Rubrica — Agroalimentare

Coronavirus: via libera del Governo alla vendita di piante e fiori

Svolta importante per vivaisti e coltivatori. Sono 3.300 le aziende in Toscana, di cui 2.060 vivaistiche e 1.900 floricole. Cenni, Taricco, Incerti (Pd) su floricolo: “Bene chiarimento vendita fiori e piante. Adesso si lavori per sostegno al settore”


"Il grido di allarme levatosi in questi giorni dal settore florovivaistico non è rimasto inascoltato. Semi, piante, fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti, potranno essere prodotti, trasportati e venduti in tutti i negozi dedicati". Così con un Tweet di poco fa il ministro all'Agricoltura Teresa Bellanova sottolinea la svolta decisa dal Governo.

In sostanza c'è il via libera alla vendita di piante e fiori in supermercati, mercati, punti vendita e vivai con il chiarimento del Governo che ha pubblicato sul sito la FAQ, nella quale si precisa che “la vendita di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti, ammendanti e di altri prodotti simili è consentita”, dopo la lettera del presidente di Coldiretti Prandini al Premier Conte. Nella nota – sottolinea la Coldiretti – si precisa che “l’art. 1, comma 1, lettera f), del Dpcm del 22 marzo 2020 ammette espressamente l’attività di produzione, trasporto e commercializzazione di “prodotti agricoli”, consentendo quindi la vendita anche al dettaglio di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti etc. Peraltro – continua il testo - tale attività rientra fra quelle produttive e commerciali specificamente comprese nell’allegato 1 dello stesso Dpcm “coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali”, con codice ATECO “0.1.”, per le quali è ammessa sia la produzione sia la commercializzazione. Deve conseguentemente considerarsi ammessa – si conclude - l’apertura dei punti di vendita di tali prodotti, ma in ogni caso essa dovrà essere organizzata in modo da assicurare il puntuale rispetto delle norme sanitarie in vigore”.“Lanciamo ora un appello alla grande distribuzione, ai mercati e a tutti i punti vendita aperti affinché promuovano la vendita di fiori e piante Made in Toscana perché fiori e piante tricolore aiutano a vincere la paura e portano felicità nelle case e nelle nostre vite. Invitiamo tutti cittadini ad adornare i balconi, le finestre, dando un segnale positivo al mondo, perché il fiore è il simbolo della resilienza e della voglia dei pugliesi di non farsi sopraffare dalla paura”, afferma Fabrizio Filippi presidente di Coldiretti Toscana chiedendo l’adesione alla campagna #nonfermiamolaprimavera #balconifioriti.Il chiarimento del Governo è un risultato importante perché il settore florovivaistico sviluppa una Produzione Lorda Vedibile in Toscana di 800 milioni di euro con un risvolto occupazione di oltre 1 milione di giornate di lavoro, su una superficie complessiva di 6500 ettari per un totale di circa 3500 imprese.

Il risultato dell’emergenza con il blocco delle vendite è stato di quasi un miliardo di fiori e piante appassiti e distrutti nei vivai in Italia dove – riferisce la Coldiretti – sono crollati gli acquisti di fiori recisi, di fronde e fiori in vaso, le produzioni tipiche della primavera e si sono fermate anche le vendite e l’export di alberature e cespugli, in un periodo in cui per molte aziende si realizza oltre il 75% del fatturato annuale, grazie ai tanti appassionati dal pollice verde che con l’aprirsi della stagione riempiono di piante e fiori case, balconi e giardini.Nel pieno rispetto di tutte le disposizioni sulle restrizioni per contenere il contagio i vivai ma continuano a lavorare per garantire la massima qualità di piante e fiori italiani e – conclude la Coldiretti - si stanno organizzando per fare consegne a domicilio, con contatti per telefono o mail, per consentire agli italiani di restare a casa senza rinunciare all’emozione di stare a contatto con la natura.

Una importante boccata d‘ossigeno per tutto il settore da settimane allo stremo, una grande vittoria della Cia e dell’Associazione Florovivaisti Italiani, che fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria Coronavirus si sono mobilitati verso le istituzioni nazionali ed europei per le sorti dell’intero comparto. E’ arrivato dopo tanto lavoro, incontri e richieste – sottolinea la Cia Toscana – una risposta positiva da parte del Governo. Sono 3.300 le aziende in Toscana, di cui 2.060 vivaistiche e 1.900 floricole, molte lo sono entrambi, e con un fatturato annuo di 900 milioni di euro, pari ad un terzo dell’intera produzione agricola regionale. 940 di queste aziende sono associate alla Cia Agricoltori Italiani della Toscana.

