Sicurezza stradale: la seconda installazione di “guerrilla marketing”

Continua l’iniziativa della Facoltà di Architettura, nell’ambito del progetto DAVID, in piazza Bambine e Bambini di Belsan


FIRENZE — Lettere colorate che compongono l’invito-monito “Don’t drive”. E che, viste di profilo, assumono la forma di una bottiglia. È questa l’installazione di “guerrilla marketing” legata al progetto DAVID per la sicurezza stradale, promosso dal Comune e dall’Associazione “Lorenzo Guarnieri”, che questa mattina è stata collocata in piazza Bambine e Bambini di Belsan. Si tratta della seconda installazione, che fa seguito all’auto incidentata posizionata in largo Annigoni, realizzata dagli studenti della Facoltà di Architettura nell’ambito del corso di sociologia urbana del professor Leonardo Chiesi. Tutto è nato circa sette mesi fa quando il progetto DAVID è stato presentato ad un centinaio di studenti coordinati dal professor Chiesi. A questi ragazzi, prossimi architetti, è stato proposto di presentare dei progetti di "guerrilla marketing", cioè idee inconsuete e sorprendenti, fuori dagli schemi, per realizzare degli allestimenti da collocare in vari punti della città che attirino l'attenzione del passante e facciano riflettere tutti sui comportamenti che occorre tenere quando ci si mette alla guida. Dei 22 progetti, che sono stati esposti in una mostra che si è tenuta a metà settembre fa a Palazzo Vecchio, tre sono stati già finanziati dagli enti promotori (il Comune e l’Associazione Lorenzo Guarnieri) tra cui appunto quelli dell’auto incidentata e della scritta in 3D allestita questa mattina. Si tratta di una installazione che, come spiegano gli ideatori (Stefano Galgani, Camilla Ciccarelli, Claudio Berti, Sara Sampieri, Nina Songhori e Marco Marinelli), gioca sulla prospettiva. Mentre da un lato si legge la scritta “Don’t drive”, guardandola di profilo si riesce a vedere una bottiglia. Questo per trasmettere in modo giocoso il messaggio di non guidare quando si è bevuto. Gli altri progetti di “guerrilla marketing” sono ancora in attesa di essere “adottati” per essere realizzati.

“Ancora una volta grazie alla creatività dei giovani futuri architetti la città sarà stimolata a riflettere sulla sicurezza stradale – commenta l’assessore alla mobilità Massimo Mattei –. Non si tratta di una installazione choc come quella dell’auto incidentata in largo Annigoni, ma sicuramente non mancherà di sollecitare l’attenzione e la curiosità dei cittadini. Ringrazio nuovamente la Facoltà di Architettura e l’Associazione ‘Lorenzo Guarnieri’ per questo importante contributo che, sfruttando canali inconsueti, punta a raggiungere soprattutto i più giovani”. Stefano e Stefania Guarnieri dell’associazione “Lorenzo Guarnieri” aggiungono: “Siamo molto soddisfatti del lavoro fatto dagli studenti di architettura. Ci ha molto colpito l'entusiasmo contagioso di tutti loro nel progettare e realizzare queste opere. Il risultato finale è a nostro parere eccellente. Un modo originale e efficace di comunicare un messaggio importante: non si guida dopo aver bevuto alcolici. Altre installazioni seguiranno e speriamo di trovare altri finanziatori perché molti dei progetti presentati meritano di essere realizzati. Ci sono tanti giovani pieni di talento, diamo loro una possibilità di esprimerlo”. “I giovani futuri architetti si sono confrontati con intelligenza e ironia col tema della sicurezza stradale – sottolinea il professor Chiesi – . Non è facile farlo senza spaventare, ma facendo pensare, giocando con forme, colori e parole. Hanno guardato con curiosità ad alcune forme contemporanee dell'arte e hanno realizzato un'installazione che dialoga vivacemente con chi la osserva. Vedremo come verrà accolta dalla città”. Si ricorda che il Piano DAVID per la sicurezza stradale è stato consegnato dall’associazione Lorenzo Guarnieri al Comune di Firenze circa un anno fa. David è un acronimo che sta per: Dati e analisi (ottimizzazione della raccolta dati sugli incidenti stradali); Aderenza alle regole (a partire da più controlli); Vita e educazione (diffusione di maggiore conoscenza delle regole e consapevolezza dei pericoli); Ingegneria (ovvero la messa in sicurezza delle infrastrutture e l’incentivazione di nuove tecnologie); Dopo la violenza (supporto alle famiglie e formazione degli operatori). L’obiettivo del progetto è di ridurre, entro il 2020, del 50% il numero di decessi e dei feriti gravi, ovvero salvare approssimativamente 58 vite umane. Tra le iniziative, la raccolta di firme per la proposta di legge di iniziativa popolare per l’introduzione dell’ ‘omicidio stradale’, che prevede l’inasprimento delle pene per chi causa incidenti guidando sotto l’effetto di alcol o droga.

Per info sull’iniziativa e sui progetti in attesa di finanziamento contattare il 338/4759527.

(mf)

Redazione Nove da Firenze