Depositi di scorie nucleari in Toscana? Interviene Legambiente

Ferruzza: "Va aperto come in Francia un grande Dibattito Pubblico". Interrogazione di Stella (FI): "Battaglia unitaria e bipartisan contro ipotesi siti in Toscana"


Firenze, 8 gennaio 2021- "Tutti ricordiamo ancora quello che successe nel 2003. Il Governo Berlusconi e l’allora commissario della Sogin per il Deposito Nazionale scelsero, con un colpo di mano senza precedenti e senza indagini puntuali, il sito di Scanzano Jonico, in provincia di Matera (Basilicata). Dopo le giuste sollevazioni popolari, che durarono mesi, la decisione fu ritirata". Lo ricorda in una nota Legambiente, che prosegue: "Si tratta di un precedente terribile, assolutamente da non ripetere. La pubblicazione della Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee (CNAPI) – attesa dall’estate del 2015 – è solo il primo passo di un lungo procedimento, che deve veder impegnato nella massima trasparenza tutto il Sistema Paese. «Siamo infatti convinti che i ritardi e le opacità che hanno caratterizzato fino ad ora questo lungo e complesso iter istituzionale, rischiano di inficiare la bontà e l’efficacia del percorso stesso – dichiara Fausto Ferruzza, Presidente di Legambiente Toscana e membro della Segreteria Nazionale del cigno verde – Formalmente, a decorrere dal 5 gennaio ci sono 60 giorni per produrre delle osservazioni da parte dei cittadini alla cartografia dei siti proposti, ma sulla scorta dell’ottima esperienza toscana in fatto di leggi sulla partecipazione, mi permetto di osservare che non ci si può limitare a questo. Ribadiamo invece l’urgenza inderogabile di avviare un percorso trasparente, partecipato e condiviso con tutti i territori interessati, ossia va aperto come in Francia un grande Dibattito Pubblico!». «Quanto ai due siti toscani di Pienza-Trequanda e Campagnatico, comprendiamo perfettamente lo sbigottimento degli amministratori locali e delle comunità interessate. Una sorpresa amara, che ha preoccupato tutti i cittadini toscani, noi compresi. Ricordiamo però con chiarezza due cose. La prima è che, sovrapponendo criteri escludenti e favorenti, i nostri due siti non sono certo in pole position rispetto agli altri 65 ipotizzati da Sogin. La seconda è che, nel farci carico della responsabilità collettiva d’individuare un Deposito Nazionale per le scorie nucleari, andremo comunque a migliorare uno status quo che vede oggi stoccate quelle stesse scorie in piazzali provvisori, assai improbabili sul piano della prevenzione del rischio d’incidente rilevante»chiosa ancora Ferruzza. «Sottolineiamo infine la necessità di distinguere due tipologie di rifiuto nucleare. Quello a bassa e media intensità radioattiva e quello ad alta intensità, derivante quest’ultimo dall’esercizio delle nostre vecchie centrali atomiche (Trino Vercellese, Caorso, Borgo Sabotino e Garigliano). Legambiente chiede esplicitamente che il Deposito unico di cui stiamo discutendo in questi giorni sia destinato ad accogliere unicamente le scorie a bassa e media intensità, che ospedali e centri di ricerca producono ogni giorno. Mentre per i rifiuti radioattivi più pericolosi la nostra associazione da sempre chiede l’individuazione di un Sito Europeo collegialmente condiviso dagli Stati Membri della UE», conclude Fausto Ferruzza, della Segreteria Nazionale di Legambiente.

 "Contro l'ipotesi del deposito di scorie nucleari in due siti della Toscana, occorre mettere da parte ogni contrapposizione politica e condurre una battaglia unitaria e bipartisan, per convincere il Governo Conte a trovare soluzioni diverse. La scelta delle campagne della Valdorcia e della Maremma è semplicemente inaccettabile". Lo dichiara il capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella, che ha presentato un'interrogazione dopo che, in base alla relazione tecnica, sono state individuate le aree idonee alla realizzazione del deposito unico nazionale per lo smaltimento di scorie nucleari. Tra le 67 aree indicate, due risultano essere aree toscane, precisamente tra Trequanda e Pienza (Siena) e a Campagnatico (Grosseto). "E' evidente - sottolinea Stella - che chi ha redatto la relazione tecnica non conosce la nostra regione. Altrimenti avrebbe saputo che la Valdorcia e i suoi scenari paesaggistici sono patrimonio Unesco, così come sono stupende le aree rurali di Campagnatico, tra le più belle e suggestive della Maremma toscana. Certe decisioni non possono essere calate dall'alto e imposte alle comunità locali. Il Governo nazionale ha il dovere di confrontarsi con le Regioni e avviare un percorso partecipativo. Questa è una scelta pensata e prodotta in spregio a qualsiasi principio di tutela del territorio, di valorizzazione del contesto paesaggistico, di gestione sostenibile delle risorse ambientali. Forza Italia è pronta a combattere questa battaglia insieme a tutte le forze politiche regionali, di maggioranza e di opposizione".

