Coronavirus: Firenze chiude anche le Cascine e tutti i grandi parchi

Nardella stamani a Radio1: "Nel fine settimana troppe passeggiate, spesso poco solitarie. Ora non si può più scherzare". Controlli agli ingressi con pattuglie anche di volontari. "Toscana linea Maginot del contagio. Il modello del super regionalismo ha mostrato tutta la sua debolezza. Serve uno Stato centrale forte". Appello ad Arcuri: "Qui c'è bisogno assolutamente di mascherine e dispositivi medici"


(DIRE) Firenze, 16 mar. - "Ora non si può più scherzare" e a Firenze arriva l'ordinanza che chiude anche i grandi parchi come le Cascine o l'Albereta. "Abbiamo già chiuso 56 giardini, ma a questo punto" scatta lo stop anche sui 'polmoni' verdi non delimitati da cancellate. Per questo "controlleremo lungo i confini e agli ingressi con pattuglie" della municipale e con "volontari, protezione civile e l'aiuto, spero, anche delle forze dell'ordine". Lo spiega il sindaco Dario Nardella, intervenendo a 'Radio 1'. La scelta è arrivata dopo un fine settimana all'insegna delle troppe passeggiate, spesso poco solitarie. Una situazione che scalda il sindaco: "Non riesco a comprendere come ancora possa continuare questo comportamento" che riguarda la "minoranza delle persone". Per il primo cittadino, infatti, "la stragrande maggioranza sta capendo la gravità della situazione, a Firenze e mi pare in tutta Italia".

Sempre Nardella ma a Omnibus su La7: "In Toscana verosimilmente tra un paio di giorni arriveremo a mille contagi" da coronavirus e "nell'area fiorentina siamo intorno al 20% di questi numeri. Direi che la Toscana è un po' la linea Maginot del contagio, perché è la prima regione scendendo da Nord ad avere numeri contenuti".
"Per fortuna - aggiunge- il sistema sanitario toscano in questi anni ha investito molto sulle strutture di terapia intensiva e sub-intensiva" e "abbiamo un numero sufficiente di posti che ci permettono di assorbire i casi più seri. Devo dire però che, come tutti gli ospedali, stiamo risentendo molto dell'assenza di mascherine e in generale dei dispositivi che mettono al sicuro" medici e infermieri. Il bisogno di dispositivi sanitari di protezione, quindi, "è la prima cosa: mi auguro che lo Stato faccia il possibile e ieri più volte mi sono sentito con Domenico Arcuri, il nuovo super commissario, perché qui c'è bisogno assolutamente di mascherine e di dispositivi medici, prima di tutto per gli ospedali, poi anche per tutte le altre persone che lavorano necessariamente a contatto con il pubblico; penso alla polizia municipale o ai volontari che portano la spesa a casa degli anziani".
Nardella, infine, finira' la quarantena obbligatoria venerdì (scattata per essere stato a stretto contatto con il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, positivo al covid-19), "anche se credo continuerò a stare il più possibile a casa non solo per dare il buon esempio, ma perche' grazie alle tecnologie mi sono organizzato". Così, dice, "si puo' lavorare molto e non ho mai smesso si rimanere in contatto con i miei collaboratori e cittadini. Per fortuna sto bene, non ho sintomi e non ho fatto il tampone".

Inoltre, Nardella fa una cosiderazione politica: "Credo che l'esperienza drammatica dell'epidemia" da coronavirus "ci servirà anche a rivedere profondamente il sistema politico e istituzionale del Paese, perché quando c'è un'emergenza nazionale ci vuole una struttura gerarchica e verticale.  Per molti anni, io stesso, abbiamo esaltato il federalismo e il regionalismo spinto. Ma ora più che mai ci rendiamo conto che nel settore più prezioso del Paese, quello della sanità, il modello del super regionalismo stia mostrando tutte le sue debolezze. Ho contato circa 200 ordinanze regionali" fatte dai vari governatori "e non ce n'è una uguale all'altra. Soprattutto nei primi giorni del contagio, ogni regione ha avuto una sua politica". Allargando il campo, poi, il sindaco si sofferma sul ruolo dell'Europa: "Dopo aver perso la sfida del terrorismo e quella dell'immigrazione, se non si da' una mossa perde anche la sfida della lotta all'epidemia" perché "debole". Un'Unione in cui prevalgono gli Stati, ragiona, e "dove tutte le politiche, incluse quelle economiche, sono pesantemente condizionate dalle volontà nazionali. E il risultato è questo: l'Austria ha chiuso le frontiere con l'Italia, la Germania con la Francia". Per questo "la pandemia e' l'ultima spiaggia per decidere se vogliamo un'Europa davvero forte, dove pero' gli Stati cedono un po' di sovranita'".

Questa la nota comunale arrivata nel primo pomeriggio:

Firmata l’ordinanza del sindaco Nardella. Dopo i 56 giardini dotati di cancelli, arriva la chiusura anche per i parchi non recintati. Soppresse le fermate T1 ‘Cascine’ e delle linee Ataf dentro il parco. Sospeso il mercato anche per alimentaristi. Sanzioni per chi non rispetta i divieti

Chiusi tutti i parchi cittadini. Dopo i 56 giardini e parchi dotati di cancelli chiusi da giovedì scorso, chiudono da oggi anche tutti quelli non recintati. La nuova stretta per contenere il più possibile il diffondersi del Coronavirus, arriva con l’ordinanza di oggi del sindaco Dario Nardella e fa seguito al provvedimento del 12 marzo scorso sulla chiusura dei giardini recintati e agli appelli al rispetto delle regole di non assembramento da parte i cittadini. Nonostante tali misure, tantissimi cittadini hanno continuato ad affollare i parchi fiorentini, in particolare le Cascine.

L’elevata frequentazione del parco delle Cascine, rilevata dalla polizia municipale, è confermata anche dal numero di accessi alla rete wifi dall’hotspot di zona che ha fatto registrare un picco negli ultimi giorni.

Con la chiusura del parco delle Cascine, sono inoltre soppresse fino al termine dell’emergenza la fermata T1 ‘Cascine’ della tramvia e le fermate delle linee Ataf all’interno del parco.

Nel dettaglio, l’ordinanza del sindaco, oltre a ribadire tutte le disposizioni del dpcm e i relativi divieti di assembramento, prevede fino alla cessazione dell’emergenza Covid 19:

il divieto di accesso e circolazione nei parchi pubblici del Comune di Firenze ad accesso libero; la chiusura di tutte le aree ad accesso regolamentato (parchi, giardini pubblici, aree cani, aree gioco e impianti sportivi a libera fruizione con accesso regolamentato); la soppressione della fermata della linea tramviaria T1, interna al Parco delle Cascine, denominata “Cascine - Olmi”, in entrambe le direzioni; la soppressione delle fermate delle linee del trasporto Ataf all’interno del Parco delle Cascine; il divieto di transito veicolare privato all’interno delle cosiddette aree ad accesso libero. Viene inoltre sospeso il mercato settimanale delle Cascine, anche per la parte relativa ai banchi alimentari finora rimasti attivi. Pertanto, oltre a quanto già stabilito dall’ordinanza dell’11 marzo per i mercati di generi vari, nell’area del parco delle Cascine saranno sospese anche le attività di commercio su area pubblica di generi alimentari (quindi il mercato settimanale delle Cascine che si svolge normalmente il martedì).

Le mancata osservanza dei divieti comporta l’erogazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 25 euro a 500 euro, oltre che l’integrazione del reato di ‘Inosservanza dei provvedimenti dell'Autorità’.

Redazione Nove da Firenze