Esiste un luogo, nel Casentino, dove il silenzio smette di essere vuoto e diventa una forma superiore di ascolto. Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi si rivela oggi non solo un polmone verde tra Toscana ed Emilia-Romagna, ma un laboratorio a cielo aperto dove il benessere si fonde con la ricerca. Che si tratti di partecipare al monumentale censimento dei cervi o di abbandonarsi a un trattamento rigenerativo tra le fronde, la soluzione allo stress contemporaneo sembra trovarsi qui: in un ritorno consapevole all’essenziale.
La ricerca oggi si fa sul campo e ha il volto di centinaia di cittadini appassionati. Il Censimento del Cervo al Bramito taglia nel 2025 il traguardo della sua 18^ edizione, consolidandosi come uno dei più importanti progetti di citizen science in Europa. Dal 24 al 27 settembre, il parco si trasforma in un alveare di attività: oltre 600 volontari si distribuiscono in 300 postazioni per tre notti consecutive, trasformandosi in ricercatori per amore della natura.
L'obiettivo è monitorare una popolazione di circa 2.000 cervi, con un'attenzione particolare ai 400 maschi riproduttori. Il loro potente richiamo d'amore non è solo un'emozione uditiva, ma un dato scientifico fondamentale per gestire la specie e comprenderne l'evoluzione.
«L’emozione di ascoltare il bramito sostiene un’attività scientifica fondamentale per approfondire la conoscenza della specie e per gestire in modo sempre più consapevole il nostro ecosistema forestale. È proprio la capacità di coniugare rigore scientifico e partecipazione dei volontari ad aver reso il Censimento del Cervo al Bramito uno degli appuntamenti più rappresentativi del Parco, trasformando il monitoraggio della fauna in un’autentica esperienza di conoscenza, tutela e condivisione» spiega Andrea Gennai, Direttore del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.
Partecipare al censimento significa imparare a decodificare un codice sonoro che squarcia il buio. Non è un'esperienza visiva, ma un'immersione acustica dove l'udito diventa l'unico strumento di navigazione. I volontari non si limitano a contare i cervi, ma partecipano a un monitoraggio integrato che svela la complessità dell'ecosistema:
- Ascolto del bramito: La tecnica per localizzare i maschi dominanti attraverso l'intensità e la direzione dei loro richiami.
- Wolf-howling: L'induzione dell'ululato che permette di studiare la presenza del lupo.
Questo approccio permette di monitorare contemporaneamente le due specie simbolo dell'Appennino, offrendo una visione d'insieme sugli equilibri tra predatore e preda. È lo stesso tipo di ascolto profondo, quasi meditativo, che funge da ponte verso una nuova concezione di relax. La tecnologia non è un'intrusa, ma una complice silenziosa. I volontari del censimento utilizzano infatti BramitAPP, un'applicazione dedicata che ha rivoluzionato la raccolta dati.
L'uso del digitale permette di registrare le osservazioni in tempo reale, garantendo che i dati siano omogenei e immediatamente fruibili dagli scienziati. È un contrasto affascinante: mentre l'uomo ascolta un richiamo animale antico quanto le montagne, le sue dita registrano il dato su uno schermo, dimostrando come l'innovazione possa potenziare la tutela della natura senza spezzarne l'incanto.

Se il censimento ci insegna ad ascoltare la foresta, "The Forest Experience" — proposta dal boutique hotel ViaRoma33 di Stia — ci insegna ad ascoltare noi stessi attraverso di essa. Qui, il benessere abbandona le mura chiuse delle SPA tradizionali per farsi rito.
L'esperienza non inizia sul lettino, ma con un rito di passaggio: dieci minuti di cammino a piedi nudi o con passo leggero nel bosco. Questi dieci minuti sono necessari per "smaltire" la frenesia e spegnere mentalmente il telefono. Solo allora, in un luogo appartato e segreto, ha inizio il trattamento di 50 minuti coordinato dalla professionista Letizia Bernabei. Che si scelga un massaggio individuale o di coppia, il contesto diventa principio attivo: la luce che filtra, l'odore di resina e il silenzio "vivo" del sottobosco trasformano il massaggio in un'estensione della foresta stessa.
Sofia Gerini, direttrice di ViaRoma33, è convinta che il lusso contemporaneo non risieda nell'ostentazione, ma nella sottrazione. La sua filosofia trasforma il Casentino in una riserva di valori rari.
Le Foreste Casentinesi ci offrono una lezione preziosa: la riconnessione passa per l'azione e per l'abbandono. Che decidiate di essere parte dei 600 volontari che veglieranno sui cervi o che preferiate il tocco esperto di Letizia Bernabei nel silenzio di Stia, l'invito è lo stesso: tornare a esserci.
Queste esperienze sono aperte a tutti — turisti, studenti, residenti — ma richiedono una scelta tempestiva. Se volete partecipare come volontari al censimento dal 24 al 27 settembre, ricordate che il termine ultimo per le iscrizioni è il 28 agosto. È l'ultima chiamata per un'esperienza che capita una sola volta l'anno.