Erp: audizioni in commissione Sanità e politiche sociali

Iniziata questa mattina la giornata di ascolto sui provvedimenti in materia di Edilizia residenziale pubblica. Chiesto dall'Anci il rinvio su governance e modifiche disciplina degli alloggi. Stella (FI): "Nardella sostenga la nostra pdl sui 10 anni di residenza per gli stranieri. Il Pd nel 2015 bocciò la legge regionale proposta dal centrodestra...". Marcheschi (FdI): «Sposa il nostro programma? Gli regalerò la tessera di Fratelli d’Italia». Il Presidente Scaramelli: “importante un confronto capillare con tutti i soggetti interessati”.


Firenze– Vogliamo dedicare una giornata all’ascolto, perché riteniamo fondamentale un confronto capillare con tutti i soggetti che ruotano attorno al tema dell’edilizia residenziale pubblica. Con queste parole il presidente della commissione Sanità e politiche sociali, Stefano Scaramelli, ha dato il “la” alle audizioni sui provvedimenti in materia di Erp, già illustrati in commissione e già oggetto di dibattito politico. Come sottolineato dal presidente, oggi la parola va a chi ogni giorno è chiamato in prima persona a dare risposte ai cittadini. Associazioni enti locali (Anci, Upi, Uncem, Cispel), rappresentanti Lode toscana, gestori Erp hanno questa mattina messo nero su bianco opinioni, proposte e perplessità sulla riforma.

A rappresentare l’Associazione è stata Sara Funaro, assessore di Firenze e membro del Tavolo di Anci Toscana dei comuni coordinatori Livello Ottimale D'Esercizio d'Ambito Erp. Funaro ha ribadito la richiesta di rinvio della parte delle legge che riguarda la governance e, al contempo, ha sottolineato come opportuno un approfondimento sulla parte che riguarda la disciplina regionale degli alloggi. Riguardo infatti ai molti aspetti della riforma della normativa regionale sugli alloggi, Anci Toscana ha chiesto che la Regione valuti attentamente i contributi dei Lode, che conoscono e vivono le varie specificità territoriali. Infine le consultazioni sono state l’occasione, come ribadito dall’assessore Funaro, per evidenziare come il vero nodo siano gli investimenti. I comuni rappresentano infatti il primo livello, dove si crea coesione sociale: pertanto, agire nell’ambito degli Erp senza risorse, senza investimenti, senza possibilità di dare risposte al bisogno dei cittadini, può creare il rischio di un forte disagio.

Se la centralità della casa pubblica rimane assoluta come risposta ai più poveri, quando si parla di riformare il sistema Erp è necessario avere obiettivi chiari, quindi una strategia di lungo periodo ed anche risorse adeguate per farvi fronte. Questa la preoccupazione principale, emersa dai diversi interventi, e legata da un lato al tema della governance e dall’altro alla necessità di semplificare, uniformando i contratti di servizio. Nel corso delle audizioni è stata ribadita la centralità dei Comuni per non spezzare il filo diretto col territorio, facendo seguito all’invito a ripensare alla proposta di governance a tre, che ricalca sì le grandi Asl, ma che non risulta essere supportata da dati scientifici e tecnici, capaci di stabilire la convenienza della soluzione. Tra gli input emersi ricordiamo ancora l’apprezzamento sull’introduzione delle graduatorie emergenziali, la richiesta di maggiore discrezionalità ai comuni in situazioni di particolare gravità, più libertà nell’assegnazione degli alloggi da ristrutturare. Imperativo categorico condiviso da tutti: investire sul tema casa.

Nel pomeriggio di oggi, giovedì 3 maggio, le audizioni continueranno con le associazioni di categoria, le organizzazioni sindacali e l’Università di Siena.

