Cecina: mostra di foto storiche del National Geographic

Immagini mai esposte in Italia e realizzate dal 1890 al 1950 dai fotografi, esploratori e naturalisti delle grande istituzione scientifica


EVENTI — La Fondazione Culturale Hermann Geiger inaugura sabato 14 luglio alle ore 18 l’attività della sua nuova sede espositiva a Cecina (Li), Piazza Guerrazzi 32, con la mostra fotografica intitolata “Il Mondo in bianco e nero. The World in black and white” realizzata in collaborazione con la National Geographic Society una delle più grandi organizzazioni con scopi scientifici e didattici più grande al mondo, fondata negli USA nel 1888. La mostra, curata dal direttore artistico della Fondazione Alessandro Schiavetti, presenta al pubblico 55 fotografie in bianco e nero mai esposte prima d’ora in Italia e provenienti dagli archivi della National Geographic Society. Una collezione di oltre 11 milioni di fotografie delle quali meno del 2% è stato fino adesso pubblicato. Le immagini esposte sono state scattate tra il 1890 e il 1950 circa, in diverse zone del mondo, da diciassette fotografi che hanno lavorato per il National Geographic.

Nomi come Clifton R. Adams, J. Baylor Roberts, Edwin L. Wisherd e B. Anthony Stewart che, attraverso i loro viaggi negli Stati Uniti, hanno fissato alcuni momenti di vita di persone comuni tra gli anni Venti e Quaranta del Novecento. Ray V. Davis e Willis T. Lee tra i primi ad aver fotografato la bellezza delle Carlsbad Caverns, le stupende grotte del New Mexico considerate patrimonio dell’Umanità. Attraverso più di 2.000 fotografie A. B. Lewis, all’inizio del XX secolo, ha invece illustrato il suo viaggio nelle isole della Melanesia e in Nuova Guinea, terra immortalata anche dal Capitano Frank Hurley. Joseph F. Rock, durante il suo soggiorno quasi trentennale in Cina e Tibet, ha documentato con numerose fotografie la vita dei buddisti di quelle terre mentre alcuni scatti ritraggono invece le tribù africane ad opera di Volkmar K. Wentzel e di Vittorio Sella, famoso anche per aver scalato le Alpi e l’Himalaya le cui fotografie di montagna sono ancora oggi considerate tra le più belle mai realizzate. George Shiras III è stato invece il primo a scattare fotografie con il flash, in notturna, ad animali selvatici. I ritratti del Barone Wilhelm von Gloeden si distinguono per avere come soggetto soprattutto i giovani di Taormina, raffigurati principalmente in pose classiche. I viaggi di Maynard Owen Williams sono testimoniati dalle fotografie scattate a Parigi, ma anche in India; mentre Pierre Daye ha raccontato il colonialismo nello stato del Congo Belga. Le fotografie di Alexander Graham Bell, il secondo presidente della National Geographic Society, ritraggono gli esperimenti di volo compiuti da lui e dai suoi assistenti all’inizio del Novecento. Nel Polo Sud la sfortunata e tragica “spedizione Terranova” del 1910/13, guidata dal comandante Robert Falcon Scott, che vi perse la vita, è invece documentata attraverso le incredibili immagini scattate da Herbert G. Ponting che ha fatto parte di quella missione. “Nell’era della fotografia digitale alla portata di tutti – spiega Marco Catteneo direttore del National Geographic Italia – le imprese di questi incredibili e ostinati esploratori del mondo e dell’uomo potrebbero sembrare lontanissime. Eppure è grazie a loro se oggi possiamo ammirare un mondo che non è più e conservare la memoria di un importante frammento di storia dell’umanità”. “ Da quel momento – aggiunge Alessandro Schiavetti direttore artistico della Fondazione Geiger – la fotografia diventa uno strumento necessario e inseparabile del viaggiatore e del giornalista dove il viaggio e il racconto per immagini rivive due volte”.

Il percorso espositivo è arricchito dalla biografia dei vari fotografi e dalla presenza di alcune apparecchiature fotografiche storiche. Tra queste alcune sono provenienti dalla collezione privata di Antonio Giammarino (Pescara) che ha anche ricostruito una camera oscura corredata da schede dettagliate sui vari passaggi dello sviluppo e della stampa fotografica di ieri. Una splendida macchina fotografica dei primi decenni del Novecento è stata poi prestata da Romano Cagnoni, uno dei più grandi fotoreporter italiani che vive e lavora a Pietrasanta (Lu).

La mostra il “Mondo in bianco e nero. The World in black and white” sarà aperta fino al 16 settembre ad ingresso libero tutti i giorni dalle 18 alle 23, nella sede espositiva della Fondazione Geiger, Piazza Guerrazzi, 32 Cecina (Li).

Redazione Nove da Firenze