Rubrica — Europe Direct

Fondi europei: tempi stretti e riforme necessarie

Il lavoro della commissione Europa per il Consiglio regionale di fine anno. Sentiti Enrico Maria Mayrhofer, e il direttore di Irpet, Stefano Casini Benvenuti. Il dirigente responsabile dell'ufficio della Regione a Bruxelles invitato a partecipare stabilmente ai lavori della Commissione Europa


Firenze - Tempi stretti per la progettazione collegata ai fondi europei e riforme indifferibili per mettere in condizione la Toscana di correre, innovare la capacità, adeguare le procedure e mettere al lavoro personale giovane e aggiornato sui progetti europei. Può passare da qui la possibilità di cogliere fino in fondo l’occasione in arrivo dai fondi del Next Generation Eu. La commissione regionale per le politiche europee è al lavoro per predisporre un documento da portare all'attenzione dell'aula in occasione della comunicazione che il presidente Giani terrà in Consiglio regionale il 22 dicembre. Un contributo che guarda alle potenzialità della Toscana e alla partita dei fondi per tenere in gioco il ruolo delle Regioni, così come alle necessarie riforme per superare le lentezze della pubblica amministrazione.

La commissione per le politiche europee, presieduta da Francesco Gazzetti (Pd) ha sentito ieri, venerdì 11 dicembre, il dirigente responsabile dell'ufficio della Regione a Bruxelles, Enrico Maria Mayrhofer, e il direttore di Irpet, Stefano Casini Benvenuti. Entrambi hanno salutato il cambio di passo che il Consiglio regionale ha voluto imprimere con il potenziamento delle funzioni assegnate alla commissione Europa, impegnata ora ad affrontare questioni che prenderanno rilievo sempre maggiore.

Mayrhofer ha illustrato ai commissari il ruolo di supporto che l’ufficio regionale a Bruxelles svolge per le politiche della Toscana. Favorisce l'attuazione delle politiche Ue, intercetta le opportunità offerte dall'Europa, sia strategiche che finanziarie, facilita i rapporti con le istituzioni Ue e le altre Regioni presenti a Bruxelles. È di supporto all’attività del presidente e della Giunta regionale, svolge un ruolo di intermediario per i fondi di coesione. L’ufficio è aperto dal 1999. Il rapporto con il Consiglio regionale subirà un’accelerazione: su richiesta del presidente Gazzetti, Mayrhofer parteciperà d’ora in avanti, sempre in collegamento da Bruxelles, a tutte le sedute della commissione regionale per le politiche europee.

È stato proprio il dirigente a Bruxelles a sintetizzare tempi e modalità di accesso ai 209 milioni di accesso al Recovery Fund – ma sarebbe preferibile riferirsi a Next generation, “come fanno nel resto d’Europa” si è convenuto -. Tempi poco compatibili con le lungaggini burocratiche alle quali l’Italia e anche la Toscana sono abituate: “Tre anni per la presentazione di progetti con il 70 per cento da chiudere entro il 2022 e il restante 30 per cento entro il 2023. Altri tre anni, fino al 2026 per spendere i fondi ottenuti”. Serviranno dunque progetti in tempi molto ristretti: “Non dovranno essere vecchi, ma pronti e immediatamente realizzabili”. E poi c’è la partita del ruolo delle Regioni: “Il Governo ha già imboccato la strada di una gestione centralizzata dei bandi, le Regioni sono chiamate a contribuire attraverso la presentazione di schede, che la conferenza delle Regioni sintetizzerà in un documento analitico. Difficilmente vedremo bandi regionali”.

Sarà in ogni caso “la capacità di definire le nostre necessità, esprimere nuova progettualità in equilibrio con quanto già realizzato finora” ad avere un peso decisivo nell’assegnazione dei fondi alla Toscana, spiega il direttore di Irpet, Casini Benvenuti. “Fondi stimati intorno ai 12,5 miliardi di euro sulla base della consueta ripartizione”. Si tratta di una “occasione storica che non può essere perduta”, aggiunge Casini Benvenuti, “se vogliamo superare l’ormai strutturale differenziazione in tre-quattro macro aree che viaggiano a velocità differenti e tornare a livelli di crescita accettabili”. Servirà “equilibrio tra sogni e realtà”, dice ancora il direttore di Irpet. “Siamo di fronte a una grande scommessa che si può anche perdere”. Con la consapevolezza - osserva Casini Benvenuti in risposta all’avvertenza avanzata da Massimiliano Pescini (Pd), secondo il quale sarà necessario “non perdere il contatto con i vagoni di testa tra le Regioni” - che “in questi anni anche la Toscana più forte, quella centrale, ha dato un contributo per fare in modo che l’Italia tenesse comunque il passo anche se a fatica”.

La cifra di 12,5 miliardi “è al momento da considerare come una indicazione molto virtuale, basata sulle quote del normale fabbisogno”, concorda il capogruppo del Partito democratico Vincenzo Ceccarelli, che auspica la possibilità di evitare rischi di un eventuale eccessivo accentramento a livello nazionale. Dobbiamo, infatti, esprimere una posizione unitaria per chiedere un ruolo maggiore delle Regioni”.

Di fronte “all’enorme quantità di soldi” che sta per arrivare, dice la consigliera Valentina Mercanti (Pd), “mi preoccupa la nostra capacità di spesa, specie se non si assegnerà alle Regioni una funzione di cabina di regia e se non sapremo superare i nodi strutturali che rischiano di bloccare la nostra capacità di spesa: penso alle pubbliche amministrazioni, ora svuotate di personale e alla necessità di una riforma fiscale per attrarre investimenti”.

Sulle difficoltà legate al gap infrastrutturale si sofferma anche il vicepresidente della commissione, Giovanni Galli (Lega): “Stiamo leggendo le linee guida regionali e nella missione 3, quella per la mobilità, si parla di investire il 50 per cento di un miliardo e 376 milioni per l’estensione e il completamento della rete tramviaria: faccio fatica a pensare che queste possano essere le soluzioni per il futuro. La commissione, aggiunge Galli, dovrà dare il proprio contributo per arrivare “a un progetto credibile, per giungere a conclusioni forti”.

Anche Massimiliano Pescini (Pd) ritiene che sia da affrontare subito “il tema della semplificazione: per i limiti attuali delle procedure italiane è impossibile pensare di arrivare a progetti realizzabili in due anni. Il Governo dovrà dare al più presto certezze a Regioni e enti locali riguardo all’allocazione delle risorse nei macro-settori”.

”Nuove assunzioni, attingendo a graduatorie già esistenti e riforma del Codice degli appalti: queste le direzioni che dobbiamo indicare per non perdere questa straordinaria occasione", propone Andrea Vannucci (Pd).

“Lavoriamo al documento unitario, che non dovrà, a mio avviso, emendare quanto presentato dalla Giunta regionale, ma affiancare ad esso le nostre proposte e riflessioni”, ha dichiarato il presidente Francesco Gazzetti. “Non solo sogni o suggestioni, ma anche obiettivi e auspici di fronte a quello che con ogni evidenza ci attende: un cambio di scala rispetto alle risorse e alle potenzialità che abbiamo messo in campo in questi anni. Siamo di fonte a una opportunità epocale: digitalizzazione, ammodernamento della pubblica amministrazione, per semplificare, sburocratizzare, facilitare gli investimenti. E c’è la necessità di promuovere un nuovo protagonismo delle Regioni. Su questo lavoriamo per presentare il nostro contributo”. La commissione è stata convocata per mercoledì 16 dicembre.

Redazione Nove da Firenze