Crollo del ponte sul fiume Magra: Rossi scrive al presidente del consiglio

L’opera era rientrata in competenza Anas a novembre 2018 dopo la gestione provinciale. Filca-Cisl: “Investire sulle infrastrutture per evitare altri disastri e vittime”. Legambiente: “Per la ripartenza del Paese non servono nuove autostrade o pedemontane, ma un piano per la messa in sicurezza del territorio a partire dalla rete nazionale dei viadotti”. Fattori: “investire in interventi di manutenzione, non in grandi opere inutili”. Stella (FI): "In Toscana ci sono 632 ponti a rischio, Regione e Governo intervengano". Scaramelli (Italia Viva): "Oggi Aulla, qualche settimana fa nel senese. Sblocchiamo subito i cantieri". La Pietra (FdI): "Specchio del malgoverno della sinistra e di Conte"


Firenze, 8 aprile 2020- Stamani sulla provinciale 70 in località Albiano, è crollato il ponte al confine tra la Liguria e la Toscana. Al momento del crollo vi erano due furgoni in transito che sono caduti con il ponte sul letto del fiume. Restava ferito l’autista di uno dei due furgoni mentre l’altro conducente non riportava lesioni.

La Regione Toscana appena appresa la notizia del crollo del ponte sul fiume Magra, tra Albiano e Caprigliola nel comune di Aulla, si è immediatamente attivata con la Protezione civile, in contatto costante con la protezione civile nazionale, per verificare le necessità urgenti e per capire se rendersi immediatamente operativa per la salvaguardia del buon regime idraulico del Magra. E’ stato attivato il dirigente del Genio civile Toscana Nord, ingegner Enzo Di Carlo, che è sul posto per verificare gli aspetti idraulici di propria competenza e per mettersi a disposizione subito di ANAS per una veloce ricostruzione.

Anas ha avviato una commissione di indagine per accertare la dinamica e le cause del crollo del ponte sul fiume Magra, lungo la ex Strada Provinciale 70 ora Strada Statale 330 tra le province di Massa Carrara e La Spezia.

La costruzione del ponte, costituito da una serie di cinque arcate in calcestruzzo con lunghezza complessiva di 258 metri, risale all’anno 1908, ricostruito nel secondo dopo guerra; l’opera, unitamente a tutta l’arteria, è entrata in gestione ad Anas a novembre del 2018, a seguito dell’emanazione del DPCM 20 febbraio 2018, recante una revisione complessiva della rete stradale di interesse nazionale e della rete stradale di interesse regionale, in particolare quella toscana. L’infrastruttura era, fino a tale data, gestita dalla Provincia di Massa e Carrara. A partire dal 2019, il ponte è stato oggetto di sopralluoghi e verifiche periodiche, anche rispetto a segnalazioni degli enti locali, che non hanno evidenziato criticità. Allo stato non è possibile ipotizzare le cause del crollo improvviso dell’intera struttura. Sono in corso di verifica, di concerto con gli Enti locali, percorsi di viabilità alternativa da attivare nell’immediato.

Stato di emergenza nazionale, per la strategicità dell’infrastruttura, e norme acceleratorie per una rapida ricostruzione dell’opera. Sono queste le principali richieste avanzate dal presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, in una lettera inviata al premier Giuseppe Conte. “Provvederemo – scrive il presidente – quanto prima a trasmettere le prime stime dei danni diretti e indiretti, ma riteniamo essenziale procedere con la massima celerità alla ricostruzione del viadotto”. Per questa ragione il presidente Rossi chiede al governo di adottare “specifiche disposizioni derogatorie e acceleratorie”, analogamente a quanto previsto per il crollo del ponte autostradale Polcevera a Genova, e di individuare un commissario straordinario, che il presidente suggerisce di individuare nell’amministratore delegato dell’Anas.

