Polizia mortuaria, polemica sul nuovo regolamento

Albini (PD): "Questo regolamento è una vergogna per Firenze". “La pratica esiste già dal 1996, chi polemizza non lo sapeva?” è la replica dell'assessore Saccardi. Intervento di Aduc: "Gli animali domestici, no?"


AMMINISTRAZIONE — Il Comune di Firenze vara il nuovo regolamento di Polizia Mortuaria e recepisce una normativa vigente prevedendo la realizzazione di una apposita area, per i feti abortiti, all'interno del cimitero di Trespiano sulla via Bolognese.
Il nuovo regolamento, nello specifico, introduce il diritto alla sepoltura dei feti, compresi i prodotti abortivi e i prodotti del concepimento, prevedendo la realizzazione di un’area a ciò destinata.

“Questo nuovo regolamento di polizia mortuaria varato dalla giunta non avrà mai il mio voto in Consiglio comunale”. Lo annuncia l’onorevole Tea Albini, consigliera del Pd di Palazzo Vecchio che spiega: “Mi rifiuto di pensare che a Firenze ci sia chi paragona aborti terapeutici alla morte di un bambino, perché di fatto questo è. Una città con radici profondamente laiche come Firenze non può accettare un regolamento come questo che seppur previsto dalla legge, è inaccettabile dal punto di vista del libero arbitrio. Mi auguro che Firenze alzi forte la sua voce affinché questa offesa contro la dignità della donna non venga perpetuata”

“Il nuovo regolamento di Polizia mortuaria regolamenta la prassi già in atto di consentire alle donne che lo desiderano di poter seppellire in un’apposita area a Trespiano i feti mai nati. Non si tratta di un attacco alla legge sull’aborto o alla laicità ma di un modo per lenire il dolore di una morte non voluta”. E’ quanto afferma l’assessore alle politiche sociosanitarie Stefania Saccardi.

“Il seppellimento dei feti - spiega Saccardi - è previsto da una normativa nazionale, il dpr 285/90, che prevede la possibilità che feti mai nati per aborti terapeutici o altre cause possano essere inumati. L’aborto volontario, fatto di norma entro il novantesimo giorno della gestazione, non c’entra perché in quel caso l’embrione viene aspirato e non viene riconsegnato”.
“A Firenze - prosegue Saccardi - questa possibilità, seppure senza una regolamentazione precisa, è in atto dal 1996, quando fu prevista un’area specifica, distinta dall’area dove sono sepolti i bambini, per seppellire i feti e i prodotti abortivi. Tant’è che a Trespiano ad oggi ce ne sono già 1019. Mi stupisce che chi fa polemica oggi e ha governato in questa città per tanti anni non se ne fosse accorta”.

“La nostra - continua Saccardi - è una scelta di libertà: non vogliamo intaccare la dignità delle donne ma anzi dar loro la possibilità, se lo vogliono, di non lasciare il feto all’ospedale - dove verrà incenerito - ma di dargli sepoltura e avere un luogo dove pregare per un bambino che avrebbero voluto e che non è mai nato. E’ una norma di civiltà”.
“Rispolverare una battaglia ideologica su una pratica che da 16 anni esiste in questa città non fa bene né alle persone né alla politica - conclude Saccardi -. A Firenze si rispetta ogni scelta anche in tema di sepoltura: così come vanno rispettate le donne che decidono di abortire o di lasciare il feto in ospedale, devono essere rispettate anche quelle donne che decidono di ricordare un bambino mai nato. La laicità consiste nel rispetto di tutti, non è un concetto che si può declinare a senso unico”

"Il nuovo regolamento cimiteriale è un'offesa alle donne che con l'interruzione di gravidanza hanno percorso una via sicuramente dolorosa e difficile. - afferma il Consigliere comunale Tommaso Grassi - Così il Comune si erge a giudice, e le fa sentire diverse e criminali : ci chiediamo per quale motivo la Giunta Renzi ha deciso di proporre questa ennesima provocazione. Presenteremo sicuramente un emendamento per l'abolizione del settimo capoverso dell'articolo 26 del regolamento, che tratta appunto di 'feti che non siano stati dichiarati come nati morti, di prodotti abortivi e di prodotti del concepimento', un vero e proprio insulto per una Città, come Firenze, che ha fatto della laicità e della difesa del diritto all'autodeterminazione delle donne, oggetto anche del referendum nel 1981, una propria bandiera da sempre."

