Gestire la cura di un familiare con disabilità o con grave non autosufficienza rappresenta una sfida quotidiana complessa. Le famiglie si trovano troppo spesso a doversi destreggiare tra costi elevati, difficoltà logistiche nei trasporti e una burocrazia farraginosa.
Per orientarsi in questo scenario, è fondamentale analizzare in modo chiaro e accessibile le ultime novità normative ed economiche deliberate in Toscana. Tra nuovi finanziamenti per l'assistenza domiciliare e il dibattito sulle regole del trasporto sociale, vediamo quali opportunità sono a disposizione dei cittadini e quali nodi restano ancora da sciogliere.
I centri semiresidenziali diurni non sono semplici strutture di cura e riabilitazione. Essi rappresentano fondamentali luoghi di socialità e inclusione per le persone disabili, oltre a garantire un indispensabile momento di sollievo per i familiari impegnati nel carico assistenziale. Tuttavia, l'accesso a questi servizi risente oggi di forti disuguaglianze territoriali.
Poiché la gestione del trasporto sociale ordinario è in capo ai singoli enti locali, si registra un profondo divario tra i vari Comuni. Le quote di compartecipazione economica richieste alle famiglie possono variare di centinaia di euro al mese a seconda della residenza anagrafica, trasformandosi in una vera e propria barriera economica.
"Oggi la possibilità per le persone con disabilità di frequentare i centri diurni semiresidenziali non è garantita in modo uniforme sul territorio regionale, soprattutto a causa delle differenze nei costi del trasporto sociale. Mi sono stati segnalati dalle famiglie e dalle associazioni casi in cui le compartecipazioni variano sensibilmente da un comune all’altro, fino ad arrivare a differenze di diverse centinaia di euro al mese. Questa situazione può creare vere e proprie barriere economiche e addirittura indurre alcune famiglie a rinunciare alla frequenza dei centri, che rappresentano non solo un luogo di cura e riabilitazione, ma anche un’importante occasione di socialità, inclusione e sollievo per i familiari" dichiara Alessandro Tomasi, Portavoce dell'opposizione.
Il tema è approdato di recente in Consiglio regionale a seguito di un’interrogazione presentata dai consiglieri di Fratelli d’Italia (Chiara La Porta, prima firmataria, Alessandro Tomasi ed Enrico Tucci). Rispondendo in Aula, l'assessora alla Sanità e alle Politiche Sociali Monia Monni ha chiarito l'architettura delle norme vigenti, sottolineando la distinzione fondamentale tra il trasporto per fragilità socioeconomica — regolato dalla delibera regionale 1497/2024 tramite voucher gratuiti per la mobilità non sanitaria — e il trasporto sociale ordinario per la frequenza dei centri semiresidenziali, la cui gestione ricade direttamente sugli enti locali.
Per superare la frammentazione territoriale e garantire pari diritti d'accesso a parità di bisogno, la Giunta regionale ha avviato un tavolo di confronto con Anci Toscana, i Comuni e i soggetti gestori. L'obiettivo è definire linee guida condivise, standard omogenei e criteri minimi uniformi che assicurino la continuità di frequenza ai servizi diurni.
Nell'ambito di questo confronto istituzionale verrà approfondita anche la revisione dei criteri economici d'accesso, valutando l'eventuale introduzione dell'ISEE sociosanitario. Superare le difformità locali rappresenta un tassello cruciale per costruire una rete di tutela realmente omogenea su tutto il territorio toscano.
Sul fronte delle risorse dirette alla cura a domicilio, la Giunta regionale ha completato il riparto annuale dei fondi provenienti dal Fondo nazionale per le non autosufficienze, assegnati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. La misura prevede lo stanziamento di 14 milioni di euro complessivi, distribuiti tra i 28 ambiti territoriali della Toscana (zone distretto e società della salute).
Questi contributi economici vengono erogati direttamente alle famiglie di persone con disabilità gravissime per l'assunzione di personale assistenziale dedicato. L'importo varia da 900 a 1.200 euro al mese in base alle specifiche esigenze individuali. Tali somme si sommano alle prestazioni domiciliari già garantite dal Servizio Sanitario Regionale, con l'obiettivo di coprire servizi integrativi che vanno oltre i Livelli Essenziali di Assistenza. Attualmente la misura vede oltre 3.000 persone coinvolte su tutto il territorio regionale.
"Le persone con disabilità gravissime che possono contare su un contributo mensile per il sostegno all'assistenza a domicilio sono ad oggi più di tremila in tutta la regione. Si tratta di un aiuto per sostenere le famiglie nell’impegnativo carico della cura del proprio congiunto rafforzandone l’assistenza." affermano Eugenio Giani (Presidente della Regione Toscana) e Monia Monni (Assessora alla Sanità e alle Politiche Sociali).
Per accedere ai contributi mensili dedicati all'assistenza domiciliare per disabilità gravissime, i cittadini e i loro familiari possono attivare l'iter rivolgendosi a uno dei seguenti punti d'accesso territoriali alternativi:
- I Punti Unici di Accesso: Far riferimento ai presidi PUA della propria zona distretto per richiedere la valutazione della condizione di salute e del grado di autonomia.
- Il Servizio Sociale del Comune di residenza: Contattare direttamente gli uffici sociali comunali, canale alternativo per avviare l'istanza e la valutazione del bisogno assistenziale.
Il panorama del welfare toscano mostra un doppio binario: da un lato l'immissione di risorse concrete per sostenere la cura domiciliare delle fragilità più severe, dall'altro la necessità urgente di definire regole e costi omogenei per il trasporto sociale, eliminando le disparità tra Comuni. Garantire l'accesso ai servizi essenziali non può dipendere dal luogo in cui si risiede.