“Dopo il Ponte Morandi di Genova, crolla l'ennesimo ponte in Italia e questa volta in piena emergenza coronavirus. Le immagini del crollo del Ponte ad Albiano Magra sono davvero impressionanti e mostrano ancora una volta un'Italia fragile anche dal punto di vista infrastrutturale. In quest'ultima settimana si sta parlando molto e giustamente dell’exit strategy dall’emergenza coronavirus che il Paese dovrà mettere in campo per ripartire a livello economico e occupazionale. Ebbene la messa in sicurezza del nostro Paese, delle sue infrastrutture e del territorio deve essere una di queste priorità che il Governo deve mettere al centro della sua agenda politica. Non sono ammessi più ritardi. Si usi calcestruzzo e tondini per mettere in sicurezza la rete nazionale dei viadotti, e non per realizzare nuove autostrade o pedemontane. La ripartenza dell'Italia deve iniziare in primis dal suo territorio, tutelando al tempo stesso la vita delle persone, garantendo l'occupazione, puntando su semplificazioni e controlli e non su deregulation e far west”, così dichiara il Presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani.

“L’insegnamento del ponte Morandi non è servito evidentemente a nulla. Il ponte crollato oggi ad Albiano Magra, frazione del comune di Aulla in provincia di Massa-Carrara, era sotto osservazione. Stiamo parlando di un nodo cruciale nell’ambito degli spostamenti e dei trasporti e di un tratto strategico che collega la Toscana alla Liguria; senza contare che il ponte si trova in un contesto già critico per il dissesto idrogeologico e per altro di una zona sismica. Per fortuna il lockdown e l'isolamento forzato delle persone nelle proprie abitazioni per via dell’emergenza coronavirus ha evitato il verificarsi di una strage. La vera priorità per il nostro Paese deve essere la manutenzione delle infrastrutture e la messa in sicurezza del territorio, non il realizzare grandi e inutili opere. Inoltre è fondamentale che vengano realizzati monitoraggi e controlli capillari su tutto il territorio nazionale”, dichiarano Fausto Ferruzza, presidente Legambiente Toscana e Santo Grammatico, Presidente Legambiente Liguria.

"Gravissimo l’incidente avvenuto questa mattina in provincia di Massa Carrara dove un ponte in gestione di Anas Toscana è crollato causando il ferimento di un corriere di Brt e di un altro lavoratore . Solo le limitazioni alla circolazione previste in questi giorni per la vicenda Covid-19 hanno impedito che questo incidente si trasformasse in una vera e propria strage. Il ponte si trova in un tratto di strada ricompreso tra gli oltre 500 km di strade rientrati, nel 2018, nella gestione Anas -dichiarano Dalida Angelini (segretaria generale Cgil Toscana) e Monica Santucci (segretaria generale Filt Cgil Toscana)- Emerge oggi, in maniera drammatica, il problema più volte denunciato come Filt Cgil e Cgil Toscana della carenza di manutenzione della rete infrastrutturale viaria e della contestuale mancanza di un presidio fisico del territorio. Circa un anno fa è iniziata una vertenza con Anas sui chilometri di strada tornati in gestione all’Anas e sulla conseguente necessità di adeguare il personale per il controllo e la manutenzione degli stessi. La normativa è molto chiara in merito: occorre personale sufficiente ed adeguato ad effettuare le operazioni di controllo e manutenzione della rete. Questa vertenza si è conclusa in Prefettura di Firenze con la sottoscrizione di un accordo che prevedeva tantissime assunzioni necessarie proprio a svolgere quelle mansioni. Quell’accordo però non è stato rispettato nonostante nostri ripetuti interventi, l’ultimo il sei marzo scorso. Spiace dire che avevamo ragione a chiedere di essere ascoltati. Il tema delle manutenzioni e del controllo della rete stradale di questa regione deve essere una priorità per tutti e non un argomento da ricordare solo in queste tristi circostanze".

