Energia idroelettrica dall'Arno/4: un miraggio

Bene che vada dovranno passare ancora alcuni anni prima che le centrali sull'Arno possano produrre elettricità


INCHIESTA —
di Stefano Romagnoli
foto di Antonio Lenoci

“Siamo tra i primi in Italia a mettere in pratica un progetto di questo genere”. Era il 28 gennaio del 2008 quando l'allora presidente della Provincia Matteo Renzi, oggi sindaco di Firenze, annunciava l'idea di recuperare le vecchie briglie presenti lungo il corso dell'Arno per trasformarle in piccole centrali idroelettriche. Il bando per individuare il project financing, vale a dire il soggetto che avrebbe dovuto assumersi l'onere economico di attuare l'intervento, era stato pubblicato solo una manciata di giorni prima. E l'idea del risanamento aveva trovato cittadinanza anche nel programma triennale per le opere pubbliche 2008-2010.

“L'idea - spiega però a Nove da Firenze Mauro Romanelli, consigliere regionale Verdi/Federazione della Sinistra e consigliere provinciale nella precedente legislatura- è da attribuire a Fabio Roggiolani che aveva discusso con Renzi del progetto”. Tesi confermata dallo stesso Roggiolani: “Sì, avevo portato a Renzi questo progetto circa l'utilizzo delle briglie dell'Arno per produrre energia elettrica e lui l'aveva rilanciato”. Rilanciato con scadenza per la presentazione delle proposte 30 maggio 2008. Ma ecco il primo 'dilatarsi dei tempi' con il termine che viene differito, dopo appena un mese dalla sua individuazione, al 28 luglio 2008. “Sono entrate in scena quelle che potremmo chiamare lentezze” sottolinea ancora Roggiolani che aggiunge: “Forse alla fine è stato più un problema burocratico perché dentro un fiume ci navigano numerosi soggetti”.

Da quel 28 gennaio del 2008 sono trascorsi quasi tre anni: a Palazzo Medici Riccardi c'è una nuova amministrazione provinciale, un nuovo presidente, Andrea Barducci al posto di Renzi, divenuto sindaco, ed un nuovo assessore all'Ambiente, Renzo Crescioli, e le briglie sono ancora lì senza produrre un kilovat. “Il percorso per la definizione del project financing per le briglie sull'Arno prosegue” fanno sapere a Nove da Firenze con una e-mail ricca di allegati dalla segreteria dell'assessore provinciale Renzo Crescioli. “Il project financing sulle briglie dell’Arno -si legge ancora nel testo del messaggio di posta elettronica- è uno dei progetti più rilevanti a cui sta lavorando la Provincia di Firenze dal punto di vista delle energie rinnovabili, con conseguenti effetti in termini di riduzione delle emissioni inquinanti e climalteranti. Grazie ad esso, oltre alla riqualificazione e consolidamento di 13 briglie, sarà possibile produrre oltre 60 Gwh/anno di energia idroelettrica, con una riduzione di CO2 equivalente pari a oltre 45.000 tonnellate annue, corrispondente al 2% delle emissioni di CO2 equivalente dell’intera Regione Toscana”.

Alla scadenza del bando (28 luglio 2008) erano arrivate 3 proposte provenienti da altrettanti raggruppamenti: 1) PAC s.p.a di Bolzano (Capogruppo) – Iniziative Bresciane s.p.a. di Breno (BS); 2) STER Società trasformazione energie rinnovabili s.p.a. di Milano (Capogruppo) – Baldassini Tognozzi Pontello Costruzioni generali s.p.a di Calenzano (FI) – Co.E.Stra. s.p.a di Firenze – Cofathec servizi s.p.a di Roma – Genergy s.p.a. di Arezzo – Step s.r.l. di Empoli (FI); 3) ACEA Electrabel Produzioni s.p.a. di Roma (Capogruppo) – Publiacqua s.p.a. di Firenze – C. Lotti & Associati s.p.a. di Roma. E nella relazione che il responsabile unico del procedimento, l'ingegnere Andrea Morelli, inviava alla Giunta (febbraio 2009) si legge come il tecnico “conclude nel senso di invidividuare la proposta di pubblico interesse in quella presentata dal raggruppamento PAC s.p.a di Bolzano (Capogruppo) – Iniziative Bresciane s.p.a. di Breno (BS) e pertanto propone alla Amministrazione procedente di deliberare in tal senso”. La proposta della PAC aveva totalizzato 88 punti su un massimo di 100, 16 punti in più di quella della STER e ben 50 in più di quelli dell'ACEA. Quasi un mese più tardi, l'11 marzo del 2009, la Giunta Renzi faceva proprie le valutazioni dell'ingenere e selezionava “in via provvisoria” la proposta della PAC.

Ma nella stessa seduta la Giunta deliberava anche “di avviare un più lungo programma di esame e valutazione della proposta provvisoriamente prescelta, proprio al fine di adeguarla in dettaglio al pubblico interesse dell’Amministrazione sotto tutti i profili rilevanti”. Ecco quindi che prendevano il via una serie di incontri in cui il promotore corrispondeva “positivamente alle richieste della amministrazione, adeguando a queste ultime la proposta” (stando ad un atto dirigenziale del 22 ottobre 2009).

Il progetto preliminare prescelto è base di una gara d'appalto con scadenza 20 settembre 2010. Oltre 75milioni di euro il valore dei lavori previsti, per un investimento pari a circa 98milioni di euro. Il criterio adottato per l'aggiudicazione dell'appalto è quello dell'offerta economicamente più vantaggiosa. Quindi, dopo questa prima fase, si svolgerà una trattativa tra l’amministrazione provinciale da un lato e, dall'altro, il promotore ed i due migliori offerenti. L'Assessorato Provinciale prevede che entro il 31 marzo 2011, al termine della trattativa, sarà assegnata la concessione. Ma poi il concessionario dovrà realizzare in tempi da lui indicati la progettazione definitiva, subordinata a una serie di autorizzazioni della Provincia stessa, e pareri di Autorità di Bacino ed eventualmente altri enti, quali Soprintendenze, ecc.. Quindi sarà la volta della progettazione esecutiva ed infine dell'esproprio delle aree necessarie. Solo dopo tutti questi passaggi si potrà iniziare la realizzazione delle opere.

Ma allora l'Assessore Renzo Crescioli, come fa ad annunciare, in una recente intervista “redazionale” al mesile Reporter che la realizzazione degli impianti idroelettrici è imminente? Bene che vada dovranno passare ancora alcuni anni. Un'attesa incredibile se si pensa che il bando provinciale ha annullato i procedimenti già in corso per iniziativa di privati che avevano chiesto, alcuni alla fine degli anni '90, la concessione degli stessi siti, sia pur singolarmente, per lo sfruttamento idroelettrico dell'Arno. E tutto questo a quasi 20 anni dall'approvazione degli incentivi statali del così detto Cip6.

L'ultima puntata lunedì 22 novembre

Redazione Nove da Firenze