Cassa integrazione in deroga: al via gli interventi per il 2016

L’andamento dell'occupazione e dell’export in Toscana. 3 mila assunzioni di “lavori verdi”. A Pam Panorama i Gigli 45 lavoratori in esubero


FIRENZE- Nel 2015 ha permesso di sostenere il reddito di ben 13.000 lavoratori toscani le cui aziende, generalmente con meno di 15 dipendenti, vivevano una fase di crisi. Ma anche nel 2016 la Cassa integrazione in deroga potrà essere utilizzata sulla base delle linee guida approvate oggi a Firenze dalla commissione tripartita. La commissione, formata, da Regione, parti sociali e sindacali ha riconfermato il regolamento di gestione della misura del 2015 e preso atto delle nuove disposizioni contenuta nella legge di stabilità, secondo cui la durata massima della concessione per la Cig in deroga è stabilita nella misura massima di 3 mesi, per la mobilità in deroga di 4 mesi. Su queste basi verranno ora prese in esame le prime domande già formalizzate in questi primi 20 giorni dell'anno: in tutto 100 che interessano oltre 500 lavoratori. Complessivamente, nel 2015, sono stati 68 i milioni di euro stanziati per finanziare questo ammortizzatore sociale.

Nel terzo trimestre 2015 le esportazioni dei distretti industriali toscani seguono una dinamica positiva (+4,1%), pur sperimentando un rallentamento rispetto al trimestre precedente, che li porta a raggiungere un livello di export pari a 3,2 miliardi di euro. La Toscana consegue comunque migliori risultati rispetto al totale dei distretti in Italia (+3,6%). Nell’analisi che emerge dal Monitor dei Distretti della Toscana realizzato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo per Banca CR Firenze, spiccano in particolare nella filiera agro-alimentare l’Olio di Firenze (+70,1%) che torna in territorio positivo dopo un anno difficile, l’Olio di Lucca (+36,1%) e i Vini del Chianti (+16,9%) che hanno beneficiato delle straordinarie performance registrate negli Stati Uniti. Brillante anche il risultato del Cartario di Capannori (+20,9%), con una crescita a due cifre su tutte le principali mete europee. Mostra un’accelerazione rispetto al secondo trimestre il Marmo di Carrara (+17,6%) che beneficia del balzo dell’export negli Stati Uniti e in alcuni mercati emergenti (Cina, Emirati Arabi Uniti). Cresce il Tessile e abbigliamento di Prato (+5,1%) favorito dalla ripresa del mercato francese (primo sbocco distrettuale) e dall’incremento delle vendite a due cifre nel Regno Unito e a Hong Kong. Segue un profilo positivo l’Oreficeria di Arezzo (+5,2%) grazie al consistente contributo soprattutto dei mercati emergenti (Emirati Arabi Uniti, Hong Kong, Turchia, Repubblica Dominicana). In territorio positivo la Pelletteria e calzature di Firenze (+1,3%) che, pur rallentando la corsa rispetto al trimestre precedente, si conferma comunque leader dell’export distrettuale toscano con 772 milioni di euro di esportazioni. Lieve flessione per l’Abbigliamento di Empoli (-0,8%), dopo la forte accelerazione dello scorso trimestre, a causa dei cali subiti principalmente sul mercato svizzero, giapponese e russo. Anche nel terzo trimestre 2015 si confermano le difficoltà per una importante realtà distrettuale, la Concia e calzature di S. Croce sull’Arno (-5,7%), che accusa decrementi di export su quasi tutti i principali sbocchi di riferimento e, in particolare, negli Stati Uniti e nel mercato europeo (Spagna, Germania, Portogallo). Restano in territorio negativo i Mobili di Quarrata (-1,3%) e le Calzature di Lucca (-5,6%), e sperimenta un regresso l’export delle calzature di Lamporecchio (-5,7%) dopo il buon esito del trimestre precedente. Nel complesso, continua a svolgere un importante ruolo di traino il mercato degli Stati Uniti (+15%) confermandosi come primo sbocco commerciale dei distretti tradizionali toscani. Da segnalare, per quanto riguarda i mercati emergenti, da un lato la rivitalizzazione del mercato arabo (+10,4%) e cinese (+15,6%) e il buon andamento del mercato di Hong Kong (+10,2%), dall’altro l’ulteriore contrazione della Russia (-26,8%) generata dalla svalutazione monetaria e dal crollo del prezzo del petrolio.

Nel corso del quarto trimestre 2015 si attenua il peso delle assunzioni programmate con contratto a tempo indeterminato e riprendono vigore i contratti di apprendistato, secondo le rilevazioni relative al mercato del lavoro del Sistema Informativo "Excelsior". Attraverso un recente rapporto stilato dalla Fondazione Symbola in collaborazione con Unioncamere e Conai, si nota che in Italia sono in crescita i lavori “verdi” denominati Green Jobs. Sono circa 372mila le imprese della Penisola che hanno scelto di puntare sulla sostenibilità ambientale per superare la crisi, e in Toscana si sono stimate circa 3mila assunzioni nel 2015. E' questa la strada del lavoro del futuro?

E' stato raggiunto un importante accordo all'interno degli appalti della DHL Express,
grande multinazionale Tedesca leader del trasporto aereo espresso in Italia e in Europa,
che si inserisce come primo passo nella realizzazione della Piattaforma Regionale della
Distribuzione e del facchinaggio del settore merci in Toscana. L'accordo, il primo in Toscana, è stato realizzato con quattro aziende che operano in appalto presso la Filiale di Firenze, e prevede miglioramenti importanti e innovativi per i lavoratori courier,

Dal 2008 la situazione aziendale di Panorama ai Gigli di Campi Bisenzio è stata un susseguirsi di procedure di mobilità, cassa integrazione per lavoratori e le lavoratrici. Adesso la Direzione Aziendale dichiara la volontà di procedere all’individuazione di altri 45 lavoratori e lavoratrici da porre in esubero (19 full time e 26 part time), nonostante che il centro commerciale " I Gigli" vanti nuovi record di presenze.

La Cerpelli Pompe, oggi Finder Pompe, che progetta e produce sistemi ingegnerizzati per il settore Oil e Gas, ha comunicato alla Rsu che intende chiudere lo stabilimento di Querceta (Lu) e continuare a produrre solo nello stabilimento in Lombardia per razionalizzare i costi. La Finder fa parte di una multinazionale americana, la Dover Corporation. Lo stabilimento di Querceta è sopravvissuto anche dopo che fu fatto saltare in aria dai tedeschi nel 1944. Alla fine degli anni 80 invece, a seguito del fallimento, venne costituita una cooperativa che permise di evitare speculazioni, far continuare il lavoro ed essere rilanciato.

Redazione Nove da Firenze