutto il personale operante nel nostro servizio sanitario, si stanno prodigando in ogni modo e ancora una volta tutti i donatori, ricordando a tutti noi che la donazione si svolge con modalità e con tecniche che assicurano la assoluta sicurezza dell’intero percorso di donazione".

L'Associazione Tumori Toscana sta affrontando l’emergenza Coronavirus accanto ai malati di tumore e in questi giorni si è verificato un notevole aumento delle richieste di assistenza.

“La casa, infatti, in queste circostanze – ha dichiarato Giuseppe Spinelli, Presidente ATT, è il luogo di cura ideale per i malati oncologici che sono più esposti essendo più deboli. Ciò rappresenta un notevole vantaggio anche per gli ospedali, soprattutto in un momento come questo in cui mancano i posti letto. Inoltre si è verificato da parte del servizio sanitario una contrazione delle prestazioni infermieristiche ritenute al momento non necessarie a cui sta cercando di sopperire lo staff ATT”. “In questo periodo – prosegue Spinelli- lo staff medico sanitario si è trovato a dover gestire non solo i sintomi clinici dei pazienti ma anche le criticità sociali e psicologiche dovute ad una situazione che genera ansia ed incertezza. Nei malati oncologici e nei loro familiari c'è infatti la paura di essere contagiati dal virus e che ciò possa compromettere il percorso di cura. La condizione di isolamento forzato influisce negativamente anche sull'umore dei pazienti rendendo più pesante la solitudine e più gravoso il pensiero della malattia. Questo è particolarmente vero per i pazienti anziani che vivono da soli e si vedono costretti a provvedere con le proprie forze alle necessità quotidiane anche quando sarebbe sconsigliato farlo. Questa situazione rende tutti più fragili e le visite devono necessariamente prevedere un tempo dedicato all’ascolto e al conforto dei pazienti e dei familiari”. “Noi ce la stiamo mettendo tutta, il nostro staff è impegnato h 24 nelle case dei malati – aggiunge il Presidente ATT - ma per continuare il nostro lavoro abbiamo bisogno di aiuto perché sono state sospese, per motivi di sicurezza, tutte le attività di raccolta fondi che ci permettono di sostenere la nostra attività. Siamo dunque in difficoltà e facciamo appello a tutti i cittadini perché ci aiutino ad andare avanti e a non lasciare mai solo nessun malato di tumore. In particolare per continuare il nostro lavoro abbiamo bisogno di assumere un'infermiera di rinforzo e abbiamo bisogno anche di nuovi letti attrezzati.

L’equipe sanitaria della Fondazione Italiana di Leniterapia, continua il suo impegno, sia a domicilio, sia negli hospice e negli ospedali della Usl Toscana Centro (Firenze e Prato), per garantire un accompagnamento dignitoso ai malati cronici in fase avanzata o terminale e un supporto ai loro familiari. In questi giorni di emergenza Coronavirus, sono aumentati i carichi assistenziali domiciliari. Ma proprio in questa situazione fuori dall’ordinario, l'esperienza maturata dalle reti di cure palliative sul territorio è ancora più preziosa per assicurare un’assistenza adeguata a queste persone. Per continuare ad assistere i pazienti, File ha adottato le misure protettive previste dalle recenti disposizioni governative, finalizzate al contrasto della diffusione del Covid-19, misure rigide che tuttavia servono a tutelare i pazienti seguiti a casa e gli ospiti delle strutture residenziali. Tra le misure adottate, l’accesso di parenti e visitatori all’interno degli hospice è limitato ad una sola persona alla volta per ogni paziente ospitato. Per quanto riguarda l’assistenza a domicilio, gli operatori di File entrano nelle case dotati di tutte le protezioni necessarie come mascherine e guanti.

“Siamo come sempre negli ospedali, negli hospice, nelle case dei malati con i nostri medici, infermieri, psicologi e fisioterapisti prendendoci cura, rassicurando e alleggerendo la solitudine di chi sta affrontando i momenti più duri di una malattia inguaribile” ha detto Donatella Carmi, presidente di File. Poi una riflessione sul cambiamento che porterà questa emergenza: “Quando torneremo alla normalità, una normalità che non sarà mai più quella della vita di prima, segnata da questa esperienza che lascerà segni indelebili sulla nostra pelle, il mondo sanitario dovrà tornare a pensare e ad agire secondo i valori che hanno animato e connotato il nostro lavoro di assistenza finora: i malati e le loro famiglie dovranno ricominciare ad essere centrali nel percorso di cura e non le loro malattie... questo per salvaguardare la dignità del loro soffrire, del loro vivere fino alla fine, del loro morire, la dignità di chi li perderà, li piangerà ma che vogliamo non rimanga solo nel suo lutto doloroso: un processo, questo, che non riguarda solo chi vive questi momenti, ma tutti noi, come comunità solidale”

Un ventilatore polmonare portatile di ultima generazione per l’Ospedale della Valdinievole, questo il contributo di Brandani Gift Group alla causa legata all’emergenza epidemiologica da COVID-19. L’azienda pesciatina, realtà operante nel settore riservato a regalistica ed oggettistica per la casa, ha acquistato un esemplare ”Hamilton T1” dalla omonima casa farmaceutica svizzera, modello in grado di garantire al personale sanitario una doppia funzionalità, rivolta ai pazienti sottoposti a terapia in ospedale ma anche a coloro che necessitano di trasporto in altre strutture. Un’iniziativa concertata con il Dott. Luca Rosso, Primario di Rianimazione e Terapia Intensiva dell’Ospedale “SS. Cosma e Damiano” di Pescia e la sua equipe, che verrà concretizzata con la consegna del dispositivo, programmata dalla struttura svizzera a fronte dell’ordine formalizzato in data odierna, salvo accettazione dell’ente.

“Si tratta di un importante contributo che abbiamo voluto rivolgere a chi, oggi, si trova a fronteggiare in prima linea questa epidemia - questa la dichiarazione, congiunta, degli amministratori di Brandani Gift Group Lorenzo e Paolo Brandani - pensando soprattutto a medici, infermieri, forze dell’ordine ed associazioni di volontariato. Uno sforzo che abbiamo deciso di sostenere seppur consci delle difficoltà legate alle incognite commerciali future ma che permetterà al nostro ospedale di poter disporre di una dotazione fondamentale per la tutela della salute collettiva”.

Il ventilatore polmonare portatile “Hamilton T1” rappresenta la massima evoluzione della categoria in termini di innovazione, garantendo sicurezza anche in ambito neonatale e pediatrico. Un dispositivo di cui l’Ospedale di Pescia era sprovvisto e che, nell’arco temporale di almeno dieci anni, garantirà condizioni ottimali al personale impegnato nel trattamento e nel trasporto di pazienti affetti da insufficienza respiratoria.

Redazione Nove da Firenze