Più volte CNA FITA ha stigmatizzato la necessità di affrontare il tema infrastrutturale con urgenza, sottolineando in modo particolare la necessità di mettere in sicurezza il patrimonio infrastrutturale esistente con opere di manutenzione straordinaria, e continuerà a farlo in ogni sede e in ogni forma che avremo a disposizione: "La sicurezza di percorrere le nostre strade, specie per chi come il settore dell’autotrasporto lo fa per rendere un servizio indispensabile alla collettività, deve rappresentare un diritto irrinunciabile sul quale manterremo alta la nostra attenzione".

“Lo ribadiamo da tempo che le infrastrutture sono necessarie per la crescita e lo sviluppo del paese ma quanto accaduto stamani, sulle cui cause chiediamo una verifica certa e rapida, evidenzia ancora una volta il forte ritardo sullo sviluppo infrastrutturale del nostro Paese.” A dirlo sono i segretari della Filca-Cisl Toscana, Simona Riccio, e della Filca-Cisl Liguria, Andrea Tafaria. “Il Paese ha bisogno di partire dalle infrastrutture e dal rispetto del suolo e senza investimenti pubblici seri su questo fronte, lo sviluppo e la messa in sicurezza delle opere e del nostro territorio, non potrà avvenire, causando ulteriori disastri e vittime. E’ evidente che c’è un ritardo politico sulle piccole e grandi opere. Le risorse ci sono e immediatamente spendibili.” “Le opere pubbliche servono al Paese per migliorare la vita dei cittadini e ridurre quel costo aggiuntivo che limita la nostra capacità competitiva. La Toscana e la Liguria, come tutto il Paese, non possono più aspettare! Occorre passare dalle fase progettuali alle fase di realizzazione per interventi seri di ricostruzione di un tessuto infrastrutturale indispensabile per il nostro territorio, per lo sviluppo occupazionale e per la sicurezza dei cittadini.”

"Il crollo del viadotto Albiano nel Comune di Aulla in provincia di Massa Carrara è l'ennesimo disastro della gestione delle infrastrutture italiana, che se non fosse avvenuto in questo particolare momento avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia pesantissima. Un fatto che, dopo il crollo del ponte Morandi e molti altri casi di incuria e fragilità, dimostra totale inadeguatezza del sistema: presenteremo un'interrogazione urgente per fare chiarezza sulle responsabilità. Serve rapidità e decisione: non si possono lasciare in mano le infrastrutture a chi mette a rischio la vita dei cittadini". Lo afferma il deputato di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli. "In una lettera che seguiva ad un sopralluogo del novembre scorso - sottolinea Donzelli - Anas aveva assicurato, nero su bianco, che il viadotto 'non presenta al momento criticità tali da compromettere la sua funzionalità statica'. Oltre ai gravi fatti di cronaca a cui abbiamo purtroppo assistito, da varie zone della Toscana e di tutta Italia i cittadini segnalano crepe, anomalie, mancanza di manutenzione. In questo contesto che nessuno provi a correlare questo fatto all'emergenza sanitaria che stiamo vivendo - conclude Donzelli - l'Italia ha bisogno di un piano serio per le infrastrutture che garantisca sicurezza ai cittadini".

"Esprimo la mia vicinanza e di Fratelli d'Italia a chi è rimasto coinvolto nel crollo del ponte di Albiano, un asse strategico che collega la Sp70 con la Sp62, al confine tra Liguria e Toscana, e che era stato controllato non più tardi del 3 novembre scorso ed era stato dichiarato sicuro dall’Anas. Viene da chiedersi se, dopo il crollo del Ponte Morandi, il presidente Conte ed i ministri alle Infrastrutture che si sono succeduti abbiano proceduto ad una attenta e doverosa analisi della situazione nazionale e degli interventi urgenti da fare per mettere in sicurezza il sistema infrastrutturale della Toscana e dell’Italia tutta. Ma la prima considerazione va alle dichiarazioni di Renzi, che invoca lo sblocco dei cantieri. Qui non si tratta di sblocco. Il Pd è il principale responsabile della situazione di insicurezza e di pericolo delle strade da quando ha deciso di chiudere le province. Una scelta scellerata che ha portato e sta portando al disastro sia le strade e sia le scuole superiori ormai da anni abbandonate senza una serie manutenzione. L’auspicio è che il governo si renda conto della situazione attuale, visto che fino ad ora non se ne è ancora reso conto e che, anche in un’ottica di rilancio della Nazione, alla luce della grave situazione che stiamo vivendo, possa mettere in atto un programma di opere infrastrutturali capaci di rilanciare l’economia e mettere in sicurezza i nostri cittadini. Rendere sicure ed efficienti le nostre infrastrutture è un dovere ed una necessità, per proiettarci nel futuro con una visione che non sia solo e sempre subordinata a 'conticini' economici da terzo mondo, ma adeguata ad una sesta potenza mondiale quale è l'Italia". Lo dichiara il senatore di Fratelli d'Italia, Patrizio La Pietra.

