Ferrovie: sabato 14 torna il Cecina-Saline

Ceccarelli: 'portare il trasporto regionale a livelli alta velocità'. Regione impegnata a migliorare il servizio di Porrettana e dei collegamenti dell'Isola d’Elba


TRENI — FIRENZE- Torna il treno sulla ferrovia Cecina-Saline. Sabato 14 si terrà il viaggio inaugurale del nuovo servizio ferroviario. A bordo della vecchia Littorina, che in occasione dell'evento uscirà dal deposito dei treni storici per tornare a percorrere i binari, ci saranno il presidente della Regione Enrico Rossi, l'assessore regionale ai trasporti Vincenzo Ceccarelli, il professor Stefano Maggi dell'Università di Siena, rappresentanti di Rfi e Trenitalia oltre ai sindaci dei Comuni di Cecina, Guardistallo, Montecatini Val di Cecina, Riparbella e Volterra. Il programma della giornata prevede alle ore 10.30 la partenza del treno dalla stazione ferroviaria di Cecina (ritrovo ore 10). Durante il tragitto ci saranno soste nelle stazioni di Riparbella, Casino di Terra e Ponte Ginori. Alle 11.30 è previsto l'arrivo a Saline, dove la delegazione si sposterà nei locali del Dopolavoro ferroviario per i saluti e gli interventi dei partecipanti.

Il Governo si riappropri delle strategie del trasporto pubblico locale ferroviario, siano defiscalizzate le risorse destinate al tpl e si faccia una legge che obblighi Trenitalia a mettere a disposizione del futuro vincitore della gara per il ferro, non solo il personale ma anche le officine, i depositi e il materiale rotabile. Questi in sintesi i punti principali toccati dall’assessore regionale ai Trasporti, Vincenzo Ceccarelli nella comunicazione fatta questa mattina alla commissione Mobilità, presieduta da Fabrizio Mattei (Pd). “Concordo in pieno con la direzione della bussola e il passo veloce dati dall’assessore – ha detto il presidente Mattei – che ha individuato le priorità del trasporto pubblico locale ferroviario. La partita si gioca a livello nazionale, bisogna aprire alla concorrenza, sbloccare il monopolio di Trenitalia. Altra questione – ha aggiunto Mattei – riguarda il collegamento ferroviario non solo di Firenze al resto del mondo ma della Toscana a Firenze”. “L’obbiettivo – ha detto l’assessore – è fare del treno un elemento di priorità per il trasporto regionale, non solo per l’alta velocità. Abbiamo intensificato l’azione di pressing sia nei confronti di Trenitalia che del Governo affinché ci siano investimenti non solo per l’alta velocità ma anche sul trasporto regionale. Ad oggi si tratta di cifre quasi residuali, c’è un trend che porta il servizio a gravare sempre di più sui bilanci regionali; gli utenti però sono numericamente maggiori rispetto a quelli dell’a/v. In Italia, si parla di oltre tre milioni di persone che utilizzano quotidianamente treni regionali, in Toscana gli utenti sono 235 mila, bisogna portare il servizio regionale ai livelli dell’alta velocità”. Tra le criticità evidenziate l’assessore ha parlato del binario unico Pistoia-Lucca, del raddoppio Granaiolo-Empoli, dei bivi a raso Olmatello, Signa e Montelupo, la velocizzazione Pontassieve-Campo Marte. Jacopo Maria Ferri (Pdl) ha chiesto precisazioni e un approfondimento sul trasporto merci su rotaia. Giuliano Fedeli (Idv) ha evidenziato i problemi di collegamento di tutta la costa con il capoluogo toscano.