"Non ci sorprende affatto scoprire che le uniche amministrazioni che avevano, prima di oggi, proposto e inaugurato simili luoghi nei propri cimiteri fossero tutti governati dal centro-destra, come i Comuni di Roma, di Milano e della Lombardia e di Caserta. - conclude Grassi - Un centro-destra che sicuramente oggi gioirà e sarà contento dell'ennesimo atto del Sindaco Renzi copiato ed estrapolato dal programma elettorale dei Sindaci berlusconiani del PDL."

“Permettere ai feti abortiti di poter essere seppelliti nei nostri cimiteri, accanto agli altri bambini non nati, rappresenta un passo importantissimo verso il pieno riconoscimento del valore della vita, oltre ad essere un segno di profonda civiltà. Per questo mi sento in dovere, pur da esponente dell'opposizione, di rivolgere un grande e sentito plauso all'assessore Stefania Saccardi per la stesura del nuovo regolamento di Polizia Mortuaria”. Questo il commento del consigliere comunale del PDL, Francesco Torselli.
"L'aborto - spiega Torselli - è da sempre un tema spigoloso e difficile da affrontare, ma per chi, come me, è fortemente contrario, uno degli aspetti peggiori e più crudeli è sempre stato quello di sentire considerare i feti abortiti come scarti di ospedale, al pari di una ciste o di un'infezione asportata. Oggi, grazie all'assessore Saccardi, anche questi bambini mai nati potranno avere un luogo dove riposare in pace, al pari degli altri angeli che non hanno conosciuto la luce di questa vita".
"Non ho ancora letto l'intero regolamento - fa sapere il consigliere del PDL - ma questo importante passaggio mi porta già di per sé a complimentarmi col lavoro svolto dall'assessore anche se, in aula, annuncio fin da ora la presentazione di un emendamento al testo per modificare la dicitura che descrive questi bambini come 'prodotti abortivi o prodotti del concepimento'".
"Oggi a Firenze - conclude Torselli - è stato segnato un passo fondamentale verso il riconoscimento dei feti abortiti come veri e propri esseri umani. Permetterne la sepoltura all'interno dei cimiteri significa di fatto questo e di ciò va ringraziata questa amministrazione comunale. Fino ad oggi li abbiamo sentiti chiamare in tutte le maniere possibili, da 'ammassi di carne' a 'grumi di cellule', da oggi finalmente saranno chiamati col loro nome: bambini".

"Inaccettabile che Firenze sia l’apripista contro la legge 194. Inaccettabile il nuovo regolamento di polizia mortuaria là dove si introduce il diritto alla sepoltura dei feti (compresi i prodotti abortivi e i prodotti del concepimento) prevedendo la realizzazione di un’area a ciò destinata all’interno del cimitero di Trespiano”. Lo ha dichiarato il capogruppo onorevole Valdo Spini che aggiunge: "Se passasse in Consiglio una impostazione del genere – spiega Spini- assisteremmo così alla costituzione ad una sorta di “cimitero degli aborti” qualcosa che alla mia sensibilità personale appare veramente tutto fuori che misericordioso.
Più in generale - ribadisce Valdo Spini,- con questa delibera si fa passere surrettiziamente una posizione di parte e cioè che il feto costituisca una persona, con tutte le conseguenze implicite nei confronti della legislazione nazionale in tema di aborto, cioè in senso contrario ad una legge dello stato italiano ribadita da un referendum. Non è accettabile –lo dico anche come a suo tempo candidato sindaco della città - che Firenze debba essere l’apripista di una concezione siffatta, destinata peraltro a ribadire le polemiche e rialzare gli steccati piuttosto che ad agire in positivo su questo delicato tema per la riduzione degli aborti stessi. La nostra opposizione in consiglio comunale sarà quindi molto ferma come fermo è il nostro appello al Partito Democratico perché intervenga a fare chiarezza su questo tema così importante e delicato.”

