Rubrica — Spettacolo

Cinema: il delicato “Beautiful days” chiude il 17° Florence Korea Film Fest

La pellicola, che ha aperto il Busan International Film Festival nel 2018 è l’esordio al genere fiction del documentarista Jero Yun, sulle vicende di una donna nordcoreana costretta ad abbandonare il marito e il figlio. Venerdì 29 marzo a partire dalle 20:00 l'evento di chiusura


Firenze, 28 marzo 2019Sarà “Beautiful days”, delicata pellicola che racconta il lento ricucirsi del legame madre-figlio del regista Jero Yun, a chiudere la 17^ edizione del Florence Korea Film Fest, il festival dedicato al meglio della cinematografia sud coreana contemporanea al cinema La Compagnia di Firenze (via Cavour 50r). La pellicola,esordio al genere fiction del documentarista Jero Yun, sarà presentata giovedì 28 marzo in sala proprio dal regista. Il lungometraggio segue le vicende di una donna che ricorda il suo passato doloroso quando suo figlio la cerca dopo ben 14 anni. In apertura si terrà la cerimonia di premiazione del festival con la consegna del premio della giuria e del pubblico delle sezioni in competizione: Orizzonti Coreani e Independent Korea.

Da sempre studioso dei complicati rapporti familiari che chi è costretto a fuggire si lascia alle spalle, con “Beautiful days” (che ha aperto il Busan International Film Festival nel 2018) il regista Jero Yun racconta di Zhenchen, adolescente che va alla ricerca di sua madre, che lo aveva abbandonato in Cina con il padre quando lui era ancora molto piccolo, fuggendo dalla Corea del Nord, costretta a seguire un uomo con il quale aveva un debito da saldare. Sono passati molti anni e il padre di Zhenchen, molto malato, chiede al figlio di rintracciare la moglie per vederla un’ultima volta. Il ragazzo parte per la Corea del Sud dove si è stabilita la madre ma ricucire un rapporto laceratosi così drammaticamente anni prima porterà a galla molto dolore e risentimento.

La manifestazione, ideata e diretta da Riccardo Gelli dell’associazione Taegukgi – Toscana Korea Association che celebra il cinema sudcoreano, è organizzata in collaborazione con Fondazione Sistema Toscana, Regione Toscana, Comune di Firenze, Confesercenti Firenze, Publiacqua e KOFIC - Korean Film Council, e inaugura l’ottava edizione della Primavera Orientale.

Le proiezioni partiranno alle 15.00 con “The Uncle”, thriller avvolto nel mistero e incentrato sul tema della revenge del regista Kim Hyoung-jin. Al centro della trama la vita di Ipse, una ragazza di 19 anni che non riesce ad uscire dal proprio letto a causa di un trauma psicologico, immobile come una pianta. Non avendo famiglia e nessun indizio sulla misteriosa storia della propria famiglia, vive completamente dipendente dai suoi vicini e da un’assistente sociale di nome Ja-young, ma inizia a sentirsi soffocata dall’abuso (nascosto) e dalle occhiate che riceve come se fosse qualcosa da divorare.

A seguire alle 17.00 la proiezione di “Cart”, pellicola di Boo Ji-Young che ha avuto la sua première internazionale al Toronto International Film Festival e che racconta delle vite dei dipendenti part-time di un grande supermercato che si uniscono per protestare contro lo sfruttamento dell'azienda in vista di imminenti licenziamenti. Il film fa parte del focus K-Society, che esplora la società coreana e fa luce sulle ingiustizie del sistema di lavoro e il duro trattamento riservato alle donne nella società.

EVENTI COLLATERALI

Fino al 28 marzo dalle ore 16.00, al cinema La Compagnia sarà possibile provare gli abiti tradizionali coreani “hanbok”, il tipico abito da cerimonia coreano. Inoltre fino al 30 marzo allo IED, Istituto Europeo di Design (via Maurizio Bufalini, 6r) sarà allestita la mostra “100 anni di cinema coreano” un’esposizione che raccoglie trenta manifesti e locandine dei film realizzate per i registi più amati e conosciuti, tra cui altri Park Chan-wook, Kim Ki-duk, Bong Joon-ho, Lee Chang-dong e gli attori fotografati nei ruoli più iconici, per celebrare l’importante anniversario di una delle cinematografie più amate nel mondo la cui diffusione in Italia è profondamente legata a Firenze e al suo Festival, organizzato dal 2003 dall’Associazione Culturale TAEGUKGI Exchange of Tuscan and Korean Cultures (ingresso libero, visitabile tutti i giorni dalle 9 alle 20.00).

Festa di chiusura per il 17° Florence Korea Film Fest venerdì 29 al BUH!. Il piatto forte della serata sarà la breakdance dei Seoul City B-Boy (Gamblerz Crew): una compagnia di ballo di Seoul composta da ballerini B-boy che in 15 anni hanno vinto circa 40 competizioni al livello mondiale, sono il primo e unico gruppo di ballerini coreani ad aver vinto per due volte la competizione internazionale di break-dance “Battle of the Year” tenutasi in Germania e ad aver trionfato in gare contro gli Stati Uniti, dove ha avuto origine la B-Boy dance. In apertura una performance di tip tap curata dai Tuballoswing e ispirata al film di apertura del festival “Swing Kids”, che vanta tra i suoi protagonisti Do Kyung-soo, attore già membro della boy-band EXO con il nome d’arte D.O. A concludere l'evento il dj set di K-Tiger la prima radio italiana 100% K-POP, un'abbreviazione che sta a significare musica pop coreana, genere musicale seguito da oltre 2 milioni di persone in tutta Italia, molto apprezzato dai giovanissimi. Nell'ambito del K-pop gravitano numerose boyband che non hanno nulla da invidiare a quelle occidentali. Cantano in coreano, giapponese e inglese, ballano in coreografie che puntano alla perfezione e hanno milioni followers sui social. Durante la serata sarà possibile gustare anche alcuni piatti tipici coreani, tra cui il Pajeon (pancake coreano con cipollotti) e il Japchae (noodles di patata dolce con verdure).

Redazione Nove da Firenze