Arrivati altri tagli ai Comuni

Giurlani (UNCEM): “Inammissibile che il Governo comunichi l’entità dei tagli solo il 25 ottobre, rischio aumento IMU”. Appello dei Genitori: "Non accorpate altre scuole". Bezzini su patto stabilità: “Apprezziamo l’impegno della Regione Toscana”

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
30 ottobre 2012 22:19
Arrivati altri tagli ai Comuni

Con decreto del 25 ottobre 2012 il Ministero dell’Interno comunica il dettaglio degli ulteriori tagli per l’anno 2012 da imputare a ciascun Comune, previsti dall’ennesima misura della Spending Review per totale complessivo di 500 milioni di euro. Sul tema abbiamo intervistato il Presidente di UNCEM Toscana Oreste Giurlani in rappresentanza di 168 Comuni della Toscana. “Siamo al colpo finale per i Comuni – dichiara ad Agipress il Presidente di UNCEM Toscana Oreste Giurlani (Unione Naz.

Comuni Enti Montani), soprattutto per quelli piccoli e montani. Non è ammissibile che il 25 ottobre il Governo comunichi l’entità degli ulteriori tagli, che andranno a gravare sui servizi che il Comune eroga ai cittadini. Servizi – aggiunge – che tra l’altro i Comuni già stanno erogando, penso a quelli legati alla scuola, trasporti, per non parlare dei servizi sociali e sanitari”. Ecco qualche esempio riguardante gli ulteriori tagli annunciati il 25 ottobre partendo da alcuni Comuni più piccoli fino ad arrivare al capoluogo toscano: Palazzuolo sul Senio (FI) 23.954, San Romano in Garfagnana (LU) 32.998, Castel san Niccolò (AR) 47.909, Arcidosso (GR) 63.514, Firenzuola (FI) 63.153, Poppi (AR) 75.884, Manciano (GR) 167.869, Greve in Chianti (FI) 91.976, Massa (MS) 714.913, e per finire Firenze (FI) con un ulteriore taglio di 6.717.838.

“Siamo al collasso – aggiunge - è emergenza vera per le amministrazioni, ormai in grave difficoltà. I comuni, specialmente quelli piccoli, continuano a rappresentare un presidio e un punto di riferimento centrale per i cittadini assolvendo anche ad un ruolo di supplenza rispetto alle inadempienze e ai ritardi di altri livelli istituzionali, ma con questa ulteriore mossa del Governo che si va a sommare a tutte quelle precedenti, siamo giunti al capolinea”. “I numerosi e continui decreti del Governo – conclude - costringono i Comuni ad un ridimensionamento, soprattutto nei territori più disagiati, dei servizi di pubblica utilità, con il rischio serio di aumento dell’aliquota IMU.

Adesso bisogna assumere posizioni nette e chiare: se questo Governo e questo Parlamento ritengono che i Comuni non siano più l’asse portante del sistema istituzionale per la loro vicinanza alle comunità locali e ai loro cittadini, lo si dica con altrettanta chiarezza, ma si dica anche chi si assumerà la responsabilità della gestione dei servizi e dei territori.” “Una decisione che testimonia attenzione verso le difficoltà che intrappolano gli enti locali e sensibilità verso le tante aziende che in Toscana, come in tutta Italia, pagano un prezzo altissimo a causa dei vincoli del patto di stabilità”.

Così il presidente della Provincia di Siena, Simone Bezzini, commenta la scelta della Regione Toscana di cedere a Comuni e Province una quota parte della propria capacità di spesa, quasi 37 milioni di euro, per allentare la morsa del patto di stabilità. La Provincia di Siena beneficerà della misura per una quota di 3 milioni e 964 mila euro. “La scelta della giunta regionale - commenta Bezzini - ci offre una piccola ma significativa boccata d’ossigeno per rispettare i vincoli del patto di stabilità.

Non si tratta di risorse in più nelle casse degli enti locali, ma della cessione di una quota parte della capacità di spesa regionale. Nelle prossime settimane verificheremo, dati alla mano, se e quante risorse sarà possibile sbloccare per i pagamenti alle imprese per lavori già eseguiti”. “La Regione Toscana - sottolinea Bezzini - ha dato prova di vicinanza e comprensione delle difficoltà degli enti locali, adesso sarebbe fondamentale che anche il governo facesse altrettanto. Il patto di stabilità non è più sostenibile: non solo ci rallenta nel corrispondere ai nostri fornitori le risorse dovute, ma sta paralizzando interi territori, impedendo agli enti locali di programmare nuovi interventi, rimettendo in moto l’economia”.

Un appello accorato agli amministratori dei comuni e delle province toscani affinché non compiano l’ennesimo scempio della scuola pubblica, accorpando là dove non è necessario: questo il contenuto della lettera che l’Associazione genitori AGe Toscana ha inviato a sindaci, assessori, consigli d’istituto e dirigenti scolastici dell’intero territorio regionale. “Le richieste di noi genitori non sono campate in aria: da anni ormai denunciamo i tagli eccessivi operati dalla Regione Toscana, documentando puntualmente con dati forniti dallo stesso Ministero dell’istruzione -denuncia la presidente regionale Rita Di Goro- Adesso, oltre alle 46 scuole sottodimensionate e attualmente in reggenza, i nostri figli hanno diritto a recuperare altre 45 scuole impropriamente tagliate negli anni passati, in quanto abbiamo ampiamente superato la media regionale di 900 alunni richiesta dalla bozza di intesa fra Stato e Regioni e occorre non tagliare più”.

Secondo questa intesa, la Lombardia dovrebbe recuperare 135 scuole, l’Emilia Romagna 56, la Toscana 45, mentre la Campania ne deve cedere 168, la Sicilia 107, la Calabria 49.

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