Entro giugno un bando per piccoli impianti energetici a biomasse

La Regione Toscana completera' l'iter dedicato alla realizzazione di strutture con una capacita' massima di 1.000 kilowatt. Lo annuncia l'assessore all'Agricoltura, Marco Remaschi


(DIRE) Firenze, 26 mar. - Entro giugno la Regione Toscana completera' l'iter per un bando dedicato alla realizzazione di piccoli impianti energetici a biomasse con una capacita' massima di mille kilowatt. Lo rende noto, al termine di un convegno a palazzo Strozzi Sacrati dedicato alla presentazione del rapporto sullo stato delle foreste a livello regionale, l'assessore all'Agricoltura, Marco Remaschi: "Raccogliendo una sollecitazione del presidente Rossi la Commissione europea ci ha dato l'autorizzazione a svolgere questo bando- afferma-. Avra' una dotazione di 10 milioni con un contributo da parte degli enti locali del 65%. Questo significa sviluppare una cinquantina di piccoli impianti". Una scelta ambientalmente sostenibile, sottolinea, "poiche' insisteranno in aree nelle quali non c'e' un'alta concentrazione di pm10". In effetti, le minicentrali a biomasse dovrebbero sorgere nei comuni montani. "Vedremo se in questo bando ci sara' l'interesse che ci attendiamo di raccogliere- prosegue l'assessore-. Chiaramente, non siamo favorevoli alle centrali di grandi dimensioni. Il territorio della Toscana non si presterebbe neppure a questo tipo di soluzione". La politica della Giunta regionale, invece, tenta di "trovare una strada che coinvolga i territori nella gestione attiva del patrimonio forestale".

Una strategia che oltre alle centrali a biomasse include la creazione con il recente aggiornamento della normativa delle comunita' di bosco, delle realta' miste, che tenteranno di coinvolgere i tantissimi soggetti privati che possiedono una porzione della estesissima superficie forestale della Toscana. In un'ottica di sviluppo economico, l'intenzione e' di espandere la filiera del legno. Diversamente, il rischio e' di incorrere in alcune situazioni paradossali. Una di queste viene segnalata proprio dal presidente della Regione, Enrico Rossi: "Dopo l'uragano di vento del 2015 non trovavamo il modo di alienare il patrimonio boschivo abbattuto e raccolto: sono dovuti arrivare dal Trentino per portarlo via". Una contraddizione, insomma, fra "la vastita' del patrimonio della Toscana e la capacita' di intraprendere una valorizzazione rispettosa dell'ambiente e regolata. Anche perche', altrimenti, il bosco si degrada, si espande e non e' di qualita'". (Cap/ Dire)

Redazione Nove da Firenze