«La risposta del governo – sottolinea il presidente Cia Toscana Luca Brunelli – rappresenta un primo punto di ripartenza per le aziende florovivaistiche, quelle che con l’inizio dell’emergenza sanitaria stanno vivendo le difficoltà maggiori. Basti pensare alla sospensione di tutte le cerimonie civili e religiose, e un atteggiamento ostile degli importatori esteri. Oggi con la possibilità di riaprire i punti vendita e di poter vendere piante e fiori anche al dettaglio il settore può provare a ripartire. Come Cia Toscana ci siamo battuti per questo ed oggi una prima risposta positiva. Abbiamo anche chiesto l’istituzione di un fondo specifico per rispondere alla crisi del mercato e al mancato reddito. Fondamentale sarà che l’Europa garantisca il giusto supporto e misure straordinarie al settore agroalimentare che, nell’emergenza Coronavirus, si conferma strategico per assicurare cibo sano e sicuro ai cittadini di tutta l’Ue».

Arriva, approfondendo, dalle FAQ (le Frequently Asked Questions, le domande più frequenti sull’argomento) sul sito del Governo, una risposta importantissima per il mondo del florovivaismo italiano.

DOMANDA: Il nuovo Dpcm del 22 marzo prevede che sia sempre consentita l’attività di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna, tra l’altro, di prodotti agricoli e alimentari. La vendita di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti, ammendanti e di altri prodotti simili è consentita?
RISPOSTA: Sì, è consentita, in quanto l’art. 1, comma 1, lettera f), del Dpcm del 22 marzo 2020 ammette espressamente l’attività di produzione, trasporto e commercializzazione di “prodotti agricoli”, consentendo quindi la vendita anche al dettaglio di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti etc. Peraltro tale attività rientra fra quelle produttive e commerciali specificamente comprese nell’allegato 1 dello stesso Dpcm “coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali”, con codice ATECO “0.1.”, per le quali è ammessa sia la produzione sia la commercializzazione. Deve conseguentemente considerarsi ammessa l’apertura dei punti di vendita di tali prodotti, ma in ogni caso essa dovrà essere organizzata in modo da assicurare il puntuale rispetto delle norme sanitarie in vigore.

A metà dicembre Teresa Bellanova aveva fatto visita al Distretto vivaistico di Pistoia e Luca Magazzini, presidente dell’Associazione vivaisti italiani, aveva espresso «piena sintonia con l’approccio al florovivaismo del ministro».

“Apprezziamo lo sforzo di chiarezza che il Governo ha fatto pubblicando la FAQ che in modo netto specifica come fiori, piante, sementi possano essere venduti. Ciò significa che la GDO può continuare a tenere i propri corner e si può riaprire un canale commerciale che in alcune realtà si era chiuso. Nelle scorse settimane lo abbiamo ripetutamente sollecitato come Pd e siamo felici del risultato ottenuto grazie all’impegno di tutti”. Lo dichiarano Susanna Cenni, vicepresidente della commissione agricoltura della Camera e responsabile agricoltura per il Pd e i capo gruppo in commissione agricoltura di Senato e Camera Mino Taricco e Antonella Incerti. “Ovviamente non è sufficiente a mettere in sicurezza il comparto. In queste ore stiamo lavorando comunque per emendamenti che consentano l’estensione dei provvedimenti di alleggerimento di oneri e spese, e dovremo intervenire sui danni già subiti dal settore, anche modificando norme di accesso agli aiuti e allo stesso fondo di solidarietà – concludono i parlamentari del Pd - Il settore floricolo è una delle eccellenze della nostra produzione agricola. Parliamo di decine di migliaia di imprese e addetti, di realtà territoriali interamente dedicate a questa economia. Siamo certi che si migliorerà utilmente il Cura Italia, e si interverrà nei prossimi provvedimenti”. 

Agroalimentare — rubrica a cura di Antonio Patruno

Antonio Patruno

Antonio Patruno — Giornalista professionista. Ha lavorato a La Nazione e poi alla redazione del Giornale della Toscana. Ha studiato Lettere classiche all'Università degli Studi di Firenze

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