Sanità Toscana, virtuosa o viziosa? Intanto avanza il privato

Il dibattito e le differenti posizione in Consiglio Regionale


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FIRENZE – “Il Sistema Sanitario Toscano, anche in tempi di crisi, è solido, ben strutturato e in crescita. Abbiamo affrontato una crisi economica senza precedenti, mantenuto il livello dei servizi e migliorato molte performance, continuato a investire e innovare, contenuto i costi operativi, rinnovato e potenziato il sistema dei controlli; pensato, approvato, affrontato e iniziato una prof0nda ed epocale riorganizzazione. Quanto ai bilanci, è notizia della settimana scorsa che il Tavolo Ministeriale ha valutato positivamente la sanità toscana anche per il 2011″. Questo il senso della comunicazione che l’assessore al diritto alla salute Luigi Marroni ha fatto oggi pomeriggio in Consiglio, in risposta a una richiesta del Pdl di illustrare lo stato della riforma dell’organizzazione del SST, la situazione dei bilanci, e quanto è stato fatto dal giugno scorso ad oggi in tema di sanità e welfare.
“Il processo di innovazione da noi avviato – ha detto l’assessore in apertura della sua comunicazione – risponde ad un’esigenza strategica che mira a ripensare un efficiente sistema sanitario nel momento in cui deve misurarsi con le risorse disponibili, le innovazioni organizzative, le nuove conoscenze tecniche e scientifiche. Questa è la vera partita che come giunta ci siamo imposti di giocare. Per rispondere a una riduzione effettiva del Fondo Sanitario senza precedenti, unita a manovre nazionali di spending review, che, se non si fosse agito con tempestività e fermezza, avrebbero reso certa l’insostenibilità del sistema – ha sottolineato – abbiamo dovuto trovare strumenti e metodi in grado di rafforzare il sistema nel medio-lungo periodo, con l’obiettivo primario di continuare a garantire gli ottimi standard di erogazione dei servizi raggiunti grazie ad anni di impegno costante delle istituzioni e di tutti i lavoratori”.

L’assessore, con numeri e cartelle alla mano, ha quindi illustrato i risultati ottenuti in questi anni dalla sanità toscana, la situazione dei bilanci e le iniziative messe in atto per potenziare i controlli, e la riorganizzazione avviata da luglio scorso.

Nella nostra regione si vive più a lungo che altrove, questa secondo l'assessore la prova di una buona gestione della sanità. " Non solo: il tasso di ospedalizzazione va nella direzione dell’appropriatezza, la qualità delle cure è migliorata; gli accessi al pronto soccorso leggermente diminuiti; il giudizio dei cittadini è positivo". Nell’ultimo trimestre 2012 il Mes (laboratorio management e Sanità della scuola superiore Sant’Anna di Pisa) ha effettuato una indagine telefonica di soddisfazione della popolazione sui servizi pubblici. Su un totale di circa 2600 interviste, oltre il 50 per cento degli utenti è più che soddisfatto, contro il 2,6 che si dichiara totalmente insoddisfatto. “Se esistesse uno spread della sanità – ha detto Marroni – sarebbero gli altri a guardare noi”.