“La Regione Toscana, su segnalazione della Provincia di Pistoia, era a conoscenza dell’episodio increscioso che ha riguardato tre studenti pendolari che, dalla stazione di Pracchia, dovevano raggiungere Firenze, ma che sono stati fatti scendere alla stazione di Castagno per mancanza del biglietto, mancanza dovuta al non funzionamento della emettitrice automatica, peraltro segnalata dagli studenti al capotreno. Abbiamo chiesto chiarimenti a Trenitalia e siamo stati informati che il capotreno è stato sollevato dai servizi a bordo, perché già raggiunto da un predente provvedimento disciplinare”. Lo ha detto l’assessore regionale ai trasporti Vincenzo Ceccarelli rispondendo, in commissione Mobilità e infrastrutture presieduta da Fabrizio Mattei (Pd), a uno dei quesiti con i quali il consigliere Gianfranco Venturi (Pd) chiedeva chiarimenti circa lo stato della situazione della linea Porrettana Pistoia-Bologna. Il secondo quesito riguardava lo stato di funzionamento delle apparecchiature di biglietteria automatica presenti nella stazione di Pracchia. L’assessore ha risposto che nel corso del 2013 gli ispettori regionali hanno proceduto a due sopralluoghi. Nel corso del primo, avvenuto nel mese di marzo, le informazioni a terra risultavano corrette. Inoltre, “è risultata funzionante l’emettitrice di vecchia generazione, che rilascia biglietti con tariffe non aggiornate e non per tutte le destinazioni, mentre quella di nuova generazione, che permette l’acquisto di tutte le tipologie di biglietto regionale e nazionale e il pagamento anche con bancomat e carta di credito, non è mai entrata in funzione”. Ceccarelli ha sottolineato che si tratta “dell’unico caso in Toscana, dovuto al segnale Umts scarso e insufficiente per la connessione” e che “il problema non è purtroppo ancora stato risolto”. Per questo i capotreni, ha aggiunto, hanno disposizioni di non applicare maggiorazioni ai biglietti emessi a bordo treno. Per questo il capotreno dell’episodio richiamato nella prima risposta è stato sollevato dal servizio a bordo treno, essendo giù stato colpito da un precedente provvedimento disciplinare. Nel sopralluogo di ottobre, invece, non era in funzione alcuna emettitrice di biglietti e la stazione risultava al di fuori degli standard di pulizia, ha concluso l’assessore. La Regione, ha assicurato l’assessore Ceccarelli concludendo il suo intervento, “è al lavoro per ridurre al minimo i disagi sulla Porrettana e per migliorare il servizio”. Gianfranco Venturi si è dichiarato “soddisfatto della risposta, ma insoddisfatto dello stato della situazione, perché sulla Porrettana i disservizi sono veramente tanti. È una linea disastrata e quindi raccomando alla giunta regionale ogni iniziativa utile per un suo efficiente funzionamento”.

“La continuità territoriale dell’isola d’Elba con la terraferma è garantita dai collegamenti con i traghetti Toremar, grazie ad uno specifico accordo che la Regione ha sottoscritto con la compagnia di navigazione, e dall’aeroporto di Marina di Campo, con voli da e per Firenze, Pisa e Milano Linate, grazie ad opere di riqualificazione dello scalo realizzate con finanziamenti regionali”. Lo ha detto l’assessore regionale ai Trasporti Vincenzo Ceccarelli che in commissione Mobilità e infrastrutture, presieduta da Fabrizio Mattei (Pd), ha risposto a un’interrogazione dei consiglieri del gruppo Più Toscana-Ncd, Antonio Gambetta Vianna e Gian Luca Lazzeri. L’interrogazione chiedeva se, all’interno del Piano della mobilità integrata, fosse prevista la continuità territoriale dell’arcipelago toscano e, in particolare, dell’isola d’Elba. Gli interroganti, inoltre, chiedevano di sapere a quanto ammontasse il finanziamento regionale dedicato “esclusivamente alle opere di continuità territoriale”. Nello specifico dei finanziamenti, l’assessore Ceccarelli ha ricordato che, per il collegamento navale effettuato con traghetti e navi veloci, la Regione ha stipulato un contratto con Toremar per il periodo 2012-2024 per un corrispettivo pari a 13 milioni e 333 mila euro annui. La copertura è assicurata dallo Stato per 13 milioni circa. Per quanto attiene l’aeroporto di Marina di Campo, sono stati effettuati lavori di adeguamento delle infrastrutture per un importo pari a 2 milioni e mezzo, interamente supportati da risorse pubbliche. Dal settembre 2013, ha precisato Ceccarelli, “lo Stato ha imposto oneri di servizio pubblico sulle rotte” da e per l’Elba. E nel mese di novembre, l’Ue ha pubblicato “il bando di gara per l’esercizio dei servizi aerei di linea” per le rotte esistenti. Il termine ultimo per la presentazione delle offerte, ha concluso l’assessore, “è fissato per l’11 febbraio 2014”. Gambetta Vianna si è dichiarato “parzialmente soddisfatto” della risposta, perché “la Regione dovrebbe fare di più, visto che l’isola d’Elba ha bisogno di altri interventi”. In questo senso, il consigliere ha ribadito la necessità “di prevedere all’Elba l’istituzione di una zona franca”.

Redazione Nove da Firenze