Tutti i Colori del Calcio Storico

Inizia oggi il reportage di Nove da Firenze. Un articolo sul Colore Bianco in rete fra un paio di giorni e a seguire i restanti colori


FIRENZE — di Massimo Capitani
foto di Corrado Sacchi


Ci sono quartieri dove impari presto i Colori del Calcio Storico: gli Azzurri di Santa Croce, i Bianchi di Santo Spirito, i Rossi di Santa Maria Novella e i Verdi di San Giovanni, come una filastrocca antica che poi non dimentichi più. È in questi quartieri che il sentimento del Calcio Storico è così grande da essere alimentato tutto l’anno nei bar e nelle piazze poi, con il passare del tempo, nelle sedi d’allenamento, fino ad esplodere con l’arrivo dei Calcianti nella rena di Piazza Santa Croce. Una passione bruciante ed improvvisa il Calcio Storico, una partita, al massimo due, poi se ne riparla l’anno prossimo e restano solo i discorsi, le foto, i filmati, i rimpianti.

È in questo spirito che quest'anno, alla vigilia del grande evento, noi di Nove da Firenze accompagnati dall’amico Alessio Farolfi, abbiamo messo in moto scooter, scarpe, penne, telefoni, registratori e talvolta pazienza, per trovare i contatti e poi sentire la voce di tutti i Colori del Calcio Storico.

La prima tappa del nostro percorso è la trattoria Diladdarno in via de’ Serragli gestita dall’amico Cristiano Marcelli che dopo aver militato nella nazionale italiana di Football Americano, oggi gioca nei Bianchi di Santo Spirito. Sul marciapiede della trattoria Cristiano ci racconta della finale del 2011 persa all’ultimo minuto, e in quella partita, lo scontro a metà campo con l’altro armadio Azzurro, Mafara, che ha portato l’arbitro della partita, di spalle in quel momento, a girarsi e dire “e icche si sono scontrati du’ Tir”. Mentre parliamo arriva Massimo “Tenaglia” Aresti, un lottatore di lotta greco romana, che ha rilevato la palestra della Sempre Avanti Juventus, destinata altrimenti alla chiusura, dopo centosette anni di storia, vittorie e passione. Aresti ci parla del suo ruolo di marcatore dell’attaccante Azzurro “Piombino”: un rugbista di cento chili con un baricentro alto così, Aresti mima una linea a mezzo metro da terra, che devi marcare, sempre che te lo permettono, prima che sia in corsa, altrimenti ti porta in caccia con la palla.

La chiacchierata è finita Cristiano deve lavorare, salutiamo i Calcianti dopo aver annotato, fra l’altro, un paio di contatti. L’appuntamento con Alessio è per la prossima settimana all’Accademia Fiorentina dove si allena il Calciante Verde Giano Lenzi.

Ci avviciniamo a Giano Lenzi mentre le sue braccia mulinano nel vuoto durante la fase di riscaldamento, alla nostra richiesta di rispondere a qualche domanda sul Calcio Storico, dice che preferisce non rilasciare interviste, dopo averlo fatto in passato a radio e giornali. Capiamo che ci sono stati dei problemi e non insistiamo, gli chiediamo piuttosto se dopo l’allenamento o in un altro momento ci può fornire un contatto. Detto fatto alla nostra lista si aggiunge un altro nome.

Per trovare l’ultimo e definitivo personaggio ci affidiamo ad una vecchia conoscenza: Massimo Meucci, portiere per il Colore Azzurro. Massimo durante l’edizione del 2011 ha subito un bruttissimo infortunio ora, dopo degenze e riabilitazione varie sembra voler tornare a giocare, “perché il Calcio Storico è come una droga e quando arriva il momento è difficile rinunciare”. Per strane coincidenze non riusciamo mai a vedere di persona Massimo, così Alessio prende contatto con lui telefonicamente e da quella chiacchierata vengono fuori le parole sopra citate e l’ultimo agognato contatto.

Ora non resta che mettere questo pezzo in rete e far seguire, a distanza di due giorni, l’intervista ai Bianchi di Santo Spirito nella persona di Marino Vieri, le altre andranno in rete ad intervalli di due, tre giorni. Chiudiamo, per ora, ringraziando, oltre ai personaggi apparsi in questo pezzo ed i protagonisti delle prossime interviste, Mirko Cardelli dei Verdi e Uberto Bini, di Firenze, quest’ultimo scrittore e Presidente della partita dei Veterani, che con il suo “ventisette guerrieri dal cuore d’oro” ci ha ispirati e motivati a fare questo servizio, perché a Firenze se togliamo il Calcio Storico, non rimane più nulla di storico.

Redazione Nove da Firenze