Il Vicepresidente della Commissione Sanità Stefano Mugnai (Pdl) ribatte a Marroni: "La cronaca dai territori è ben diversa da ciò che dice la giunta".
«Evidentemente, nelle intenzioni dell’Assessore Marroni oggi doveva essere una sorta di giornata dell’orgoglio della sanità toscana. Ma quando siamo troppo zelanti si finisce per risultare poco credibili. Beh, mi sento di chiedere scusa ai toscani per le mie preoccupazioni in ordine alla sanità toscana, dato che secondo la comunicazione dell’assessore sono tutte suggestioni. Non so se sia per la nostra opera di disinformazione che il volontariato da giorni si straccia le vesti perché hanno da avere i rimborsi del 2012 e faticano a metter benzina nelle ambulanze. O se basta andare nei Cup per trovare caos e disservizi. Si vede che sono tutti suggestionati dalla nostra opera di disinformazione. Siamo una potenza, peccato non lo si noti dai risultati elettorali».
"Sono consapevole che il settore è di difficile gestione soprattutto in un momento di contrazione delle risorse. Hegel insegnava che per risolvere i problemi il caposaldo è l’analisi. Ma l’analisi va condotta sui fatti reali».
«Lei stesso, assessore, è la testimonianza di continuità nella scelta dei vertici della sanità. Tutta gente competente e brava e che si impegna, ma laddove un sistema inizia ad avere delle difficoltà forse è buona cosa aprire a energie nuove. Qui no: ci si arrocca, e la filiera è sempre la stessa. Numero Asl e Estav: noi avremmo anche fatto cattiva informazione, fatto sta che sulla riduzione degli Estav da tre a uno abbiamo ottenuto l’approvazione unanime del Consiglio. Ma non lo si fa. Noi siamo consapevoli che ridurre i 21 organismi che compongono il sistema sanitario regionale non risolve: ma è un segnale politico importante. E ora trovo anche voci dalla maggioranza che chiedono queste stesse cose. Possibile che da mesi si spazza in tutti gli angolini per cercare nuove risorse, tranne che nella revisione della governance? Rispetto alle altre Regioni toscane, il nostro rapporto Asl/cittadini non è soddisfacente».
«Società della Salute. Idem: eravamo soli, ora il fronte del no pare ampliato. Ma il punto non è la forma giuridica delle Sds o di ciò che saranno, ma di rafforzare la rete dei servizi territoriali. Qui si accorpano ambulatori, laboratori… e invece sul territorio bisogna investirci. Continuamente si parla di ridurre letti e ricoveri, ma non c’è una rete assistenziale territoriale. La riforma del 118, doveva essere compiuta in gennaio ma invece ancora non si capisce nulla, non mi sembra vada nella direzione di potenziare il territorio, tutt’altro».
«Vengo alla questione ticket. Avete cercato di convincerci che tutto fosse ineluttabile e dovuto a tagli di risorse dall’esterno, fatto sta che 420 milioni del buco di Massa tra averli e non averli fa una certa differenza. Io ho provato a chiedere alla giunta regionale quanto del gettito previsto nel 2011, 65 milioni e mezzo, è effettivamente entrato nelle casse della Regione: poco più della metà, mi si dice in via ufficiosa. Ed è normale, perché ormai il privato è più conveniente non solo a Firenze, ma anche nelle altre province. E per di più dal privato la prestazione la ottieni subito. Così è ovvio che i gettiti non saranno mai quelli previsti. Ma così si rischia di costruire un sistema a due sanità: una per i ricchi, e una per chi ha meno. Noi a questo non ci stiamo, perché se il solo obiettivo politico è quello di evitare il commissariamento allora è un po’ poco. Serve anche responsabilità eh… Andate a Massa a dire che il crac è stato assorbito dal sistema. Dal sistema? L’hanno assorbito ma loro, in termini di tagli ai servizi e anche ai posti di lavoro, all’economia del territorio. E’ tutto un pianto e un lamento, compreso il fronte dei fornitori non pagati da mesi e mesi e mesi. E’ allucinante, altro che. Si sta mettendo in ginocchio un pezzo di Toscana».
«La politica in sanità è preziosa per fissare obiettivi, ma la politica in sanità deve smetterla di gestire per obiettivi di natura non sanitaria perché poi si generano i problemi che la sanità toscana oggi sconta. Se non c’è la capacità di arretrare da questa impostazione, ogni riforma annunciata o fatta sarà poca cosa rispetto al bisogno».
«La lettera dell’assessore Marroni sullo stato dell’arte della sanità toscana? Deludente e autoreferenziale».
Non usa mezzi termini il consigliere regionale del Gruppo “Più Toscana” e membro della IV commissione “Sanità”, Gian Luca Lazzeri, che commenta così la comunicazione dell’assessore Luigi Marroni sulle tre interrogazioni presentate oggi in consiglio (fra cui l’interrogazione orale 809 presentata da Più Toscana) sull’avanzamento della riforma del sistema sanitario toscano.
«L’Assessore gioca ancora a carte coperte – spiega – e la mancanza di numeri e dati che supportino lo stato di evoluzione della riorganizzazione sanitaria toscana ne è la riprova. La prima bozza dell’Assessorato Marroni per la riorganizzazione sanitaria toscana è datata 25 ottobre 2012, la seconda con la delibera 1235 del 28 Dicembre 2012. Oggi siamo al 27 Marzo 2013 è ancora permane un silenzio assordante sulle sorti di posti letto, presidi sanitari e tagli ai servizi.
Non si sa quanti sono i letti sotto utilizzati, quanti ne saranno tagliati e in quali aziende ospedaliere. Siamo ancora all’oscuro di dove saranno le centrali del 118 e di come si organizzerà l’emergenza urgenza sul territorio.
Tutto quello che ci è dato sapere è solo che la responsabilità cade tutta sulle Aree Vaste e che saranno loro a riorganizzare la sanità.
Grande assente – continua – anche l’informazione sul futuro della Società della Salute, che, dopo essere stata spacciata per la panacea della sanità toscana, dopo anni di sperimentazione di entrata a regime ora pare debba essere soppressa o subire modifiche tali da vanificare i milioni di euro investiti.
Ogni direttore è costato 100mila euro l’anno senza pensare ai costi relativi all’organizzazione di tutte le sedi, delle strutture e del personale che si è visto riciclare da un incarico all’altro senza chiarezza e senza garanzie sul proprio futuro.
Ma la cosa più evidente e negativa è l’assoluta autoreferenzialità di questa relazione in cui si enuncia sinteticamente quello che si vuole fare ma non si dice niente sugli effetti reali sull’utenza.
La danza viene guidata solo dall’esigenza di ridurre i costi ma non di ridurre i disservizi; non si dice come ridurre le liste d’attesa e di come gli anziani, con la chiusura dei vari ambulatori territoriali, potranno raggiungere presidi sanitari sempre più centralizzati; non si dice inoltre come utilizzare al meglio e con quali risultati le strutture esistenti.
Niente di fatto neppure sul tema della Governance, ovvero sulla riduzione del numero delle Asl, presupposto per avere servizi sanitari omogenei calibrati sulle esigenze dell’utenza.
Non si vuole rinunciare – conclude Lazzeri – ad un servizio sanitario strumento di gestione del potere politico, in questa regione da sempre nelle mani di un’unica forza».

