Bacino Arno e messa in sicurezza, in arrivo cinque interventi da 103 milioni di euro

Le opere sono: le casse di espansione di Figline, Pizzicone e Restone, di Incisa e Rignano, di Roffia, la risagomatura e adeguamento dello Scolmatore d'Arno, l'adeguamento della diga di Levane e delle opere connesse a difesa dei territori di Laterina e Pergine Valdarno


FIRENZE - Cinque interventi, considerati strategici per la messa in sicurezza del bacino dell'Arno, potranno beneficiare delle stesse procedure semplificate delle grandi opere grazie al prossimo inserimento nel programma di interventi strategici previsti dalla Legge Obiettivo (Legge 443 del 2001) concretizzatasi, per la Toscana, nell'intesa generale quadro del 2003.

La delibera proposta dall'assessore all'ambiente Anna Rita Bramerini, che, approvata dalla giunta nell'ultima seduta, ha dato il via libera all'aggiornamento dell'atto aggiuntivo dell'"Intesa generale quadro fra Governo e Regione Toscana per il congiunto coordinamento e la realizzazione delle infrastrutture strategiche con indicazione delle principali priorità", nasce da un percorso condiviso con Erasmo D'Angelis fin da quando era Sottosegretario alle infrastrutture, poi proseguito fino ad oggi nel suo nuovo incarico di coordinatore dell'unità di missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche.

L'accordo integrativo verrà firmato prossimamente da Regione, presidenza del Consiglio, ministeri dell'ambiente, delle infrastrutture e dei rapporti con le Regioni.

Le opere che saranno inserite nell'intesa sono: le casse di espansione di Figline, Pizzicone e Restone, le casse di espansione di Incisa e Rignano, le casse di espansione di Roffia, la risagomatura e adeguamento dello Scolmatore d'Arno, l'adeguamento della diga di Levane e delle opere connesse a difesa dei territori di Laterina e Pergine Valdarno.

Il costo complessivo di questi interventi è di 103 milioni di euro, in parte già finanziati dall'accordo del 2005. Per la parte restante i fondi saranno reperiti con le risorse proprie della Legge Obiettivo.

"Abbiamo inserito queste opere nell'aggiornamento dell'intesa con il Governo – spiega l'assessore all'ambiente Anna Rita Bramerini – per la rilevanza del loro impatto sul territorio regionale e, in particolare, su un'area come quella rappresentata dalla valle dell'Arno. Si tratta di un territorio con un delicato equilibrio che costituisce anche una risorsa economica, ambientale e culturale di importanza strategica, non solo per la Toscana ma per l'intero paese. E' per questo che abbiamo ritenuto di dover dare un colpo di acceleratore per opere, già in buona parte avviate, che consideriamo prioritarie per ridurre il rischio idraulico lungo l'asta principale del fiume".

L'assessore sottolinea l'importanza del risultato che sarà raggiunto con il riconoscimento dell'Arno come fiume di rilievo nazionale. "Un riconoscimento importante – afferma – che consentirà di accedere alle risorse per la realizzazione delle opere infrastrutturali necessarie per la sua tutela e per la messa in sicurezza dell'intero bacino esattamente come si fa per le grandi opere di interesse nazionale".

Redazione Nove da Firenze