Criminalità organizzata: Pietro Suchan su infiltrazioni in Toscana

Audizione del magistrato rappresentante dell’Italia in Eurojust in commissione Affari istituzionali, presieduta da Marco Manneschi


MAFIA —
Firenze – “La camorra, ed in parte la n’drangheta e la mafia siciliana, hanno scelto la Toscana come terra di conquista per investire le proprie risorse finanziarie in attività economiche. Non ci sono riuscite, se non in minima parte. La stragrande maggioranza degli imprenditori e del tessuto sociale della nostra regione ha arginato le infiltrazioni”. Lo ha dichiarato il magistrato Pietro Suchan, che rappresenta l’Italia in Eurojust, l’unità europea di cooperazione giudiziaria, nel corso di un’audizione in commissione Affari istituzionali, presieduta da Marco Manneschi (Idv)
L’audizione si inserisce nel quadro dell’indagine conoscitiva sulle infiltrazioni delle organizzazioni criminali in Toscana, promossa dalla portavoce dell’opposizione Stefania Fuscagni.
Il magistrato ha ricordato che le aree interessate maggiormente dalle infiltrazioni sono quelle intorno a Firenze ed Arezzo (Valdarno), la Versilia e Montecatini, ad opera soprattutto di camorra e n’drangheta. La mafia siciliana, protagonista dell’attentato di via de’ Georgofili, non sembra invece avere insediamenti consistenti.
A suo parere, però, non sono soltanto le mafie di casa nostra a costituire un pericolo, ma anche le organizzazioni criminali straniere, a lungo sottovalutate e che si sono ‘italianizzate’ nelle loro strutture e modalità operative. “È assolutamente necessario impedire la saldatura con le mafie emergenti – ha detto Pietro Suchan – Si determinerebbe una situazione davvero esplosiva”.
Tra le mafie emergenti c’è sicuramente quella cinese, con enormi risorse finanziarie a disposizione, che non vengono investite in Italia, ma prendono la via della Cina, utilizzando le varie strutture di ‘money transfer’. Nel corso di un’indagine su scala nazionale, con epicentro nell’area fiorentina, sono stati accertati trasferimenti di 5 miliardi e 400 milioni di euro in tre anni (2010-2012), frutto, in particolare, della gestione dell’immigrazione clandestina e del commercio di merce contraffatta. Un fenomeno dalle proporzioni enormi, con indagini rese ancor più difficili dalla mancanza di una convenzione con le autorità statali cinesi. Convenzione che manca anche nel caso della Russia.
La portavoce dell’opposizione, Stefania Fuscagni, ha sottolineato la necessità di passare “dalla cultura della legalità, alla pratica civica della denuncia”. La collaborazione con l’autorità giudiziaria può, infatti, contare su alcuni strumenti specifici, particolarmente utili nel caso di usura. “La denuncia, purché non palesemente infondata – ha ricordato Suchan –, è sufficiente per ottenere aiuti e soprattutto la sospensione delle esecuzioni immobiliari, per cui non serve una sentenza”. A suo giudizio occorre, inoltre, particolare attenzione nella gestione dei beni immobiliari confiscati, che rischiano dopo il sequestro di tornare in mano alla criminalità.
Numerosi gli interventi dei consiglieri. Marco Spinelli (Pd) ha sottolineato la dimensione internazionale della criminalità e la necessità di una normativa per la collaborazione tra gli stati. Gabriele Chiurli (gruppo Misto) ha chiesto dettagli sul settore dei rifiuti. Marina Staccioli (FdI) ha sollecitato indicazioni sulla legislazione, anche alla luce degli altri ordinamenti europei. Questioni complesse, che saranno al centro di un secondo incontro con il magistrato già programmato per le prossime settimane.
La commissione ha inoltre deciso che chiederà un incontro anche con le famiglie della strage dei Georgofili.

Redazione Nove da Firenze