"Coronavirus, le colpe di Oms e Cina"

Aodi (pres. Ass. Medici stranieri in Italia) a Radio Cusano Campus: “Oms e Cina hanno colpe enormi nel ritardo della comunicazione del virus. A novembre-dicembre 2019 alcuni miei colleghi già parlavano di Coronavirus. Non sono convinto che sia di origine naturale"


Foad Aodi, presidente dell'Associazione Medici di origine Straniera in Italia, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

L’Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) e l’Unione Medica Euro Mediterranea (Umem) insieme al Movimento Internazionale Transculturale Interprofessionale Uniti per Unire, si rivolgono all’Organizzazione Mondiale della Sanità ponendo 6 domande, augurandosi di avere risposte nell’interesse della Salute Globale e della stessa OMS. “A novembre-dicembre del 2019 alcuni miei colleghi già parlavano di Coronavirus –ha affermato Aodi-. Abbiamo chiesto ufficialmente un’indagine internazionale indipendente sulla morte del medico cinese e dei suoi colleghi che hanno annunciato per primi l’esistenza del virus. L’Oms non è indipendente né politicamente, né economicamente, né dal punto di vista scientifico. Oms e Cina hanno colpe enormi nel ritardo della comunicazione del virus e non voglio entrare nel merito dell’origine del virus, ma non sono convinto che sia di origine naturale. Vogliamo chiarezza, vogliamo combattere il Coronavirus in maniera adeguata. Sono morti tanti medici e continuano a morire nel mondo, cosa fa l’Oms per tutelare questi medici. Dal 16% al 20% nel mondo i contagiati sono professionisti della sanità. Il vaccino deve essere un bene pubblico globale. Non è possibile che solo i Paesi ricchi abbiano il vaccino perché pagano. Se ci sarà un vaccino, vogliamo che sia disponibile per tutti. L’UE è debole, non ha una voce forte dal punto di vista sanitario. C’è una guerra Usa-Cina-Russia, c’è la partita nei Paesi del Golfo con l’Iran, la politica va per i suoi interessi sacrificando il diritto alla salute. Chiediamo invece un’alleanza internazionale. Non sono fiducioso sul vaccino. La partita delle case farmaceutiche non va trascurata. Non sono disponibili a investire per produrlo, loro puntano molto sui farmaci delle patologie croniche e delle patologie di anzianità perché quelli ci sono e rimangono. Per il vaccino le case farmaceutiche vogliono i finanziamenti”.

Redazione Nove da Firenze