Firenze, in Consiglio comunale le bambine della Liberazione

Nadia Villani e Sonia Venturi, nate l’11 agosto 1944, quando Firenze veniva liberata dall’occupazione nazifascista

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
13 Luglio 2026 18:23
Firenze, in Consiglio comunale le bambine della Liberazione

È stato un momento di grande emozione quello vissuto questa mattina in Consiglio comunale a Palazzo Vecchio. Ospiti d’onore due fiorentine speciali: Nadia Villani e Sonia Venturi, nate l’11 agosto 1944, lo stesso giorno in cui Firenze veniva liberata dall’occupazione nazista.

Le due signore, invitate a raccontare la loro storia, hanno riportato l’aula a una data fondamentale per la città. “Ci hanno riportato, con i loro racconti, ad una data fondamentale per la nostra città. Siamo felici per questo importante momento di ricordo e di riflessione”, ha detto il presidente del Consiglio comunale Cosimo Guccione al termine della seduta.

Al centro dell’incontro la consegna di una pergamena. Un gesto che dà seguito alla mozione 1575/2025 proposta dal consigliere Luca Santarelli del Gruppo Misto-Noi Moderati, fatta propria dalla Commissione cultura e sport presieduta da Marco Burgassi e approvata all’unanimità dal Consiglio.

“È stato un momento civico molto alto per ricordare la liberazione della nostra città”, ha sottolineato Guccione.*Nate con Firenze libera*Nadia Villani e Sonia Venturi condividono non solo la città ma anche la data di nascita, l’11 agosto 1944. Due storie diverse, legate dallo stesso giorno.

“La signora Villani è nata in anticipo a causa della paura avuta dalla mamma che, sentendo suonare la campana medievale della Martinella, pensò che si trattasse di un attacco aereo tedesco e la invitò a recarsi d’urgenza nei rifugi”, ha raccontato Santarelli.

“La signora Venturi è invece nata perché sua madre si mise a giocare alla corda, anticipando così il parto”.

Due nascite avvenute mentre Firenze tornava libera. “La loro testimonianza, quanto mai attuale, ha valorizzato la pace come seme di nascita e serenità”, ha concluso il consigliere Santarelli.

L’aula ha accolto le due testimoni con un lungo applauso. Un modo per ricordare che la Liberazione non è solo una data sui libri di storia, ma anche una storia di vita che continua.

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