Due leggende della musica cubana domani a Villa Solaria

Omara Portuondo (voce), Manuel "Guajiro" Mirabal (tromba), Pedro Pablo (contrabbasso), Manuel Galbàn (chitarra), Jesus Aguaje Ramos (trombone voce e direzione musicale), Barbarito Torres (laud), Alberto (bongos), Idania Valdés (voce e percussioni)


SESTO FIORENTINO — Continua la tre-giorni latino-americana al Parco di Villa Solaria, nell’ambito della rassegna Sesto d’Estate. Dopo il Brasile in chiaro-scuro di Caetano Veloso e l’Argentina di Boulevard Tango, giovedì primo luglio ultimo appuntamento con la Cuba seppiata dell’ORQUESTA BUENA VISTA SOCIAL CLUB, impreziosita dalla voce di OMARA PORTUONDO. La musica e il carisma di un ensemble che ha emozionato il mondo, una vocalist straordinaria, per una serata all’insegna del son e della tradizione cubana. Anche in questa occasione, al concerto è abbinata l’iniziativa gastronomica a cura del ristorante Paladar: dalle ore 19 bar-aperitivo e specialità della cucina cubana. Previsti due ordini di posti: primo settore a 25 euro, secondo settore a 20 euro.

Buena Vista Social Club era il nome di un club dell'Avana (Cuba), il cui ingresso era riservato esclusivamente alle persone di colore e nel quale si suonava musica afrocubana, mambo e salsa, arricchite da influenze di bolero e ballate strappalacrime.

Quasi quarant'anni dopo la chiusura del club, memore di questa antica gloria quasi dimenticata, Juan de Marcos González, direttore del gruppo Sierra Maestra, decise di mettere insieme un'orchestra che riunisse la storia e gli elementi più brillanti del son e del resto della musica tradizionale cubana, la Afro-Cuban All Stars. Nick Gold, presidente della World Circuit Records, abbracciò l'idea e insieme a Gonzàles riuscì a mettere insieme Compay Segundo, Ibrahim Ferrer, Manuel "Puntillita" Licea, José Antonio (Maceo), Pío Leyva, Raúl Planas, oltre a musicisti della stazza di Manuel "Guajiro" Mirabal, Javier Zalba, Orlando López (Cachaíto), Rubén González e Miguel Angá, in un mix di nuovi talenti e musicisti già in circolazione allora, vera memoria storica della cultura e delle tradizioni dell’isola.

Solo nel 1996 vennero pubblicati tre dischi, tra cui Buena Vista Social Club, con la partecipazione del grande chitarrista americano Ry Cooder, e A toda Cuba le gusta. Nel 1999, trascinato a Cuba dall’amico Cooder, il regista tedesco Wim Wenders filmò le session del primo disco in studio di Ibrahim Ferrer, approfittandone per intervistare alcuni membri dell'ensemble, ed in seguito non perdette l'occasione di registrare il gruppo in una famosa performance ad Amsterdam, la prima con l'intero line-up (1999), e in un secondo concerto alla Carnegie Hall di New York. Il film-documentario che ne derivò, Buena Vista Social Club, fu anch'esso un successo strepitoso, incassando in tutto il mondo oltre venti milioni di dollari.

Nonostante la dolorosa perdita di artisti straordinari come Compay Segundo, Ibrahim Ferrer, Ruben Gonzales e Cachaito Lopez, l’Orquesta sa sempre esprimere dal vivo grande energia e talento, grazie ad una formazione rinnovata che continua però ad annoverare alcuni membri storici, come il direttore musicale Aguaje Ramos al trombone, Manuel Galbán alla chitarra, "Guajiro" Mirabal alla tromba, Barbarito Torres al «laud» (sorta di liuto della tradizione popolare) e Idania Valdés ai cori e alle percussioni.

Leggenda vivente della musica cubana, celeberrima per le sue interpretazioni di genere son, bolero e danzón vagamente influenzate di jazz e pop americano, Omara Portuondo iniziò a lavorare come ballerina nel Club Tropicana dell'Avana insieme a musicisti del calibro di Cesar Portillo de la Luz, José Antonio Méndez e Tania Castellanos, diventando un’esponente di spicco del gruppo di artisti conosciuto come movimiento del filin. Il suo primo lavoro discografico come solista fu, nel 1958, Magia Negra, che include alcuni pezzi classici di musica cubana e alcune cover di brani jazz, come Caravan di Duke Ellington. Attiva nei ’70 con l'Orquesta Aragón e negli ’80 con Adalberto Álvarez e successivamente con Chucho Valdés, nel 1986 la sua vita fu raccontata in un documentario, Omara, che arrivò a vincere il Festival Di Cannes. Fu fortemente voluta da Ry Cooder nell’album Buena Vista Social Club, che segnò una svolta nella sua carriera internazionale, con lunghe tournée e grandi successi in Europa, Giappone e continente americano.

Redazione Nove da Firenze