“La nostra Associazione, le imprese che ne fanno parte e tutte le persone che vivono e amano questo territorio, mai potranno accettare che venga rovinato, nella sostanza e nell’immagine, un patrimonio e soprattutto la vita delle persone che lo abitano”. E’ decisa la posizione di Confcommercio Siena in merito “Leggere che è stato individuato un sito per depositare scorie radioattive in provincia di Siena lascia increduli e sbigottiti – osserva il direttore Daniele Pracchia - Non si comprende quale mente possa aver concepito un simile abominio; sicuramente qualcuno che non si è preoccupato di capire la natura del territorio preso in considerazione”. “Una provincia carbon free da anni, un territorio apprezzato e conosciuto in tutto il mondo per la sua bellezza, i suoi centri pieni di storia, i suoi prodotti di eccellenza. Un territorio dove, prima del Covid, e sicuramente anche dopo, quando la pandemia potrà essere solo un brutto ricordo, i flussi turistici sono dettati proprio dai valori sopra richiamati, frutto del lavoro di generazioni che lo hanno modellato a rispettato. Questo rappresenta la Val d’Orcia e non solo” “Non c’è che dire, chi ha avuto questa pensata merita il premio Nobel dell’ignoranza, perché solo questo può spiegare l’elaborazione di una proposta aberrante come questa - sottolinea - La nostra Associazione, le imprese che ne fanno parte e tutte le persone che vivono e amano questo territorio mai potranno accettare che quattro teste d’uovo rovinino, nella sostanza e nell’immagine, un patrimonio e soprattutto la vita delle persone che lo abitano”.

"Come appreso dalla stampa nazionale, per la prima volta dopo sei anni, è stato pubblicato dalla società di Stato incaricata del decommissioning degli impianti nucleari l'elenco delle aree italiane individuate come quelle che potranno potenzialmente ospitare il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi italiani. Si tratta di 67 zone che soddisfano 25 criteri stabiliti cinque anni fa e riportati nella CNAPI, la carta delle aree potenzialmente idonee. In Toscana ne sono state individuate 3 come aree idonee per lo stoccaggio di scorie radioattive, nello specifico Pienza e Trequanda in provincia di Siena e Campagnatico in provincia di Grosseto. Ribadiamo il nostro forte e convinto NO dal territorio e siamo pronti a dare battaglia sia a livello regionale che nazionale affinché ciò non avvenga, schierandoci accanto ai Nostri Deputati Toscani, Mugnai, D'Ettore e Ripani." "Ricordiamo a questo Governo GialloRosso, che le zone individuate, sono Patrimonio Mondiale dell'UNESCO e costituiscono un valore ambientale unico al mondo. Come può un Esecutivo pensare a questi territori per un simile fine? Ma secondo quale logica? Ci chiediamo come sia possibile tanta scelleratezza! Come è possibile che aree sottoposte a vincoli paesaggistici possano essere ritenute idonee per costruirvi un deposito radioattivo? Tutto ciò è inammissibile, impensabile ed inaccettabile. Non si può pensare che aree ad alta vocazione agrituristica e paesaggistica, con produzioni di eccellenza, riconosciute a livello internazionale, possano diventare sito per deposito di rifiuti nucleari. Tutto ciò, caro Governo, andrebbe a vanificare decenni di politiche volte alla tutela dell'ecosistema e dell'agricoltura di qualità. Al Ministro dell'ambiente Costa che afferma " La Cnapi è un atto che il Paese aspettava da tempo....Oggi parte uno storico percorso..." rispondiamo che non faremo solo polemiche, ma alzeremo delle barricate per salvaguardare il nostro territorio. Non siamo il cassonetto della spazzatura di Nessuno. Nè ora, nè Mai. "

Redazione Nove da Firenze