Domani Firenze in piazza per Idy Dyene e le vittime del razzismo

Martedì 5 marzo sul Ponte Vespucci, alle ore 17:00. Parteciperà anche la Cgil


Un anno fa l'omicidio portò, pochi giorni dopo, a un grande corteo antirazzista che vide sfilare sui lungarni oltre 10 mila persone. La Comunità senegalese organizza una iniziativa per ricordarlo martedì 5 marzo alle ore 17:00 sul Ponte Vespucci di Firenze, il luogo stesso del delitto di cui fu vittima.

Ad un anno di distanza dall’omicidio di Idy Dyene, la Firenze antifascista e antirazzista torna in piazza per ricordare il lavoratore ucciso perché, secondo il suo assassino, “la vita di un nero valeva di meno”. Per esprimere la solidarietà alla famiglia, agli amici e alla comunità senegalese che è stata ripetutamente colpita in questi anni dalla violenza armata fascista e razzista. Per mantenere viva la memoria della strage di Piazza Dalmazia del 2011, in cui Gianluca Casseri uccise Samb e Diop e ferì in modo gravissimo Moustapha. Perché c'è un legame indiretto tra questi due crimini.

La CGIL di Firenze sarà presente per stringersi intorno alla Comunità e a tutti coloro che hanno voluto bene ad Idy. La CGIL di Firenze si è opposta e continuerà ad opporsi alla politica della paura che produce solo odio e razzismo: "Anche per questo invitiamo tutti i lavoratori e le lavoratrici, tutti i cittadini e le cittadine a venire sul Ponte Vespucci per dire no a qualunque forma di discriminazione e per affermare che una pacifica convivenza è l’unica strada possibile".

"E così la legittimazione dei gruppuscoli fascisti (CasaPound, Forza Nuova, LealtàAzione) -si legge in un documento di Firenze Antifascista- è andata di pari passo con lo sdoganamento della propaganda razzista come argomento rispettabile da parte dei partiti di Governo, sia a livello cittadino che nazionale. Non è stata una novità assoluta certo, visto che i lager per i migranti in questo paese li hanno aperti per primi i governi di centrosinistra dell’Ulivo, ma sicuramente si è assistito, con il governo Renzi e il decreto Minniti-Orlando, ad un salto di qualità nei livelli di aggressione nei confronti di tutti i lavoratori attraverso l’attacco alle componenti più deboli della classe, come quelle migranti, che è responsabilità politica del Partito Democratico in tutte le sue articolazioni, nazionali e locali. Questo noi ce lo ricordiamo bene, e non mancheremo di ricordare anche allo “sceriffo” Nardella il suo comportamento di un anno fa quando, di fronte all’omicidio di un uomo, ha gridato ai quattro venti per due fioriere rotte dalla giusta rabbia degli amici di Idy. Per noi, il decoro tanto caro a Nardella e ai benpensanti di questa città, che è sempre più ridotta a una vetrina a beneficio di turisti dal portafoglio gonfio, continua, come un anno fa, a non valere la vita spezzata di un essere umano".

Redazione Nove da Firenze