Elezioni regionali 2015: Enrico Rossi

Il Presidente uscente e ricandidato, risponde alle nostre domande

Antonio
Antonio Lenoci
28 maggio 2015 13:18
Elezioni regionali 2015: Enrico Rossi

Nato a Bientina il 25 agosto del 1958, studia al liceo classico a Pontedera e alla Facoltà di Filosofia a Pisa, nel 1985 riceve la tessera del PCI. Dopo una breve attività giornalistica alla redazione locale del Tirreno, si dedica alla politica.Vice-Sindaco e Sindaco a Pontedera dal 1992 al 2000, diventa poi Assessore alla Sanità della Regione Toscana dal 2000 al 2010, quando prende il posto del suo ex Presidente Martini e diventa a sua volta Presidente.Il 28 e 29 marzo 2010 i cittadini toscani lo eleggono con 1.055.571 voti, il 59,7%.E' sposato ed ha un figlio di 27 anni.

"Credo da sempre in quella sinistra comunista e democratica di cui Berlinguer si fece interprete. Amo il mare, l’Odissea e la musica dei Doors". 

Partiamo dalla Sanità. Riorganizzazione del sistema e riduzione delle liste di attesa che tante polemiche hanno suscitato e suscitano nei cittadini. Come si muoverà la Toscana? "Il problema delle liste d’attesa è in ogni caso reale, non lo nascondo. Proprio con l’obbiettivo di ridurre i tempi di attesa a settembre scorso abbiamo lanciato un piano straordinario regionale, che nei prossimi 3 anni sarà finanziato con 10 milioni di euro e sul quale stiamo lavorando insieme alle ASL. Estenderemo la sperimentazione fatta a Pisa a tutta la Regione, coinvolgendo maggiormente i medici di famiglia."

Lavoro, i giovani vogliono trovare stabilità economica ed i meno giovani mantenere un reddito utile. Come diminuire la disoccupazione? "I temi del lavoro e della disoccupazione giovanile sono centrali. La Toscana che noi consegniamo ai cittadini è stata colpita e ferita dalla crisi più grande mai avvenuta. Ma non è stata piegata, non è una regione in ginocchio. Abbiamo reagito e raccolto le nuove sfide con un coraggio, un'energia e un dinamismo unici nel panorama nazionale. Dal 2010 l'export è cresciuto del 23%, abbiamo attratto 1,5 miliardi di investimenti esteri.

Le parole d'ordine per noi sono: spendere bene i fondi europei, attrarre investimenti esteri, puntare sull'innovazione tecnologica. Raddoppieremo le risorse per il progetto GiovaniSì e punteremo a ricostruire il rapporto tra scuola e territorio, perché le opportunità di lavoro per i giovani crescano e perché il sistema Toscana possa arricchirsi. Al contempo ci impegniamo quotidianamente per gestire le situazioni di crisi: ne abbiamo seguite direttamente 160.

E attiviamo tutti gli strumenti possibili per proteggere i lavoratori".

Grandi Opere: la Tav è ancora un'opera strategica? "Muoversi è un diritto fondamentale. La realizzazione del sottoattraversamento e la separazione tra il traffico ad alta velocità e quello regionale è la condizione essenziale per migliorare la puntualità dei treni regionali. Inoltre mettiamo in campo 150 nuove carrozze, così entro il 2015 l'80% dei cittadini toscani viaggerà su treni nuovi. Ma punteremo ancora di più sull'integrazione treno-bici: con le multe di Trenitalia finanzieremo i bonus per l'acquisto di biciclette pieghevoli, bici che possono essere trasportate in treno gratuitamente e senza limitazione di orario".

Gara per la Mobilità extraurbana. Siamo pronti? "Siamo stati la prima regione in Italia ad aver riformato il trasporto pubblico su gomma: siamo passati da 14 a un unico gestore regionale. Ora dobbiamo puntare a dimezzare l'età media degli autobus e lo faremo con i fondi FESR 2014-2020".

Aeroporti: Firenze e Pisa insieme, ma ci sono anche le richieste di vivibilità avanzate dai comuni coinvolti. "Sono convinto di aver fatto il bene della Toscana. Con Pisa e Firenze avremo il quarto polo aeroportuale d'Italia. E sono sicuro che questa scelta si rivelerà strategica per la nostra regione che – non dimentichiamocelo – è vocata al turismo, all'industria e alla ricerca. Dal punto di vista ambientale la situazione non peggiorerà. Anzi, la piana stava peggio quando c’erano i cementifici che ora sono stati chiusi nel silenzio di tutti. E poi, se non avessimo messo insieme i due aeroporti, avremmo corso il rischio di spostare il traffico sullo scalo di Bologna".

Turismo: passato l'Expo, cosa offre la Toscana e come intende difendere il "prodotto tipico" dalla concorrenza straniera? "La Toscana in questi anni ha conosciuto un aumento dei flussi: dal 2010 sono stati 43 milioni i turisti che hanno visitato la nostra regione. Sicuramente dobbiamo fare di più e meglio, soprattutto sul fronte della comunicazione, per questo abbiamo aperto un rapporto con Google Italia. La Francigena sarà sicuramente uno dei motori turistici del futuro. E poi ogni giorno promuoveremo un comune della Toscana a livello internazionale".

E per quanto riguarda i prodotti tipici? "Il tema implica una nostra responsabilità. Sulle cose belle si lucra, dobbiamo proteggere le nostre filiere produttive. Abbiamo sottoscritto un accorodo sulla pelle (penso all'impegno dei grandi marchi) e combattiamo il fenomeno del contoterzismo. Come a Prato con il progetto 'Prato Lavoro Sicuro'. Dobbiamo anche superare la frammentazione: serve un marchio unico per la nostra regione. Penso alla Spagna e al suo El Sol de Miró, un logo riconoscibilissimo. Io per la Toscana penso a una collina con i cipressi, spirituali e longevi come sono i toscani".

Dissesto idrogeologico: con la nuova normativa cosa serve ancora per l'attuazione del Piano? "Io ho deciso di combattere la burocrazia e di prevenire i rischi con un piano di opere a difesa idraulica fuori dal patto di stabilità con ben 50 milioni all'anno. Più di quello che ha speso l'Italia negli anni passati nel suo insieme. Convocherò in Regione e metterò a calendario riunioni periodiche per monitorare l'avanzamento delle opere. Con tutti gli enti coinvolti e i ministeri, stabilendo entro quanto tempo l'opera dovrà essere completata. Gli inadempienti saranno segnalati e diffidati".

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