Covid-19: tre ambulanze delle Misericordie trasformate in Centri mobili di rianimazione

Grazie al contributo di Fondazione Cr Firenze. Ostetricia, novità a Firenze e Provincia. Fondazione Italia in Salute, lettera al Governo.


Firenze, 23 marzo 2020 - Tre ambulanze della Federazione regionale delle Misericordie della Toscana sono state trasformate in 'Centri mobili di rianimazione' per malati di coronavirus grazie ad una serie di apparecchiature che sono state acquistate col contributo di Fondazione CR Firenze. In ciascun mezzo è stato infatti allestito un letto mobile di rianimazione dotato di ventilatori polmonari, pompe ad infusione e defibrillatore, predisposto per il bio-contenimento ad alta intensità, come lo sono i letti di rianimazione presenti negli ospedali. Ciò consentirà di trasportare nella massima sicurezza i malati di coronavirus tra e verso i reparti di terapia intensiva della Toscana o da un pronto soccorso ad altri reparti. La prima ambulanza è già stata attrezzata e le altre due lo saranno entro pochi giorni e sono i primi mezzi di questo tipo presenti in Toscana.

“La generosità delle Misericordie - ha dichiarato il Presidente della Federazione regionale delle Misericordie della Toscana Alberto Corsinovi - , congiunta all’altrettanto ammirevole generosità di Fondazione CR Firenze, ha permesso in tempi rapidissimi di aggiungere questo tassello mancante e importantissimo alla catena dell’assistenza ai malati di Covid in Toscana''.

''Abbiamo accolto immediatamente - ha detto il Presidente della Fondazione CR Firenze Luigi Salvadori - la richiesta che è pervenuta dalle Misericordie toscane, consapevoli dell'importanza assoluta di queste apparecchiature. E' anche un primo risultato tangibile dell'efficacia della campagna di ascolto che abbiamo avviato con le realtà del Terzo Settore che operano sul territorio e che ci consente di rispondere in maniera puntuale alle varie urgenze che ci vengono presentate''.

Tutto il mondo sanitario sta vivendo un momento di grande responsabilità. "Il presente scenario di crisi legato alla diffusione del Coronavirus, specie in alcune zone del nostro Paese, impone la necessità di un nuovo modello di responsabilità sanitaria che sappia rispondere in maniera adeguata all'emergenza in atto. Il coraggio di chi mette in gioco la propria vita deve essere plaudito e tutelato. Per questo, insieme a Federsanità e Fiaso, abbiamo proposto ai ministri Speranza e Bonafede una nuova regola che, in termini netti, calibri e limiti la responsabilità civile e penale di coloro i quali, responsabilmente, fronteggiano la presente drammatica emergenza".

Questa proposta, annunciata da Federico Gelli, presidente della Fondazione Italia in Salute, è stata inviata in una lettera lo scorso 21 marzo ai ministri di Giustizia e Saute, rispettivamente Roberto Speranza e Alfonso Bonafede.

"E’ il concetto stesso di emergenza, mai come adesso invocabile, a marcare la differenza, rendendo oltremodo difficili anche le cose facili e ponendo in perfetta connessione la colpa grave, e la regola di responsabilità prevista dell'operatore sanitario, con le difficoltà endemiche di una urgenza terapeutica che, nel caso del Covid 19, a tutt’oggi neppure conosce coordinate certe", spiega Gelli.

"Nella nostra proposta si è così introdotto il limite della colpa grave, intendendosi per tale non un riferimento astratto ma (solo ed unicamente) la macroscopica e ingiustificata violazione dei principi basilari che regolano la professione sanitaria o dei protocolli o programmi emergenziali eventualmente predisposti per fronteggiare la situazione emergenziale. Inoltre, al fine di valorizzare le particolari anomalie riconducibili all'emergenza si è prevista la necessità di tener conto della grave ed eventuale sproporzione tra le risorse umane e materiali disponibili e il numero di pazienti su cui è necessario intervenire (ove non previamente e tempestivamente ovviabile). Così pure del carattere eterogeneo della prestazione svolta in emergenza rispetto al livello di esperienza e di specializzazione del singolo operatore", conclude il presidente della Fondazione Italia in Salute.

Per quanto riguarda i servizi di ostetricia, i controlli, le ecografie di protocollo, le consulenze per le donne incinte e tutto quanto riguarda il percorso per le interruzioni di gravidanza, sono attivi anche in questi giorni e continueranno a funzionare secondo le consuete modalità in tutte le strutture della Asl Toscana centro attraverso percorsi sicuri e garantiti.

Tuttavia per ottemperare alle disposizioni sulle distanze secondo le raccomandazioni per il Covid-19, l’Azienda per la sola zona di Firenze e provincia ha provveduto a bloccare temporaneamente (fino al 3 aprile) le agende Cup relative alle prenotazioni nei consultori al fine di effettuare una riprogrammazione per evitare possibili situazioni di sovraffollamento.

Questo non cambia niente per chi ha già la prenotazione mentre potrebbero esserci difficoltà per le nuove prenotazioni fino a tale data: in tal caso, e in particolare per le certificazioni in gravidanza, le prenotazioni continuano ad essere effettuate ma attraverso modalità diverse dal Cup e, cioè, o contattando direttamente il consultorio di riferimento (qui per info) o inviando una email, in base al proprio territorio di appartenenza,ad uno dei seguenti indirizzi di posta elettronica corrispondenti ai presidi principali:

consultorio.mugello@uslcentro.toscana.it;
consultorio.grassina@uslcentro.toscana.it;
ostetriche.sestofiorentino@uslcentro.toscana.it;
ostetriche.scandicci@uslcentro.toscana.it;
ostetriche.dannunzio@uslcentro.toscana.it.


A questi indirizzi email è possibile scrivere anche per avere informazioni.

L’accesso ai consultori è riservato solo a chi deve usufruire direttamente dei servizi. Si pregano i cittadini di presentarsi senza accompagnatore. Si raccomanda, inoltre di evitare di accedere ai consultori se sono presenti febbre e disturbi respiratori.

Si ricorda che proseguono le vaccinazioni pediatriche e per le donne in gravidanza, mentre, salvo particolari urgenze, sono sospese quelle per adulti e quelle legate ai viaggi.

A Prato è sospesa l’attività ambulatoriale di reumatologia presso l’Edificio 1 ex Palazzina malattie infettive di via Cavour 87. Saranno garantite le urgenze, su richiesta del medico curante, presso gli ambulatori di Villa Fiorita in via Antonio Angiolini n 15/a Prato (zona mercato nuovo). Il medico di famiglia potrà mettersi in contatto telefonico al numero 0574 – 4891214. I pazienti che stanno effettuando terapie saranno contattati personalmente dagli operatori di reumatologia.

Redazione Nove da Firenze