Alienazione per la Villa di Rusciano: asta il 2 agosto

Grassi: "Saldi estivi che ribassano di un altro milione il prezzo a base d'asta"


Il prezzo fissato è 7 milioni e 270 mila euro. Nuovo bando dal Comune per la terza asta della Villa di Rusciano. Le variazioni al Regolamento Urbanistico, recentemente votate in Consiglio Comunale, rendono il Complesso di Rusciano più appetibile, visto sarà più semplice dare il via a un restauro con variazione di destinazione d'uso su edifici vincolati.

"Più che un'alienazione, questi sono saldi estivi - commenta Tommaso Grassi, capogruppo di Firenze riparte a sinistra -. Stiamo parlando di uno spazio dalle grandi potenzialità, che potrebbe svolgere funzioni e servizi importanti, e con un parco peraltro che dopo l'asta solo sulla carta rimarrà pubblico". "Dopo tre anni dall'ultimo bando speravamo in un ripensamento della giunta, ma a quanto pare invece la irrefrenabile spinta a svendere il patrimonio è più forte di qualsiasi altra logica legata al recupero dei nostri immobili pubblici e ha spinto a ribassare di un ulteriore milione il prezzo a base d'asta. Dagli 8,1 milioni circa si passa a poco più di 7,2 milioni: quale sarà la prossima invenzione pur di vendere? Regaleremo anche un pezzo di giardino a chi se lo aggiudicherà? Chissà" conclude Grassi.

"Grazie infatti a questo cambiamento dell'articolo 13 del RU, si è di nuovo accesa la luce della speranza immobiliare di lusso, che vede in Firenze e nei suoi edifici storici in alienazione, una bella meta di affari -precisano Arianna Xekalos consigliera del M5S al Comune di Firenze e Laura Magni, consigliera M5S al Quartiere 3- La Villa attualmente è occupata dagli uffici dell'Assessorato all'Ambiente, quindi non è vero che è un bene inutilizzato, certo necessiterebbe di restauri. ma probabilmente i soldi occorrenti per farlo sarebbero forse non superiori a quelli occorrenti per acquistare nuove sedi, e in più impedirebbero l'impoverimento della città rispetto a uno splendore di Villa con Parco e a un Bene Comune, che si rispecchia anche nel nome del Comitato Beni Comuni, nato per difenderlo dalla vendita. Anche noi pensiamo che un tesoro così dovrebbe essere valorizzato e non alienato: ogni anno infatti, come una tradizione, presentiamo emendamenti e osservazioni al Bilancio in questo senso, ma sembra che le intenzioni dell'amministrazione non si rivolgano lì, quasi fosse un figlio a cui non si riconosce una eredità o una discendenza, ma che si vuole allontanare dalla famiglia. Questa di Rusciano è la nostra eredità e la vogliamo, non la disperdiamo, teniamola tutta, perché è l'orgoglio che ci hanno lasciato i nostri maestri Brunelleschi, Michelangelo e ne siamo orgogliosi".

Redazione Nove da Firenze