Matteo Renzi, Adesso Firenze, 100 luoghi per cambiare la città

Minore affluenza, poca attenzione alla programmazione a lungo termine. Termini ristretti, problemi pratici del vivere quotidiano. La crisi si fa sentire anche nei rapporti partecipativi


AMMINISTRAZIONE — Matteo Renzi si presenta nel Salone de' Dugento di Palazzo Vecchio per aprire il primo dei 25 luoghi scelti per trattare i temi caldi, le partite ancora aperte sulla città di Firenze. I 100 luoghi di partenza sono stati ridotti ad un quarto, a rigor di logica le presenze sarebbero dovute quadruplicare, così non è e sembra fin da subito un mezzo flop. A meno che non la si veda con gli occhi della fiducia che vorrebbe la gente ad assembrar la piazza solo perché scontenta.
Nel Salone non più di 80 persone, tra queste il consigliere di Sel Tommaso Grassi che twitta velocemente un "Cosa tocca fare per vedere Renzi seduto al suo posto in Consiglio comunale" presente anche il vice presidente del consiglio, Jacopo Cellai.

Il sindaco lancia un sondaggio ad alzata di mano sulla nuova illuminazione di piazza Duomo "Piace, a quanti?". Poche le mani alzate, qualche mugugno tra le persone sedute. Un ragazzo lo interrompe per rivendicare il diritto di critica su temi "ben più importanti" dell'illuminazione. Renzi non si scompone, affronta i problemi di Santa Croce e del degrado che appare fin da subito il vero motore trascinante dell'intera seduta pubblica. Ma il Patto per la Movida? Le ordinanze contro l'abuso di alcool? I temi che hanno tenuto banco negli ultimi mesi sono rimbalzati indifferenti tra le mura dei reali interessati? "Non mi pare che la situazione sia mutata" è l'affermazione di un residente di Borgo de' Greci.



Il primo cittadino si accorge subito cosa significa tornare a Firenze dopo aver attraversato l'Italia in camper "Io speravo di poter parlare di problemi generali, di fare il punto e di analizzare le cose fatte e quelle da migliorare, voi invece mi presentate solo i vostri problemi personali". Nel bene e nel male, è questa Firenze.
Palazzo Vecchio trasformato in Museo, riaperto in ogni direzione e visitabile fino a sera tarda preso d'assalto dai turisti? Il nuovo Museo dell'Opera del Duomo? Il recupero della Loggia del Grano? La nuova uscita degli Uffizi? La riqualifdicazione di via Tornabuoni e le scommesse di piazza del Carmine e piaza Brunelleschi con i Project per i parcheggi interrati?
Se da un lato del Salone c'è chi lamenta l'assenza di controllo da parte della Polizia Municipale, altri rivendicano la libertà di poter circolare in bicicletta senza rischiare il furto del mezzo. Emblematica la protesta di una signora che se la prende con l'artista di strada che la sera, in via degli Speziali, imitando Charlot e suonando il fischietto "Danneggia la salute dei residenti".

"Inutile nascondersi - interviene Cellai seduto tra il pubblico - se il Comune di Firenze ha richiesto l'aiuto delle Forze dell'ordine significa che un problema sicurezza esiste" ma Renzi non ci casca e ribatte che "Sono per uno stato di pulizia e non di polizia, sono cose ben diverse. Abbiamo chiesto a tutti gli organi di sicurezza competenti di darci una mano per il controllo del territorio anche perché i vigili urbani non sono gli unici titolati a dare risposta in tal senso" aggiungendo poi che "per la prima volta i residenti del centro storico sono in aumento, mentre sono in diminuzione i reati minori".

Il sindaco si accorge che il dibattito si fossilizza sul tema del degrado. "Ma voi non mi parlate dei dehors di piazza della Repubblica che io trovo veramente brutti?" lamenta Renzi che aggiunge "Per non parlare del problema di via della Scala che blocca Firenze" in una specie di commedia al contrario dove è il primo cittadino che tenta di dare l'imbeccata giusta al pubblico per le provocazioni. Una signora sbotta "Caro sindaco è inutile anche parlare del parcheggio in piazza Brunelleschi, che comunque vedrei volentieri, se prima non si risolve il problema del degrado altrimenti si rischia di creare una specie di ricettacolo di sporcizia in una zona già martoriata".



Mentre Matteo Renzi se la deve vedere con i piccoli problemi di vicinato, dall'amministrazione dello Stato a quella del condominio, in altri luoghi si affrontano le relazioni culturali tra biblioteche aperte fino a tardi e librerie che chiudono, si passeggia per i prati verticali come quello delle Murate ancora transennato forse perché un filo d'erba è leggero ma una intera zolla che cade non fa primavera. Si guarda ai contenitori che si svuotano come San Firenze a quelli che si son riempiti da poco come il Palazzo di Giustizia che si vorrebbe dedicare a Pier Luigi Vigna.
In zona Leopolda si è discusso del tema del Nuovo Teatro del Maggio che vede quale priorità la sopravvivenza del sistema prima ancora che la realizzazione dell'opera: due aspetti che vanno in parallelo ma dove uno dei due può essere sostenuto con l'impegno del Comune, mentre per l'altro occorre la buona volontà di chi l'opera l'ha voluta dedicare ai 150 anni dell'Italia. Nell'area del Quartiere 2 si parla di riqualificazione di piazza delle Cure "Attualmente un quadrivio - spiega Gianluca Paolucci presidente di Villa Arrivabene - che però i cittadini vorrebbero vedere a misura d'uomo con il mercato, le piste ciclabili ed una mobilità elementare migliore. Siamo vicini alla realizzazione del parcheggio in via del Pratellino dove c'erano le ex Poste (rottamate da Renzi, ndr). Infine una bella apertura da parte dei commercianti lascia intravedere una soluzione positiva per la pedonalizzazione di via Gioberti"

Altro tema caldo quello dello Stadio per un'assemblea di 150 persone che si è svolta a Novoli dove era presente l'Assessore Massimo Mattei assieme ad Angelo Falchetti presidente di Mercafir. "I cittadini si sono accorti che un'area un tempo valida come tessuto commerciale - ha spiegato Mattei - adesso ha perso la sua funzione e sarebbero ben contenti di vederla rinascere, magari con il nuovo stadio.. ci sono state anche voci contrarie, ma diciamo che ormai la strada è tracciata. Non ci sono tempi certi, c'è molta attesa di vedere un progetto e questo lo capisco. Chi potrà realizzare tutto questo? Può costruire chi ha interesse di vedere realizzato in quella zona un bel centro sportivo".

Strette di mano, "in bocca al lupo" e qualche foglietto lasciato al sindaco a fine serata come promemoria per eventuali incombenze da risolvere a breve perché la domanda più gettonata "Si, ma quando?" è stata utilizzata un po' da tutti, residenti, studenti, ingegneri ed architetti, quasi che il tempo non bastasse più, quasi che il sindaco che ringrazia "tutti e ciascuno per esser stati qui" possa sfuggire dalle mani e lasciare qualcuno scontento. "Adesso!" non è solo uno slogan per le Primarie di Renzi ma un messaggio che scivola sulle pietre di Firenze e si perde per le strade della città, le stesse che i temerari cittadini attraversano tornando verso casa.


AntLen





Redazione Nove da Firenze