Dal fronte con ironia

Alla Galleria d'arte Moderna di Palazzo Pitti l'epistolario illustrato di Piero Bernardini


MOSTRE — La mostra “Dal fronte con ironia” conclude il ciclo Italia mia, dedicato dalla Galleria d'arte Moderna di Palazzo Pitti, alla celebrazione dei 150 anni dall'Unità d'Italia, presentando per la prima volta una selezione delle lettere illustrate che Bernardini (Firenze 1891-1974, futuro grafico e pittore di successo, inviava ai familiari dal fronte del Carso, dove era stato reclutato presso la Croce Rossa. Questa importante testimonianza storica ed artistica entra a fare parte delle collezioni di Galleria grazie al dono delle figlie dell'artista Maria e Mina Bernardini.

Le opere esposte sono lettere con immagini, piccoli capolavori d'equilibrio espressivo, che hanno lo scopo di rassicurare chi è lontano, con una narrazione fluente e ironica , a tratti venata di malinconia. Se altri artisti hanno usato toni drammatici nelle testimonianze dal fronte, Bernardini sceglie una sorta di “favellare toscano” lieve come il segno grafico che lo accompagna. Come scrive Rossella Campana in catalogo “l'ironia tutta toscana delle sue figurine non ignora un precedente come quello del Tricca e trae forza dallo spirito beffardo che aveva animato l'ormai storico caffè Michelangelo, mentre la poesia e il garbo che le caratterizzano devono molto alle fortunate illustrazioni di Mazzanti e Chiostri per Collodi”.
Nato a Firenze il 23 giugno 1891, Piero Bernardini , dopo aver frequentato una scuola d'arte esordì giovanissimo, nel 1908, come illustratore sulle pagine del Passerotto, supplemento mensile de Il giornalino della domenica riservato agli abbonati, diretto da Omero Redi. Nel 1914 espose alla "Mostra del bianco e nero" di Firenze. Durante la guerra collaborò con il giornale reggimentale “La trincea”. Ritornato a Firenze, dove venne assunto alla Biblioteca filosofica, riprese a collaborare con Vamba al risorto Giornalino della domenica e cominciò una vasta attività di illustratore, sia per libri (dal 1922 illustra molti titoli per Bemporad, mentre è del 1923 una bella edizione di "Guerino il Meschino" per Bertieri e Vanzetti di Milano) sia per periodici (come La lettura, Comoedia, L'illustrazione italiana, Il Secolo illustrato, Il dramma, il Romanzo mensile, il Romanzo per tutti, i satirici Pasquino e Travaso) e per la pubblicità. Significativa anche l'attività di fumettista. In fondo le opere esposte testimoniano la capacità di fare “letteratura disegnata”, come Bernardini dimostrò , disegnando tavole a fumetti per “Il Corriere dei Piccoli “, “Il Balilla “e “La settimana dei ragazzi”.

La mostra, che è accompagnata da un piccolo catalogo edito da Sillabe, è visitabile sino al 7 novembre negli orari di apertura della Galleria.

Alessandro Lazzeri

Redazione Nove da Firenze