Firenze è un brand pazzesco: per comunicatori, anche nella Street Art

Il capoluogo toscano è la meta più ricercata dai comunicatori moderni


Incredibile ma vero, anche un'arte come le installazioni murali su strada, una espressione figurativa di rottura e controcorrente, ha bisogno di comunicazione e si alimenta di social, hashtag e keyword.
Esistono città - vetrina che fanno inevitabilmente tendenza, una è sicuramente Firenze dove l'arte contemporanea è costretta a coesistere con i fasti del Rinascimento e con essi si misura spesso tra la sindrome di Stendhal e la lotta al degrado: dove i writers vengono "pizzicati" e sanzionati, per poi essere costretti a ripulire le pareti. 

Alcuni artisti hanno scelto il capoluogo toscano come Galleria naturale per i propri lavori, riscontrando in molti casi un discreto successo, soprattutto grazie alle immagini veicolate attraverso i social network che finiscono davanti agli occhi di chi, a distanza di chilometri, apprezza (like), adora (cuori) e condivide.

Il senso dei tempi che cambiano, di una comunicazione visiva che si spinge oltre ogni confine, ce lo offre oggi una nota diramata ai giornali. "Su Instagram è già partita la caccia al tesoro. Non sono passate neanche 12 ore che i followers della street art fiorentina hanno già iniziato a postare i primi scatti di #Lediesis" questo l'incipit di quello che risulta a tutti gli effetti un Comunicato Stampa che traccia nitidi confini tra ciò che è tradizionale e ciò che può intendersi contemporaneo

Così prosegue il testo "Tutti hanno iniziato a chiedersi chi sia il (o la?) fantomatico street artist che, approfittando della ricorrenza dell'8 marzo, ha colorato alcune finestre cieche nei luoghi più strategici della città. L'artista, come molti street artist, ha mantenuto segreta la sua identità firmandosi semplicemente Le#, mentre su Instagram appare come LeDiesis" e fin qui si gioca sull'effetto sorpresa legato all'identità dell'artista, mentre l'attualità è affidata alla data di un evento: la Festa della donna.

Ma le opere? "Le opere affisse rappresentano un percorso che omaggia 8 donne, 8 icone che declinano la femminilità in tutte le sue sfumature. Dalla sensuale bellezza di Sofia Loren alla contagiosa ironia dell'astrofisica Margherita Hack, dalla magnetica Frida Kahlo all'enigmatica Neferititi. Tante donne diverse per cultura, storia o razza ma accomunate da un'incredibile volontà e forza d'animo, tanto che sono state tutte ritratte come delle Superwoman" e si parla pur sempre di manifesti affissi sulle pareti urbane nella pubblica via e non di una galleria d'arte che ospita una personale dedicata all'universo femminile.

La nota si chiude infine così "Non resta quindi che passeggiare per le strade del centro storico di Firenze alla scoperta di queste Superdonne e sperare che non vengano vandalizzate, come purtroppo accade per molte opere della street art, ma si sa che, pur essendo fruibile a tutti, la sua esistenza è effimera e caduca" con l'effimera street art che si auto-referenzia, si auto-promuove e comunica formalmente la propria presenza mentre tra le righe invita al rispetto delle applicazioni a parete. 

 La street art è diventata un prodotto commerciale e Firenze funziona come lo sfondo suggestivo dietro a quel prodotto. E' marketing bellezza e l'arte non fa differenza. 

Redazione Nove da Firenze