"Sta facendo “scalpore”, nei cosiddetti ambienti laici, la notizia che il nuovo regolamento di polizia mortuaria del Comune di Firenze prevede la possibilita' di seppellire anche i feti abortiti in cimitero" interviene anche Vincenzo Donvito di Aduc.
"Da persone libere quali siamo, favorevoli all'aborto e rispettose dei diritti dei cittadini che usufruiscono dei servizi di pubblica utilita', non comprendendo chi fa polemica, per cui elogiamo l'iniziativa.
Perche' chi ha originato un feto abortito non dovrebbe metterlo dove vuole, nel rispetto delle relative osservanze sanitarie?
Perche' l'istituzione dovrebbe negare che qualcuno possa vedere rispettato il proprio credo? Che differenza c'e' rispetto alle agevolazioni e agli spazi che si danno ovunque alle religioni? Forse che nel cimitero di Trespiano non seppelliscono e cremano i senza-dio? Ognuno deve esser libero di seppellire i propri morti.
Se un'amministrazione deve essere tale per tutti i cittadini, la stessa farebbe un errore ad impedire che un credo usi i propri riti, i propri usi, i propri costumi.
Non solo, ma da questo si tragga spunto per chiedere all'amministrazione di creare uno spazio cimiteriale anche per gli animali domestici. Soggetti viventi sempre piu' importanti nella nostra vita civica ed affettiva, anche al pari dei bipedi, per cui meritano la possibilita' che chi li amati li possa ricordare nei luoghi che ritiene piu' opportuni ai propri riti e costumi. E cosa di meglio, per chi ama ricordare i propri cari andando in cimitero, poterlo fare per bipedi e quadrupedi nel medesimo posto?"


Questo l’intervento della capogruppo di perUnaltracittà Ornella De Zordo
“Dopo Manduria, Agrigento, Milano (sindaco Moratti) e Roma, Firenze è la prima città amministrata dal centro-sinistra a veder approvato dalla Giunta comunale la realizzazione di un cimitero dei "bambini mai nati". Il nuovo Regolamento di Polizia mortuaria approvato dalla giunta di Palazzo Vecchio prevede infatti la sepoltura "dei prodotti abortivi e dei prodotti del concepimento”, a cui verrà dedicata particolare e apposita area all'interno del Cimitero di Trespiano. Questa decisione contrasta nettamente con la legge 194 sull'aborto perché si basa sul concetto che un feto è una persona, con tutte le conseguenze giuridiche oltre che culturali che esso comporta. Inoltre finisce inevitabilmente per colpevolizzare le donne che già affrontano una scelta per loro dolorosissima e che abortendo non compiono solo una scelta legittima ma esercitano un loro diritto.

Non è un caso che la norma contenuta nel Regolamento approvato dalla Giunta di Firenze piaccia molto agli antiabortisti, dato che ha una forte valenza ideologica pro-life, e surrettiziamente tende a disincentivare il ricorso all'aborto assistito. Ricordiamo alla Giunta che l’interruzione assistita della gravidanza è stata una conquista difficile che ha strappato i corpi della donne dalle mani di mammane e medici che praticavano aborti nell'illegalità e che su quei corpi lucravano.

Ma forse per la Giunta di Firenze conta far contente le gerarchie della Chiesa cattolica, che da sempre colpevolizzano un momento doloroso per le donne come quello della scelta di abortire. Chiediamo alla Giunta di ripensarci e nel frattempo annunciamo che daremo battaglia in Consiglio comunale presentando emendamenti al Regolamento, e che lavoreremo a fianco di quella società civile che vede moltissime persone, donne e uomini, battersi in questa città, per l'autodeterminazione e la laicità”.

Dichiarazione della Sen. Donatella Poretti (Radicali) e di Maurizio Buzzegoli (Segretario Ass. "Andrea Tamburi")
Sempre più spesso ci troviamo davanti a proposte senza logica e che vorrebbero portare l’Italia verso una serie di contro-riforme illiberali, trascinando il Paese in un baratro oscurantista, ignorando la volontà dei cittadini. Il nuovo regolamento di polizia mortuaria approvato ieri dalla giunta del Comune di Firenze che introduce il diritto alla sepoltura dei feti , compresi i “prodotti abortivi e i prodotti del concepimento” , simboleggia un modo subdolo del Sindaco Renzi per ostacolare e manipolare le libertà individuali delle madri che intendono avvalersi della legge 194: una presa di posizione crudele e medievale atta ad ingraziarsi le gerarchie ecclesiastiche e l’elettorato clericale. Consideriamo l’interruzione volontaria di gravidanza –conclude la nota- una decisione sempre difficile di cui la donna risulta unica titolare; una scelta che deve avvenire senza condizionamenti né tantomeno essere considerata un crimine.

Redazione Nove da Firenze