Dimissioni di Lupi: atto responsabile a causa dell'inchiesta giudiziaria sulla Tav

La Consigliera Scaletti (La Firenze Viva) presenta un'interrogazione in Consiglio comunale su corruzione e pubblica amministrazione


Maurizio Lupi (Ncd) si è arreso nell'occhio del ciclone a causa dell'inchiesta della procura di Firenze. Il ministro delle Infrastrutture a Porta a Porta annuncia le sue dimissioni, dopo aver avuto in mattinata un lungo colloquio con il premier: "Domani al termine dell'informativa alla Camera rassegnerò le dimissioni".


"Stamani ho presentato un'interrogazione che chiede al Sindaco Nardella quali misure concrete intenda prendere per assicurare un maggior controllo su tutte le grandi opere che insistono sul territorio fiorentino". Lo dichiara, in una nota, la Consigliera comunale de "La Firenze Viva" Cristina Scaletti. "I cittadini non ne possono più del continuo rimando di responsabilità senza che cambi mai niente. I cittadini non devono solo sapere - come ha dichiarato il Sindaco Nardella - se la Tav si farà, ma soprattutto per quale motivo nei vari livelli istituzionali si tagli su tutto - sanità, welfare, istruzione, ricerca e sviluppo - e si continua invece a permettere che le grandi opere siano nelle mani di un sistema corruttivo che ne fa lievitare i costi (tutti pubblici) e ne inficia spesso la qualità e la sicurezza", si legge ancora nella nota. "Non basta dire che la grande opera serve - argomenta Scaletti - ma occorre garantire che si spezzi il sistema che ne alimenta l'aspetto opaco che puntualmente la magistratura svela. Cosa intende fare il comune di Firenze per difendere i cittadini da questa vergogna visto che molte delle inchieste sulle grandi opere partono dalla nostra città?" "Non è più tempo di annunci, è tempo di proposte e soluzioni", conclude Scaletti. "Farebbe piacere, come ho chiesto oggi in Conferenza dei Capigruppo, che lunedì prossimo il Sindaco Nardella venisse in Consiglio comunale a riferire sul tema, visto quanto Firenze sia parte lesa in tutta questa triste questione".



"L'annuncio di dimissioni da parte del Ministro Lupi - ha affermato Cinzia Franchini presidente nazionale dell'associazione degli autotrasportatori artigiani della CNA-Fita - rappresenta un atto di responsabilità a cui ci auguriamo possa seguire, da parte del Governo Renzi, un'azione decisa di rinnovamento e controllo all'interno del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti seriamente colpito nella credibilità dei suoi apparati tecnici e nelle sue procedure da questa ultima indagine".

Tra gli arresti dell'inchiesta sul sottoattraversamento fiorentino di Tav, è stato indagato per concussione anche l'avv. Bargone (già sottosegretario ai Lavori Pubblici dei governi Prodi e D'Alema) e ora Presidente della Sat (Autostrada Tirrenica).



"SEL ha denunciato più volte l'incompatibilità tra il ruolo di commissario del governo e quello di presidente di SAT ricoperti per anni da Bargone. Abbiamo chiesto a più riprese le sue dimissioni, arrivate solo pochi mesi fa, attraverso le parlamentari toscane di SEL, senza ricevere risposta dal ministro Lupi, che ha difeso fino alla fine uno status quo benedetto sia dal PD che dalle destre. Oggi leggiamo il nome di Bargone tra le carte dell'inchiesta partita da Firenze e i dubbi ci assalgono. Perché nessuno, tra chi guida e guidava il Governo e la Regione, ha mai criticato SAT, nonostante i ritardi e la palese dimostrazione di inadeguatezza nella realizzazione della Tirrenica? Perché, al contempo, non si sono mai ascoltati i territori e le amministrazioni locali contrarie al progetto e costrette addirittura a ricorrere al TAR contro le scelte fatte a Roma e a Firenze? Perché, quando è emerso l'avvio della procedura d'infrazione UE per gli appalti, da noi evidenziata anche a livello europeo grazie a Sergio Cofferati, nessuno di questi politici né altri esponenti della destra e del PD hanno commentato? A questi interrogativi ci aspettiamo al più presto risposte, giudiziarie se saranno accertati reati e responsabilità, ma soprattutto politiche, a cominciare da chi soltanto ieri si affrettava a ribadire che una grande opera inutile come la Tirrenica si farà ad ogni costo". Lo afferma il coordinatore provinciale grossetano e membro della segreteria regionale di SEL, Marco Sabatini.

Redazione Nove da Firenze