Primarie del Centrosinistra: il firewall del potere

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PARTITO DEMOCRATICO — di Fernanda Faini

Firewall. Wikipedia mi dice che in informatica, nell’ambito delle  reti di computer, un firewall (termine inglese dal significato originario di parete refrattaria, muro tagliafuoco, muro ignifugo e in italiano anche parafuoco o parafiamma) è un componente passivo di difesa perimetrale di una  rete informatica, che garantisce dunque una protezione in termini di sicurezza informatica della rete stessa. “Firewall” la parola che mi viene in mente in alcuni momenti di queste primarie del centrosinistra, così come più estensivamente troppo spesso nel dibattito politico e pubblico. A dire il vero mi viene in mente più in generale nei contesti, anche diversi dalla politica, in cui si muova il potere. Difesa, protezione, sicurezza. Concetti latenti o esposti con chiarezza, in ogni caso presenti. A proteggere alla fine il potere. A proteggere il perimetro costruito con attenzione e severamente protetto da chi di quel potere ne è già parte, da chi lo agisce e vuole continuare a farlo, da chi spera di farlo, ma anche da chi sa che non ci arriverà, però ugualmente ne condivide la forma mentis difensiva. Il potere tende a difendere se stesso e a mantenersi. Per raggiungerlo è necessario che ne siano seguiti gli iter, i riti, le forme, la continuità. La difesa di tutto questo porta conseguentemente all’attacco e al disconoscimento di ciò che con qualche connotato di diversità e discontinuità si avvicini al perimetro e magari pericolosamente tenti di varcarlo ed entrare. In tal caso allora il firewall del sistema scatta automaticamente ed è riconoscibile in diverse ipotesi.

La difesa e il conseguente disconoscimento può derivare da fattori anagrafici. L’età cui generalmente si associa il concetto di esperienza, valore di per sé. Senza dubbio importante l’esperienza, da rispettare e valorizzare, ma insieme e accanto all’analisi dei risultati ottenuti. L’età. Quella che porta ad appellare il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, candidato alle primarie del centrosinistra, “quel ragazzo”, “quel giovane” alludendo, lontano da ogni analisi del suo pensiero, all’età anagrafica inidonea a legittimare un ingresso o anche una passeggiata serena sul confine di quel perimetro attentamente sorvegliato. E si allega alla descrizione anagrafica una frase ricorrente che allude alla possibilità per lui di fare la procedura, l’iter (la burocrazia italiana è qualcosa di mentale), di “mettersi ordinatamente in fila” e poi sicuramente un riconoscimento forte arriverà. Arriverà quando il potere avrà deciso che arrivi.

Altra espressione del firewall del sistema è la delegittimazione compiuta escludendo non solo da quel cerchio stretto stretto del potere, ma anche da quello di diametro più ampio della appartenenza politica. “E’ di destra”. E con questo si è delegittimato nella maniera più profonda, una sorta di disconoscimento, la sottile accusa di essere infiltrato, estraneo a quel corpo politico di cui fa parte. Disconoscendo democraticamente insieme a lui, in una frase sola, anche i sostenitori ugualmente guardati con sospetto e disconosciuti. Senza interrogarsi che forse più semplicemente esiste un’altra sinistra, altre elaborazioni, un confronto interno che può essere molto proficuo per la sinistra nel suo complesso, come in genere sono proficui i confronti di idee. Firewall potente è ravvisabile poi nelle accuse più ampie e generali di disonestà e mancato rispetto delle regole (delle primarie), che alludono alla espulsione da un cerchio ancora più ampio, quello della società cui si fa parte che esige il rispetto delle regole. L’accusa di slealtà. Quando magari si tratta di interpretazioni diverse di qualcosa che forse non è troppo chiaro o chiarito e in ogni caso la cosa ricorda molto chi vede la pagliuzza negli occhi dell’altro e non scorge la sua, se non trave, pagliuzza senz’altro. Espulsione quindi dai diversi cerchi di raggio sempre più ampio fino ad una sorta di ostracismo. Non solo si alza l’asticella della delegittimazione, ma al firewall si uniscono ulteriori sistemi di sicurezza. Perché la protezione è tutto. E allora ci si unisce, si fanno esposti, tutti insieme contro chi sta osando troppo senza attese, senza alleanze, senza i passaggi dell’iter burocratico.

Ma attenzione. E’ cosa nota che se il firewall è troppo restrittivo si rischia di non far partire alcuna applicazione del sistema e di avere problemi nella connessione di rete. Si rischiano difficoltà serie nel funzionamento, magari anche del riavvio del sistema. Si rischia di rimanere chiusi, forse meglio intrappolati nel segreto delle proprie stanze. Si rischia di essere troppo distanti dalla società da rappresentare, dai cittadini che la compongono. Lontani scientemente dalla realtà là fuori. Là, superato il firewall.

Redazione Nove da Firenze