Carceri sovraffollate e diritto all'affettività dei detenuti: il garante entra in sciopero della fame

foto Agenzia Dire

Al 30 settembre nei sedici penitenziari toscani c'erano 3658 reclusi a fronte di una capienza regolamentare di 3200. Corleone, vicino alla scadenza del mandato, lancia un appello alle istituzioni e chiede alla Regione di approvare il testo di legge stilato nel 2000 da Margara


(DIRE) Firenze, 15 ott. - In Toscana torna a mordere il problema del sovraffollamento delle carceri. Al 30 settembre la popolazione dei detenuti nei sedici istituti di pena ha raggiunto 3.658 unità contro una capienza regolamentare di 3.200.

Servirebbero da anni interventi strutturali, ma restano troppi i nodi in attesa di una soluzione. Dinanzi a questo quadro il garante regionale per i diritti dei detenuti, ormai prossimo alla scadenza del suo mandato, perde la pazienza. Lancia uno sciopero della fame in modo da cercare di accendere i riflettori sulla situazione delle carceri toscane e spinge per una proposta di legge del Consiglio regionale per tornare ad affermare il diritto all'affettività e alla sessualità dei carcerati.

La situazione è critica, resa ancora più difficile da gestire vista la sostanziale mancanza di un punto di riferimento col quale dialogare, l'attuale provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria, Antonio Fallone, risulta da mesi in proroga: "Dal mese di luglio - rileva Corleone - sono rimasto senza un interlocutore vero con cui affrontare le questioni aperte". Come i lavori non ancora conclusi per la sezione femminile del carcere di Pisa, la seconda cucina per la sezione penale di Sollicciano, i lavori propedeutici per il teatro a Volterra, la cucina per la sezione di alta sicurezza a Livorno, la definizione del ruolo del direttore a San Gimignano.
Oppure le infiltrazioni di acqua nel carcere di Massa, l'approvazione di cambio di destinazione del Gozzini, la sezione trattamentale a Lucca, la chiusura ancora da definire del carcere di Grosseto, l'apertura della sede per la semilibertà a Pistoia, la casa della semilibertà a Firenze e il progetto Icam per le detenute con figli. Una situazione che complessivamente viene definita "sconfortante" dal garante e che ha visto esplodere la "vicenda oscura" del carcere di San Gimignano (Siena), "che è il simbolo di quanto sia importante e necessario intervenire per una riforma profonda dell'istituzione carceraria. Perché le carceri - ammonisce - migliorano se si afferma completamente una cultura dei diritti e della dignità dei detenuti e non ritornando a metodi vecchi e antiquati". 

Fra i diritti c'è quello dell'affettività e Corleone, in coerenza con quanto deciso in sede di conferenza dei garanti regionali dei detenuti, chiede in Toscana l'approvazione del testo di legge stilato per la prima volta nel 2000 da Alessandro Margara. "Sarei felice se fosse la prima Regione a farlo - dichiara- magari in occasione della festa della Toscana, così da riattualizzarne i suoi contenuti ideali".
(Cap/ Dire)

Redazione Nove da Firenze