Auto elettriche: seconda vita per le batterie esaurite, la Toscana sostiene il progetto NEMO

l Consiglio regionale approva una mozione a firma Giacomo Giannarelli (Movimento 5 stelle): “A Guasticce può nascere un centro di innovazione e un incubatore di imprese”


 Il Consiglio regionale ha approvato nella seduta di oggi, martedì 15 gennaio, una mozione a firma del consigliere Giacomo Giannarelli (Movimento 5 stelle) “in merito alla necessità di azioni a sostegno dei progetti ‘second life’ sulle batterie e del Consorzio NEMO”. Il trasporto elettrico si sta sempre più diffondendo, “spesso in modalità car sharing” e garantisce “costi talmente bassi da rendere non più conveniente l’uso dell’auto privata”, si legge nel testo della mozione. Dopo otto anni di sperimentazione “oggi è al servizio della mobilità urbana una flotta di circa 1500 ZD (l’auto elettrica più immatricolata e utilizzata in Italia) dell’azienda ‘Share’n go’ che ha sede in Toscana”. Automobili che, a giudizio di Giannarelli “sono una sorta di ‘bene comune’ e si caratterizzano per avere sistemi a bordo di rilevazione ambientale (aria, rumore, traffico) che si integrano con quelli delle amministrazioni delle città; tecnologie wi-fi che creano infinite possibilità di comunicazione”. Questi sistemi “presentano problemi di ‘second life’ degli accumulatori”, il cui smantellamento attraverso il recupero delle materie prime “costerebbe fra 2mila e 7mila euro a tonnellata”.

In Toscana è nato di recente il consorzio NEMO (“Nuova energia mobile”) “un progetto che prevede la creazione di un centro di eccellenza per la ricerca applicata nell’ambito dell’integrazione tra il settore dell’energia e quello della mobilità elettrica e sostenibile”. Il consorzio ha “l’obiettivo principale di dare una seconda vita alle batterie non più utilizzabili e in esaurimento” delle auto elettriche. Si tratta, sostiene Giannarelli, di “un ottimo esempio di economia circolare, capace di creare tanti posti di lavoro”. Una iniziativa “che necessita il massimo supporto, anche istituzionale”. L’intesa tra diversi soggetti istituzionali “ha l’obiettivo di insediare presso il polo di Guasticce un centro di alto profilo per la ricerca applicata”. Il consorzio NEMO “potrebbe recuperare le batterie non più utilizzabili dei veicoli elettrici e destinarli a usi domestici in situazioni eccezionali di picco di domanda” e vuole “portare delle eccellenze nel campo della ricerca, mettendo l’interporto in condizione di diventare un centro di innovazione e un incubatore di imprese che operano nel campo della ‘second life’ delle batterie”. L’autorità portuale di Livorno e l’interporto “stanno collaborando per raggiungere l’obiettivo”.

Fatte tutte queste considerazioni, la mozione impegna il presidente della Regione e la Giunta regionale “a sostenere con forza, nelle forme e nei modi più opportuni, il progetto NEMO, anche valutando la possibilità di stanziare adeguati finanziamenti per contribuire al raggiungimento degli obiettivi strategici individuati dal Consorzio; “a istituire “uno specifico tavolo istituzionale con Anci al fine di favorire e incentivare la diffusione di sistemi di gestione e utilizzo del ‘second life’ delle batterie”; a valutare, infine, “la possibilità di introdurre incentivi per le imprese che intendono investire in Toscana con progetti’second life’ finalizzati al riutilizzo delle batterie usate provenienti dalla mobilità elettrica”

Redazione Nove da Firenze