Firenze: domenica parte il 'Treno della Memoria'

PRIMO LEVI RITORNO AD AUSCWHITZ I parte

Luisa Xu, con i suoi occhi la comunità cinese vive il percorso. Mercoledì 23 gennaio a Livorno proiezione del docufilm “1938. Quando scoprimmo di non essere più italiani”


Il treno, l'undicesimo della Memoria, promosso della Regione Toscana, partirà questa domenica 20 gennaio, nell'anno in cui si ricorda il centenario della nascita di Primo Levi, lo scrittore sopravvissuto alla deportazione ad Auschwitz che tutto il mondo conosce. Uno dei primi viaggi della memoria che si ricordi è proprio quello di Levi con una delegazione della Provincia di Firenze nel 1983. Durante il viaggio lo scrittore fu intervistato da una troupe della RaiTv, per un documentario che resta ancora oggi memorabile.

Sono passati diciotto anni da quando nel 2002 la Regione Toscana, allora pioniera poi seguita da altri, decise di portare in Polonia gli studenti delle scuole superiori e poi anche dell'Università: per non dimenticare e per capire, per ascoltare dai sopravvissuti e per vedere di persona gli orrori di quello che è stato lo sterminio nazista. Degli ebrei, ma non solo degli ebrei perché tanti erano i presunti ‘diversi' e pericolosi invisi al Terzo Reich. Un viaggio preceduto da un lavoro attento e approfondito nelle scuole e con gli insegnanti che inizia ad agosto, con una summer school. Un viaggio-studio dedicato ai giovani, nel contesto anche dell'ampio e diversificato ventaglio di politiche regionali raccolte nel progetto Giovanisì. Un vaccino, con richiami annuali, di fronte al razzismo e agli estremismi. Dal 2002 fino al 2005 il treno toscano della memoria è partito tutti gli anni, per quattro volte. Un anno, nel 2005, addirittura due sono stati i convogli. Poi, dal 2006, la partenza è stata ad anni alterni: il treno nei dispari ed altre iniziative con i ragazzi nei pari, con più di ottomila studenti di tutta la Toscana solo al Mandela Forum di Firenze.

Chi viaggia sul treno

Sono 555 gli studenti delle scuole superiori che faranno il viaggio della Memoria edizione 2019. Sono ragazze e ragazzi di quarta e quinta superiore di tutte le province toscane. Sono stati selezionati attraverso corsi di formazione all'interno di ogni istituto. La Regione ha sostenuto le spese di viaggio e soggiorno della maggior parte di loro. Assieme a loro ci sono 60 studenti universitari, che viaggiano grazie al contributo dell'Azienda regionale per il diritto allo studio.

Ci saranno inoltre sessanta docenti selezionati e undici privati, che salgono sul treno a proprie spese per un percorso di conoscenza e crescita personale. Immancabili e fondamentali come sempre, i compagni di viaggio eccellenti, ovvero i testimoni: Andra e Tatiana Bucci, le sorelline scampate a Birkenau e al dottor Mengel, e Silva Rusich, la figlia di Sergio Rusich deportato politico al lager di Flossenburg ed esule istriano, testimone della deportazione politica. Sul posto, a Cracovia, si unirà al gruppo dei testimoni Vera Vigevani Jarach, esule in Argentina per le leggi razziste del fascismo. Si aggiungono i rappresentanti delle associazioni ovvero le Comunità ebraiche di Firenze e Pisa, le Associazioni rom e sinti, Aned (di Firenze, Prato, Pisa, Empoli), Anei, Anpi, Arcigay.

