Martiri delle Foibe: deturpata una lapide in Mugello

La lapide in memoria degli italiani martiri delle foibe, è stata vergognosamente imbrattata con vernice rossa e con le parole “Jugoslavia – Tito”


TOSCANA — Circa dieci giorni fa, a neanche un mese dalla sua installazione avvenuta il 10 febbraio scorso nei giardini pubblici di Scarperia, la lapide in memoria degli italiani martiri delle foibe, è stata vergognosamente imbrattata con vernice rossa e con le parole “Jugoslavia – Tito”.

“Sabato pomeriggio mentre facevo una passeggiata per Scarperia – esordisce Paolino Messa di Fratelli d’Italia - ho notato che la lapide commemorativa dei martiri delle foibe non era più al suo posto. Mi sono prontamente informato ed ho saputo che la stessa è stata rimossa in quanto era stata imbrattata con vernice rossa. E’ vergognoso – continua Messa – che ancora oggi c’è qualcuno che si ostina a negare fatti realmente accaduti o addirittura li giustifica come azioni di “giustizia”, e per far questo deturpa o distrugge celandosi vigliaccamente nell’oscurità della notte. Azioni come queste purtroppo sono il frutto dell’incapacità di discernimento di certi personaggi, a causa dell’indottrinamento che subiscono ormai da decenni, e che incoerentemente hanno anche il coraggio di parlare di democrazia e libertà.
Il Consiglio Comunale di Scarperia, approvando la mozione per il ricordo della tragedia delle foibe e dell’esilio forzato di moltissimi nostri connazionali, ha dimostrato consapevolezza, maturità e umanità andando ben oltre quelle che sono le barriere ideologiche e storiche di parte.
Quel tragico periodo, che vide migliaia di italiani seviziati e torturati prima di essere gettati nelle cavità carsiche denominate foibe, fa parte delle vergogne e degli eccidi compiuti da tutti i totalitarismi che vanno sempre ricordati per stimolare serie riflessioni e confronti tra le giovani generazioni al fine di favorire la consapevolezza della necessità di difendere quotidianamente i valori di democrazia, libertà e giustizia.
Questi atti, purtroppo, fanno comprendere che ancora molto c’è da lavorare al fine di promuover la cultura del ricordo e della memoria di certi fatti storici, ad imperituro monito contro ogni violenza dei diritti umani e civili delle popolazioni. In tutto questo è necessario che le istituzioni prendano le proprie responsabilità, a partire dalla scuola dove ancora certi fatti vengono ignorati o addirittura distorti.
Mi auguro – conclude Messa – che la lapide torni al più presto al suo posto e che quanto accaduto resti un fatto isolato.”

Redazione Nove da Firenze