Rubrica — Spettacolo

Concerto di Befana con l'Orchestra dell'ISSM "L. Boccherini"

Mercoledì 6 gennaio alle 16 su RTV38 e alle 21 su NoiTV


L’Istituto superiore di studi musicali “L. Boccherini” di Lucca inizia il 2021 con un grande concerto nella bella chiesa di S. Francesco. Mercoledì 6 gennaio, infatti, andrà in onda il “Concerto dell’Epifania”, con l’orchestra al gran completo diretta come sempre dal M° Gian Paolo Mazzoli. Il conservatorio lucchese ha dovuto a malincuore rinunciare a un evento in presenza, ma non ha voluto lasciare il suo pubblico senza la tradizionale iniziativa di Befana, che per l’occasione avrà un respiro regionale e sarà trasmessa da RTV38 alle 16 e da NoiTV alle 21.

Una grande esibizione, organizzata con la collaborazione dell'Associazione Musicale Lucchese, il patrocinio del Comune di Lucca, il sostegno della Fondazione Cassa di risparmio di Lucca e la partecipazione straordinaria dello scrittore, giornalista e storico della musica Sandro Cappelletto nella veste di narratore. Sarà proprio Cappelletto, infatti, ad accompagnare il pubblico attraverso il ricco programma proposto per l’occasione.

Ad aprire il concerto sarà la celebre Ouverture da Hänsel e Gretel, opera romantica in tre atti di Engelbert Humperdinck. Seguiranno vari brani di Johann Strauss Jr (Frühlingsstimmen-Voci di primavera Valzer op. 410; Bauern-Polka-Polka francese op. 276; Tritsch-Tratsch-Polka veloce, op. 214; An der schönen, blauen Donau- Al bel Danubio blu, op. 314), quindi le Méditation da Thaïs di Jules Massenet, con il violino solista del M° Alberto Bologni. E ancora l’originalissimo Typewrite, breve brano strumentale permacchina da scrivere e orchestra del compositore americano Leroy Anderson, che vedrà la partecipazione di Marco Costantini alla macchina da scrivere; la Polca francese di Josef Strauss e, ultimo brano a essere eseguito, il Can Can da Orfeo all’inferno, ripresa in chiave comico-satirica della vicenda mitologica della discesa di Orfeo agli Inferi per riportare alla vita l’amata Euridice, composta a metà Ottocento da Jacques Offenbach.

Redazione Nove da Firenze