La storia e il significato di quel binario che terminava dentro a Birkenau ingoiando i destini di milioni di persone Luisa Xu, studentessa diciottenne cinese della comunità di Prato (frequenta l'istituto tecnico Dagomari), li ha studiati bene. Ha letto i libri, gli articoli, i saggi suggeriti dai suoi insegnanti. E alla fine, spinta dalla passione, che quando è autentica ti fa sempre trovare il modo di seguirla, Luisa Xu ce l'ha fatta: ci sarà anche lei tra gli oltre 550 studenti toscani che domenica partono per Auschwitz sul Treno della Memoria. Il viaggio glielo offre direttamente la comunità del Tempio Buddista. Luisa sale sul treno per sé, per crescere attraverso ciò che ha studiato solo sui libri, e per tutta la comunità che rappresenta, con il mandato di restituirle nel Tempio Buddista i frutti della sua esperienza. "Non la deluderò" ha detto Luisa al segretario del Tempio Buddista di Prato, Davide Finizio. E' stato grazie all'incontro quasi casuale tra lui e due insegnanti del Dagomari, che è nata l'idea di offrire a una studentessa che tanto lo desiderava l'opportunità del viaggio in Polonia. E così il consiglio direttivo del Tempio, dopo una riunione ha deciso, in nome della fratellanza, dell'integrazione e della pace fra gli esseri umani, valori portanti del buddismo: Luisa salirà su quel treno, farà il viaggio della memoria e riconsegnerà ai suoi la memoria viva di ciò che ha vissuto, visto e sentito. Anche la comunità cinese in Italia ha in fondo la sua storia di deportazione. Ne fu vittima durante la Seconda guerra mondiale. La comunità era perlopiù insediata a Milano, erano soprattutto commercianti di sete e perle, ma rappresentavano una minoranza etnica e una minoranza nemica dell'asse Roma-Berlino-Tokyo. Per questo durante il fascismo circa trecento di loro furono deportati nei campi d'internamento italiani nella provincia di Teramo, poi a Trieste e alcuni in Germania. Molti non fecero più ritorno. Alcuni si salvarono. Tra questi, il nonno di un giovane cinese, Ciaj Rocchi che insieme a Matteo Demonte nel 2018 nella graphic novel «Primavere e autunni» ha avuto la voglia e l'idea di raccontare la storia di questa fetta del suo popolo, i primi cinesi approdati in Italia negli anni Trenta e le loro vicende. E di restituire ai più una pagina di storia ancora poco conosciuta.

Il programma

''Domenica 20 gennaio''

La partenza è fissata per le 12.30. Una volta a bordo gli studenti incontrano gli esperti e i rappresentanti delle Comunità ebraiche di Firenze e Pisa e delle associazioni partecipanti al Treno per ripercorrere le tappe dell'antisemitismo e della Shoah, e conoscere le vicende di persecuzione che colpirono rom, sinti, omosessuali, oppositori politici, gli internati militari. Novità di questa edizione, sarà affrontato anche il tema dei neofascismi ai giorni nostri.

''Lunedì 21 gennaio''

Attorno alle 8 è previsto l'arrivo alla stazione di Oswiecim, più nota come Auschwitz. Il gruppo si trasferisce subito al campo di concentramento di Birkenau per la visita guidata. A fine mattinata corteo verso il Monumento internazionale alle vittime del nazifascismo dove ogni ragazzo pronuncerà al microfono il nome di giovani deportati ad Auschwitz, deceduti e più raramente sopravvissuti, molti nati o arrestati nelle province delle diverse scuola partecipanti.

'''Martedì 22 gennaio'''

La mattina è prevista la visita guidata a gruppi del campo e del museo storico di Aushwitz. il pomeriggio, attorno alle 16.30, trasferimento al Cinema Kijow di Cracovia dove i ragazzi tornano a confrontarsi con i testimoni ponendo loro domande.

'''Mercoledì 23 gennaio '''

Mattinata dedicata a una breve visita guidata alla città e al ghetto di Cracovia. A seguire, presso l'Università di Cracovia si svolge l'incontro "Europa e memoria", un dialogo tra gli studenti italiani e polacchi e i testimoni sopravvissuti ad Auschwitz. Il treno riparte e a bordo proseguiranno gli incontri dedicati alla storia e ai racconti, come all'andata.

''Giovedì 24 gennaio ''

Attorno alle 17 è previsto l'arrivo del treno alla stazione di Santa Maria Novella a Firenze.

Il 23 gennaio prossimo, nell’ambito delle attività promosse dal Comune di Livorno per onorare il Giorno della Memoria del 27 gennaio, sarà presentato al Cisternino di Città il docufilm di Pietro Suber1938. Quando scoprimmo di non essere più italiani”. Proiettata in prima assoluta alla Festa del Cinema di Roma nell’ottobre scorso, l’opera di Suber raccoglie e colloca nella prospettiva dell’oggi numerose testimonianze di vittime delle leggi razziste del 1938, scandagliando anche lo scomodo capitolo di chi, di quelle leggi, si fece zelante esecutore. L’evento si aprirà alle 15.30 con i saluti istituzionali, cui seguiranno gli interventi di Vittorio Mosseri, presidente della comunità ebraica livornese, dell’autore Pietro Suber e del produttore Dario Coen. Dopo la proiezione, che avrà inizio alle 16.00 e avrà una durata di 78 minuti, vi sarà spazio per una libera discussione che sarà aperta dal prof. Michele Battini, presidente del Centro interdipartimentale di studi ebraici nell’Università di Pisa, e dal prof. Valerio Di Porto, autore di numerose pubblicazioni sulla legislazione razziale fascista. L’invito a partecipare a questo momento di conoscenza e di riflessione, aperto a tutti i cittadini livornesi, è rivolto in particolare agli istituti scolastici della città, ai loro studenti e ai loro insegnanti.

Redazione Nove da Firenze