Enoturismo: per fortuna abitiamo in Toscana!

Lo certifica l’edizione 2021 di Cantine d’Italia 2021, la guida edita da Go Wine, all’associazione nazionale di promozione del vino e dei suoi paesaggi


FIRENZE- Anche quest’anno, condizionato dal Covid-19, sarà impedita ogni esperienza turistica? Dipende dagli interessi personali e dal luogo di residenza. A esempio se si è enoturisti e si risiede nella Toscana, attualmente zona gialla, le possibilità che si dischiudono sono davvero tante. Ne è testimone la guida Cantine d’Italia 2021 edita da Go Wine, all’associazione nazionale di promozione del vino e dei suoi paesaggi.

L’edizione annuale dedica alla Toscana molte pagine, nonostante la pubblicazione diretta da Massimo Corrado sia realizzata in Piemonte, eterno rivale sul mercato del vino. Sono oltre 45 le pagine dedicate dalla guida alle cantine toscane, con una dozzina di pagine di suggerimenti per dove andare a mangiare e dormire. Il focus del volume di Go Wine è infatti il luogo di produzione, le sue cantine e la natura circostante. Guarda caso tutte attività turistiche da realizzare all’aria aperta, senza assembramenti, ma piuttosto incontri individuali con i produttori e con attenzione alla salute.

Questo racconto aggiornato si dipana tra vini e persone, luoghi ed economie del territorio, con grande dettaglio alle informazioni relative alle aziende da visitare, comprese le indicazioni su come arrivarci e gli orari di visite. E sì, la copia cartacea fa proprio comodo, perché è vero che i siti internet ormai offrono notizie dettagliatissime, ma chi conosce la complessità orografica per paesaggio toscano sa bene che, ancora oggi, in molte aree la navigazione on line rimane difficile. Allora avere in automobile il vecchio libro aiuta a evitare le conseguenze dell’italica carenza infrastrutturale.

Cantine d’Italia non è una guida ai vini. Di ogni azienda racconta il risultato della vendemmia, raccontando il vino top, ma anche le altre produzioni, con un ritratto della sua storia, dei protagonisti e dell’ambiente circostante. Il viaggio è supportato da consigli su dove mangiare e dove dormire, con un’attenzione particolare, si diceva, alla Toscana. Un faro si accende sul vino Nobile di Montepulciano prodotto da Miriam Caporali. Ma sono tanti i vini toscani premiati: tra le 15 “Tre impronte” nazionali ci sono Badia a Coltibuono, Capezza e alla Tenuta di Vicchiomaggio, ancora toscane 20 delle 84 “Due impronte”, 25 delle 136 “Una impronta”, con tante segnalazioni alla nostra regione, non solo per i vini, ma anche per la migliore accoglienza, o la qualità del sito internet dell’azienda.

Se la mobilità degli enoturisti anche nel 2021 non sarà garantita la guida di Go Wine non dimentica di elencare i locali giusti dove bere in città. Anche se il volume costituisce, ripetiamo, un grande omaggio all’accoglienza italiana in cantina, all’importanza dei protagonisti del vino, i produttori e al loro ruolo di promotori dei territori, grazie all’importanza delle etichette che muovono l’economia dei luoghi di origine.

Nicola Novelli