"Piacevolmente stupiti, leggiamo della proposta del sindaco di Firenze, Dario Nardella, che finalmente riconosce una cosa che noi diciamo da sempre, e cioè che per la graduatoria degli alloggi popolari ci sono troppi stranieri, e pertanto propone una soglia di 10 anni di residenza in Italia per riequilibrare il rapporto tra stranieri e toscani. Bene, allora Nardella sostenga la nostra pdl e dica ai consiglieri del Pd di votarla, visto che l'attuale legge regionale (che limita a 5 gli anni di residenza nel nostro Paese) è stata voluta dal Pd, il suo partito, nel marzo 2015, e che sempre il suo partito ha bocciato la proposta di Forza Italia che chiedeva proprio di innalzare a dieci anni la soglia di residenza". Lo afferma il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella (Forza Italia). "All'epoca, si parla di tre anni fa - ricorda Stella - la proposta del nostro gruppo consiliare era volta a 'premiare significativamente i nuclei familiari legati, per residenza o per lavoro, ad uno specifico comune', e a riequilibrare il rapporto tra stranieri e italiani nell'accesso agli alloggi popolari, proprio per evitare che continuasse ad avvenire ciò di cui si accorge soltanto ora il sindaco Nardella. Noi, per aver presentato quella proposta, fummo tacciati come al solito di xenofobia e intenti discriminatori. Dunque, quelle che prima erano leggi 'razziste e di destra', ora sono provvedimenti buoni e giusti: evidentemente, la batosta elettorale ha fatto rinsavire i dirigenti del Pd, a cominciare dal sindaco di Firenze, che ora può riparare agli errori di valutazione commessi, sostenendo la pdl del centrodestra sugli alloggi Erp".

«Fa piacere aprire il giornale e vedere che seppur con qualche anno di ritardo, il Sindaco Nardella è arrivato a sposare idee e proposte di legge che Fratelli d’Italia porta avanti da sempre» il commento è del Presidente di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Paolo Marcheschi. «Nel 2014 assieme al collega Giovanni Donzelli abbiamo presentato una proposta di legge al fine di tutelare i cittadini italiani nell'assegnazione delle case Erp – racconta Marcheschi – da sinistra ci hanno dato dei “razzisti”, noi abbiamo risposto di essere semplicemente “realisti”, oggi è Nardella stesso a darci ragione». «Il Sindaco dovrà però convincere il suo partito visto che “l’altro PD” oggi presenta in Commissione regionale una legge che va in direzione totalmente opposta a quanto auspicato dal primo cittadino – conclude Marcheschi – per lui una battaglia impossibile o un maldestro tentativo di recuperare voti con le idee copiate dalla destra?! In ogni caso, per simpatia, al Nardella convertito regalerò una tessera di Fratelli d’Italia».

“Si potrebbe dire “meglio tardi che mai”-affermano Tiziana Nisini e Jacopo Alberti, ambedue della Lega, la prima, Assessore alla casa del Comune di Arezzo e neo-Senatrice, mentre il secondo Portavoce dell’opposizione e membro della Commissione Sanità -in merito alla sortita del Sindaco Nardella che, di punto in bianco, si è accorto che sia il caso di agevolare i fiorentini nell’assegnazione delle case popolari.” “Ma come-proseguono Nisini ed Alberti -è anni che la Lega porta avanti una vera e propria battaglia, affinchè ci sia maggiore equità nella distribuzione degli alloggi Erp, puntualmente bocciata, in Regione, dai suoi compagni di partito ed ora, improvvisamente, decide di leghistizzarsi lanciandosi in inusuali proclami pro-italiani.” “Insomma-precisano Nisini ed Alberti-quando lo proponevamo noi, eravamo bollati quantomeno come razzisti e quindi, adesso, ci attendiamo una pari levata di scudi anche contro il Primo cittadino del capoluogo regionale.” “Una domanda, però, ci sorge spontanea-sottolineano i rappresentanti del Carroccio-questa iniziativa non nasconderà qualche fine spiccatamente elettorale? In sintesi, lo slogan sarà “Prima i fiorentini”oppure, visto che l’anno prossimo si vota a Firenze, un più utilitaristico “Prima la poltrona”?” .”“Sinceramente-insistono seccamente Tiziana Nisini Jacopo Alberti-noi propendiamo per la seconda ipotesi; saremo maliziosi, ma qualcuno, anni fa, diceva che “A parlare male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina. “D’altronde-concludono gli esponenti leghisti-gli strumenti per dare priorità agli italiani, in questo caso ai fiorentini, sono già a disposizione dei comuni; basta la volontà di applicarli e la Legge specifica di Erp, lo consente fin dal 2015. Nel comune di Arezzo, ad esempio, già da tre anni le graduatorie cono composte per il 75% da italiani. Insomma, questa è la differenza fra la politica del dire e quella del fare.”

Redazione Nove da Firenze