Rubrica — In cucina

"Coffee lover", Sanapo rappresenta l'Italia a Berlino

Il fondatore della Ditta artigianale ai Campionati mondiali di assaggiatori di caffè, dall'8 al 10 giugno. Quaranta finalisti da tutto il mondo


Firenze, 3 giugno – Sarà Francesco Sanapo, il “coffee lover” e fondatore della microtorrefazione e caffetterie specialty Ditta Artigianale, a rappresentare l’Italia ai campionati mondiali assaggiatori di caffè al World Coffee Championships di Berlino dall’8 al 10 giugno. Dopo aver conquistato il titolo di miglior Cup Taster italiano 2019 al SIGEP - Salone Internazionale Gelateria Pasticceria, Panificazione artigianale e caffè lo scorso gennaio, è pronto a battersi per conquistare il titolo mondiale.

Il pluripremiato campione baristi (2010, 2011 e 2013) è tornato a gareggiare dopo anni di stop dalle competizioni: l’ultima volta è stato al mondiale World Barista Championship a Melbourne nel 2013 dove ha portato per la prima volta l’Italia sul podio, piazzandosi al sesto posto tra 53 paesi in gara. Ora si cimenterà nella nuova specialità di assaggiatore, supportato dall’equipe tecnica della Scuola MasterBar di Caffè Corsini, situata a Badia al Pino (Arezzo), dove si sta allenando.

A Berlino dovrà sfidare circa 40 finalisti, tutti campioni nazionali assaggiatori, ognuno in rappresentanza del proprio paese. La competizione consisterà nell’individuare nel minor tempo possibile la tazza contenente un caffè dal gusto differente all’interno di 8 set composti da 3 tazze.

“Mi sto preparando attraverso il mio lavoro quotidiano: cioè assaggiare caffè. – dichiara Sanapo – Sono impegnato in varie simulazioni di gara, prendendo in considerazione il tempo, esercitandomi a distinguere in triplette di caffè in tazza le differenti varietà, origini e il processo di lavorazione. In gara, la parte più difficile sarà la concentrazione: è diverso assaggiare in laboratorio, in silenzio, rispetto a farlo davanti al pubblico, con i tempi e lo stress che comporta essere in una competizione, di fronte a gente venuta per giudicarti. Mettere in sinergia mente e palato in gara diventa fondamentale. In un mondiale, poi, potrebbero capitare triplette di caffè che provengono dalla stessa origine, che quindi hanno differenze minime, piccole sfumature che un bravo assaggiatore deve saper cogliere.”

“I lavori di barista e di assaggiatore sono molto diversi tra di loro. – prosegue il campione - Se prima il mio compito era servire il miglior espresso, oggi in laboratorio ho l’impegno e il dovere di scovare i migliori caffè, di scegliere cosa selezionare per un particolare espresso o per una particolare miscela”.

Redazione Nove da Firenze