“Prima il ponte Morandi di Genova, adesso quello di Albiano: quanti altri viadotti, ponti e cavalcavia devono crollare prima che si capisca, anche in Toscana, quali sono le reali priorità infrastrutturali? Noi andiamo ripetendo da sempre, inascoltati, che invece delle grandi opere inutili tanto care al Pd e alla destra, come l’autostrada Tirrenica o l’ampliamento dell’aeroporto di Firenze, servono piuttosto interventi di manutenzione sulle infrastrutture di prossimità e per la messa in sicurezza del territorio dal dissesto idrogeologico”. È quanto ha affermato il candidato presidente della Regione per Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori, commentando la notizia del crollo. “Nel novembre scorso l’Anas aveva effettuato un controllo d’emergenza sul ponte, in seguito alla segnalazione di una vistosa crepa sul viadotto notata da alcuni viaggiatori. Anas aveva assicurato che tutto era a posto e non aveva sospeso la viabilità. Oggi si è sfiorata l’ennesima tragedia dovuta a incuria e abbandono”, ha aggiunto Fattori. “La Regione deve abbandonare immediatamente tutti i progetti di grandi opere dannose per l’ambiente e per la salute destinando più risorse al riassetto idrogeologico del territorio e alla manutenzione di ciò che esiste già ma si trova in condizioni di degrado e abbandono. E’ un modo per creare lavoro e garantire sicurezza”.

"Il crollo del ponte di Caprigliola è un drammatico campanello d'allarme, che ci ricorda che ci sono 632 ponti, cavalcavia e viadotti della Toscana che necessitano interventi a priorità urgente o alta, e messi in sicurezza, su un totale di 1845 opere infrastrutturali della nostra regione che vanno monitorate. Enti locali e Governo si devono attivare immediatamente per reperire i fondi e approntare un crono-programma dei lavori, la sicurezza degli automobilisti è una priorità assoluta: ci aspettiamo risposte celeri da parte delle autorità competenti". Lo afferma il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella (Forza Italia), commentando il crollo del ponte stradale di Caprigliola sul fiume Magra, al confine tra Liguria e Toscana, in località Albiano Magra (Massa Carrara). "Occorre un piano di azione urgente delle Istituzioni locali e nazionali - è l'invito di Stella - per trovare le risorse necessarie a portare avanti questo processo di progressiva messa in sicurezza delle infrastrutture, e riuscire a non arrivare a situazioni di reale emergenza che prevedano la chiusura o la limitazione del transito. Non possiamo sottovalutare l'allarme lanciato già lo scorso anno dagli esperti dell'Università di Pisa, da cui risulta che c'è un tarlo che sta erodendo i ponti toscani. Un bug di progettazione con cui è stato costruito oltre il 95% dei piccoli e medi cavalcavia e sovrappassi in tutta la regione fra gli anni '60 e '70, e che da tempo costringe Comuni, Prefetture, Province a chiuderli o a interdirli ai mezzi pesanti proprio per il rischio di crolli".

