Regioni euro-africane: II Conferenza sul decentramento a Firenze

In Palazzo Vecchio da oggi al 7 novembre 150 partecipanti impegnati nella cooperazione decentrata. Dall’Africa in arrivo delegazioni da circa 20 nazioni. Il messaggio di Rita Levi Montalcini.

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
05 novembre 2009 11:59
Regioni euro-africane: II Conferenza sul decentramento a Firenze

Il centralismo statale, come modello istituzionale, è in crisi anche in Africa. Anzi, la novità più rilevante degli ultimi decenni è la nascita, a macchia di leopardo, di enti locali ed organismi territoriali, che hanno il merito di rafforzare la partecipazione democratica e lo sviluppo sostenibile. La II Conferenza delle Istituzioni Regionali e Locali Europee ed Africane, che ha per tema “L’impatto della crisi economica e finanziaria sulla governance locale in Africa: la risposta delle Autorità locali alle sfide per un nuovo sviluppo”, sarà l’occasione per rafforzare le relazioni e le politiche di partenariato.

Sono previsti circa 150 partecipanti di diversi organismi. L’iniziativa, promossa da Dipartimento degli Affari Economici e Sociali del Segretariato Generale delle Nazioni Unite (UN/DESA), Consiglio e Giunta regionali della Toscana, con il supporto del Ministero degli Affari Esteri, si terrà in Palazzo Vecchio il 6 e 7 novembre. Essa è preceduta il 5 novembre, sempre a Firenze, dalla Pre-Conferenza “Donne nelle assemblee e nei governi locali africani: democrazia, partecipazione, sviluppo locale e pace”, incentrata sul ruolo delle donne elette nei governi locali. All’appuntamento internazionale è prevista la partecipazione di delegazioni ufficiali da una ventina di paesi dell’area sub sahariana (rappresentanti di governi nazionali e locali, del mondo accademico e della ricerca provenienti dal Burkina Faso, Camerun, Ciad, Congo Brazzaville, Costa d’Avorio, Repubblica Democratica del Congo, Ghana, Kenya, Liberia, Mali, Mozambico, Niger, Ruanda, Senegal, Sud Africa, Tanzania, Uganda, Zambia e Lesotho).

Essi porteranno le proprie esperienze e spiegheranno come questo continente non sia affatto fermo, in attesa di aiuti e carità dal mondo occidentale, ma determinato a misurarsi sui temi dello sviluppo e della globalizzazione, per difendere i propri interessi locali, valorizzare i territori, modernizzarsi. E nell’illustrare il percorso che sta facendo l’Africa per affermare il ruolo che le compete nello scenario internazionale emergerà anche l’importante rete di cooperazione decentrata che il ‘sistema’ Toscana ha intessuto, in questi anni, con tanti amministratori locali africani: sindaci, presidenti di distretto, di contee, di province.

“E’ un continente che sta emergendo – ha scritto nel numero speciale di TCR il presidente del Consiglio regionale, Riccardo Nencini - che continua a fare i conti con i propri lati oscuri, tra sfruttamento e crescita frenata e con un bisogno estremo di sviluppare la propria vita sociale”. In questa direzione molte nazioni dell’Africa sub sahariana hanno avviato le politiche di decentramento, considerato a livello globale come uno strumento fondamentale per favorire la coesistenza pacifica, lo sviluppo locale, la partecipazione dei cittadini e per migliorare la qualità e l’accesso ai servizi locali.

In quest’azione gioca un ruolo importante la cooperazione decentrata con gli enti territoriali italiani ed europei, attraverso azioni di partenariato su programmi e progetti le cui priorità devono essere individuate dagli amministratori locali e dalle comunità africane. Alla pre-Conferenza del 5 novembre, dedicato alle amministratrici locali africane alle quali sono affidate numerose relazioni e comunicazioni, hanno confermato la presenza Fiamma Nirenstein (presidente della Commissione Affari Esteri della Camera) e Monica Donini Coordinatrice dei presidenti delle Assemblee legislative regionali italiane ed i rappresentanti delle Nazioni Unite e di numerosi governi africani. Il programma della II Conferenza delle Istituzioni Regionali e Locali Europee ed Africane, per il 6 e 7 novembre, prevede nella prima sessione gli interventi del sindaco di Firenze Matteo Renzi, del presidente dell’Assemblea regionale toscana Riccardo Nencini e del presidente della Calre Giovanni Kessler, mentre concluderà i lavori della mattina il presidente della Toscana Claudio Martini.