Il consigliere Giovanni Donzelli, capogruppo FdI, ha spostato il discorso su casi concreti, “ad esempio a Cecina, dove per fare una mammografia ci vogliono mesi e mesi”, mettendo in evidenza che “solo a pochi chilometri di distanza e nella stessa Asl, a Livorno, si vuol fare un nuovo ospedale faraonico non considerando la vicinanza con Pisa, dove ci sono centri di eccellenza”. Questo per dire, secondo Donzelli, come funziona la gestione concreta della sanità sul territorio. E ha sostenuto che “quanto accadeva in alcune aziende non è emerso finché Rossi era assessore alla Sanità, ma solo dopo, quando è diventato presidente della Regione, e questo qualcosa vorrà dire”.

Lucia Matergi, Pd, ha sostenuto che “le difficoltà e gli affanni della sanità sono connessi anche in Toscana alla spending review e alla necessità di effettuare tagli ai servizi per ridurre la spesa pubblica”. Con tutto ciò, pur nella difficoltà del momento, ci sono cose positive da sottolineare come “l’accordo con i medici di medicina generale”. La Matergi ha inoltre evidenziato l’importanza della certificazione dei bilanci economici delle aziende sanitarie.

Secondo Monica Sgherri, capogruppo Fds-Verdi, “in un quadro difficile come quello attuale, la sfida è alta, con criticità, ma bisogna difendere il sistema sanitario pubblico”. Finora la Toscana, ha detto la Sgherri, è riuscita a garantire un buon livello di servizio sanitario, nonostante siamo “nella peggior situazione che si sia mai registrata negli ultimi decenni a causa dei tagli nazionali ed internazionali che spingono allo smantellamento del sistema pubblico”. Per quanto riguarda i debiti delle Asl, invece, “è positivo che il sistema sia stato nel suo complesso promosso, come detto da Marroni, anche se ci possono essere e ci sono sfasature che non è detto si trasformino necessariamente in deficit”. La Sgherri, infine, ha chiesto di coinvolgere maggiormente nelle scelte gli operatori del settore, non solo i medici, in modo diretto od attraverso le rappresentanze sindacali”.

Rosanna Pugnalini, Pd, ha invitato a confrontarsi “un pochino di più” sui temi della sanità e ha detto che “bisogna discutere di quello che accade”. I fatti di Massa hanno determinato il rafforzamento dei controlli, secondo la Matergi, che ha parlato di “garanzia dei bilanci” e di necessità di “individuare dei criteri per assicurare equità al sistemma”. La sanità, per la Matergi, rimane uno dei comparti più importanti e qualificanti dell’azione della Regione.

Alberto Magnolfi, capogruppo Pdl, ha parlato di “necessità di ricostruire tutto il sistema del welfare”. Secondo Magnolfi quello dell’assessore Marroni “è un ottimismo di maniera”, perché “non corrisponde al vero che i conti della sanità toscana sono in ordine e la riforma del sistema, resa necessaria dalla diminuzione delle risorse, sarebbe ben avviata”. In realtà, secondo Magnolfi, la magistratura sta esaminando i bilanci delle Asl toscane e “la riforma sta incontrando grandi resistenze politiche e burocratiche”, perché “manca il respiro di una riforma vera, capace di ridisegnare in profondità il sistema socio-sanitario della Toscana”.

Redazione Nove da Firenze