"Oggi Aulla in provincia di Massa Carrara, qualche settimana fa nel senese, a Radicofani. Non possiamo aspettare altri crolli. Il piano Italia Shock e le proposte per la Regione contenute nel piano Toscana Shock sono pronti da mesi. Apriamo subito questi cantieri, sblocchiamo le risorse. Se non ci muoviamo velocemente il rischio che corriamo sarà troppo alto, piangere vittime insieme ai piloni dei ponti che crollano". A dirlo Stefano Scaramelli, capogruppo di Italia Viva in Consiglio regionale, che domani presiederà in streaming la seduta della Commissione sanità e politiche sociali. La convocazione della seduta in videoconferenza è stata fissata per esaminare e votare una lunga serie di atti, mozioni, ordini del giorno e proposte di risoluzione che hanno tutti come oggetto l’emergenza coronavirus e le iniziative da intraprendere in campo sanitario e sociale.

"Paradossalmente, almeno stavolta, il blocco da Coronavirus è stato di aiuto; il ponte crollato è un collegamento molto importante per tutto lo spezzino, e molto transitato. In condizioni normali ci sarebbero state probabilmente conseguenze molto gravi in termini di vite umane.Tra l'altro gli abitanti avevano già più volte segnalato i problemi del ponte, con la presenza di alcune crepe la cui presenza aveva sollevato preoccupazioni -commenta Giampaolo Giannelli, Vice Coordinatore Provinciale Forza Italia con delega Trasporti ed Infrastrutture- Quanto accaduto deve portare ad un’attenta riflessione sulla situazione della nostre infrastrutture, della Liguria, della Toscana, dell'Italia intera. Ricordiamo infatti gli ultimi episodi in ordine di tempo: crollo del viadotto sul fiume Paglia lungo la strada regionale 2 Cassia al confine tra i Comuni di Radicofani e Abbadia San Salvatore, nel senese, il 2 marzo di quest'anno. Appena 1 mese prima, nel mese di febbraio, uno tra i viadotti considerati pericolosi, sulla FI-PI-LI, all'altezza di Gello, tra Pontedera e Ponsacco, era stato chiuso per motivi di sicurezza.In Toscana, tra gli altri, resta nella lista dei cavalcavia e ponti considerati pericolosi il Ponte Vespucci, a Firenze. Ma preoccupazioni destano anche le condizioni del Viadotto dell'indiano, che a detta di alcuni esperti necessita di opportune verifiche sullo stato strutturale.Alcuni residenti del Mugello, preoccupati, ci hanno inoltre inviato la foto, che allego, del nuovo viadotto costruito da pochi anni a Barberino di Mugello, snodo cruciale dell'A1, e che, considerata la giovane età costruttiva, non sembra, almeno dalla foto, in condizioni ottimali.Occorre quindi che ANAS, Autostrade per l'Italia, tutti i concessionari, in concorso con le Amministrazioni, procedano urgentemente alla stesura di un piano di verifica sullo stato di ponti e viadotti, iniziando da quelli già nella "black list" dei pericolosi, anche in Toscana, ma estendendolo poi a tutti i ponti ed i viadotti, sia in Toscana che in Italia, per garantire al meglio la sicurezza dei cittadini. Perchè quanto accaduto oggi non è più tollerabile. e certo lasciano di stucco le dichiarazioni del Presidente della Regione Enrico Rossi che sostiene che quanto accaduto oggi è la prova che le strutture del nostro territorio sono in disfacimento. Ci chiediamo perchè, se questo era il pensiero del Presidente Rossi, non si sia attivato prima, con gli enti preposti, per imporre attente verifiche strutturali".

"Troppa disattenzione per i problemi idrogeologici e la cura del territorio che andrebbe assicurata anche con un puntuale ed efficace impiego del personale a disposizione -ha dichiarato il segretario generale del Libero Sindacato di Polizia, Antonio de Lieto- Nel caso specifico è lecito chiedersi, con quali criteri il ponte crollato, è stato costruito e quando è stato controllato e verificato? Troppi casi di smottamenti, frane, crolli, cedimenti vari: l’Italia sembra veramente una groviera".

Redazione Nove da Firenze