Alla ‘due giorni’ di lavoro parteciperanno anche i rappresentanti del Ministero degli Esteri; di diversi dipartimenti delle Nazioni Unite; di governi, municipalità ed organizzazioni di paesi africani; di organismi dell’UE; di Enti territoriali toscani, italiani ed europei, di Anci ed Upi; di organizzazioni per i diritti umani; di enti di studio e ricerca. E’ previsto anche un intervento dell’assessore regionale alla cooperazione internazionale Massimo Toschi, che ieri ha partecipato anche all’incontro con i giornalisti di presentazione assieme a Bruna Giovannini (segretario questore dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale della Toscana), Enrico Cecchetti (coordinatore Euro-African Partnership for Decentralized Governance), Henriette Hounweba (responsabile della cooperazione decentrata della rete delle donne elette in Benin), Lambert Yapi (sindaco di Tiassalé in Costa d’Avorio). Al termine dei due incontri internazionali di Firenze saranno approvate le rispettive dichiarazioni finali, che impegneranno i promotori ed i partecipanti nell’azione di cooperazione decentrata nei prossimi anni. Il messaggio di Rita Levi Montalcini “Oggi più che mai è necessaria un’azione comune volta ad affrontare le problematiche della fame e dello sviluppo umano.

Promuovere la partecipazione di quanti vivono in condizioni privilegiate per fronteggiare la fame e i problemi che ne derivano, non soltanto incentiverà le opportunità di sviluppo dei paesi emergenti, ma renderà quanti sono definiti ‘i diseredati della Terra’ liberi dai soprusi e indipendenti”. Inizia così il messaggio inviato da Rita Levi Montalcini, Nobel per la Medicina, alla II Conferenza delle istituzioni regionali e locali europee, in corso a Firenze a Palazzo Vecchio, in apertura della pre-conferenza dedicata alle amministratici africane. “Con l’istruzione si potranno abbattere barriere che sembrano insormontabili – continua il premio Nobel - rafforzando e diffondendo tutte quelle libertà che rappresentano la base fondamentale dei diritti umani che è la libertà stessa di agire La conoscenza approfondita delle tematiche trattate acquista valore significativo se applicata nel contesto globale, così come nel presente contesto”.

Il messaggio di Rosy Bindi Alla pre-Conferenza delle Regioni Euro-Africane, dedicata alla presenza delle donne nelle amministrazioni locali, è arrivato il messaggio della vice-presidente della Camera di Deputati Rosy Bindi, che non è potuta intervenire direttamente a causa di impegni istituzionali. Questi gli aspetti più salienti del messaggio di Rosy Bindi. “In Africa sono del tutto evidenti le conseguenze dello squilibrio dovuto allo sviluppo economico-demografico. Quante volte i G8, i G14, i G20 si sono occupati di Africa, quante volte sono stati promessi aiuti poi venuti meno? Anche l’Italia non è stato in grado di garantire la destinazione dell’0.7% del PIL agli aiuti in favore dei paesi in via di sviluppo.

Purtroppo – ha scritto la Bindi - la nostra società si sta abituando a considerare ineluttabili le differenze e che queste saranno sempre maggiori in futuro. In questo contesto vi è il tema delle donne e della loro condizione. Le donne sono la spina dorsale della società al livello della comunità in Africa. Riconoscere il valore del lavoro delle donne significa mettere in luce il loro ruolo all’interno della comunità e della nazione. L’appuntamento di oggi è una tappa importante per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla vitalità di un continente e sulla necessità di non abbassare mai il livello di attenzione nei confronti dell’Africa.

Un appuntamento supportato dalle buone pratiche che le donne africane con responsabilità di rappresentanza e di governo stanno mettendo in atto. Bisogna proseguire –ha concluso la Bindi - su questa strada e consolidare questi percorsi di democrazia, così ben rappresentati in questa assise, che partono dal basso e che sono ancora più forti quando a portarli avanti sono le donne”. (gdi) (bb)

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