Premio Pieve dal 1985 ad oggi

Un patrimonio di storia patria raccontata dagli italiani, ognuno usando linguaggio, stile, intenzioni diverse, ognuno raccontando una storia, la sua storia.


STORIE — "Quello di tenere un diario o discrivere a una certa eta' le proprie memorie dovrebbe essere un dovere imposto dallo Stato; il materiale che si sarebbe accumulatodopo tre o quattro generazioni avrebbe un valore inestimabile"

Giuseppe Tomasi di Lampedusa


Seimila e piu' storie conservate negli scaffali dell’Archivio di Pieve Santo Stefano, suddivise in 27 edizioni di Premio Pieve, dal 1985 ad oggi. Un patrimonio di storia patria raccontata dagli italiani, ognuno usando linguaggio, stile, intenzioni diverse, ognuno raccontando una storia, la sua storia.
Per dare un futuro a tutte le pagine di memoria chiuse negli scaffali dell’Archivio, abbiamo pensato di rivolgerci alle nuove tecnologie che possono amplificare le voci raccolte a Pieve e diffonderle in tutto il mondo.

Il progetto Impronte digitali, al quale e' dedicata la tavola rotonda di sabato 10 settembre, si prefigge l’ambizioso traguardo della digitalizzazione di tutto il patrimonio di Pieve e prende finalmente forma grazie all’intervento di Fondazione Telecom Italia.
Ci piace pensare che non e' un caso che proprio in un anno cosi' significativo e celebrato, il 150° dell’Unita' d’Italia, l’Archivio di Pieve segni una tappa così' importante del suo sviluppo. Del resto e' da molto tempo che, sugli scaffali nei quali i diari vengono allineati in ordine alfabetico, si realizza il progetto di Unita' d’Italia che Saverio Tutino intravide fin da subito accogliendo le memorie di tutti, dando cittadinanza a chiunque avesse desiderio di lasciare la sua impronta scritta.

L’ospite d’onore di questa “storica” edizione, al quale verra' assegnato il Premio Città del diario, e' Sergio Zavoli, personalita' di spicco del giornalismo italiano che ha contribuito a raccontare spaccati importanti della storia del nostro paese, attraverso memorabili trasmissioni come Processo alla tappa, Nascita di una dittatura o La notte della repubblica.

Molte le novita' editoriali che escono per il Premio Pieve: quattro vanno ad arricchire la collana Storie italiane (Il Mulino) e aprono squarci sulla storia d’Italia dal 1788 al 2003, parlando di Unita' d'Italia, memorie della lira, boom economico e Seconda guerra mondiale con al centro la vicenda raccontata nel diario di Magda Ceccarelli De Grada, vincitrice della passata edizione. La terza uscita della collana Autografie (Forum) e' il diario femminile di un viaggio in Cina di fine Ottocento, mentre l'uscita di Terre di mezzo e' il racconto d’impegno sociale ambientato nel cortile di una periferia milanese. Infine la rivista Primapersona , che nel suo numero 24 non si sottrae alle celebrazioni per il 150°. Anche l'esposizione dei manoscritti di questa edizione si collega al periodo risorgimentale e una mostra di pittura, espressione della sensibilita' di trenta giovani artiste, (un progetto di Cluster societa' cooperativa) da' risalto alle figure femminili che compongono L’altra metà dell’Unità.

Dopo i successi ottenuti in varie citta' italiane approda, laddove e' nato, lo spettacolo teatrale Il paese dei diari di Mario Perrotta, tratto dal suo omonimo romanzo (Terre di mezzo), che narra in forma romanzata la storia dell’Archivio di Pieve. Uno spettacolo che segna la nostra prima produzione, realizzata con Biografilm Festival, realta' con la quale e' iniziato da quest’anno un percorso di collaborazione. All’edizione 2011 del Biografilm Festival, infatti, Saverio Tutino ha ricevuto il premio Lancia Celebration of Lives “per aver costruito un monumento alla vita e al racconto autobiografico unico nel suo genere”.

Alla presenza di Biografilm e' dedicato l’appuntamento di venerdì 9 con la proiezione del documentario dal titolo Fate la storia senza di me di Mirko Capozzoli tratto dal diario conservato a Pieve, scritto da Albertino Bonvicini.
Solo alcuni dei tanti eventi di questa edizione nella quale, come sempre, avra' spazio e voce, la storia, fatta di tante singole, affascinanti, storie di persone.

Redazione Nove da Firenze